Mercoledì, 20 Giugno 2018

AspettandoUnAngelo26 Aprile 1986 – Natale 2010. Un tempo lungo venti quattro anni e una distanza di 1.739 chilometri. Un ponte costruito tra due nazioni: l’ Italia e la Bielorussia. Molte sono le associazioni italiane nate e legate da un filo a “maglie strette” a quell’evento che ha fatto il giro del mondo con il nome di “disastro di Cernobyl”. Dal 1986 tanti bambini  sono venuti e continuano a venire periodicamente in Italia grazie all’impegno e all’aiuto proprio di quelle associazioni.

Non è più tempo di dati e di statistiche. E’ tempo di fatti. Di realtà concreta. E perché no? Di raccontare anche storie del vissuto quotidiano di famiglie, di operatori, di progetti e di bambini. Di bambini che sognano, che sperano e che credono che gli angeli abitano a Roma. Ma loro non sanno che è Roma, con il suo gruppo di famiglie sparse sul territorio, ad aspettare con ansia dei  piccoli angeli in volo dalla Bielorussia.

Bimbi1La fila all’aeroporto è lunga. Ci sono le famiglie. Si aspetta un volo. Ma ci sono anche gli operatori della Onlus “Aspettando un Angelo”. Il loro appuntamento con il “Progetto Inverno 2010-Progetto Cernobyl-Accogli un bambino bielorusso per un mese” si è rinnovato anche quest’anno. Il Natale li aspetta.

Sono giovani. Molto giovani. Hanno dai 7 ai 13 anni. E provengono sia da famiglie che da tutela privata o statale. E’ Alessandro Mancini, dell’associazione “Aspettando un Angelo”  di Ladispoli (Roma), che mostra le linee principale del progetto di accoglienza.

Alessandro, in che cosa consiste il “Progetto di Accoglienza Natale 2010”?

L'ospitalità dei bambini bielorussi nell’ambito del Progetto Chernobyl è una forma d’aiuto che vede impegnate varie Associazioni. In particolare, il Progetto di Accoglienza Natale 2010 prevede il soggiorno in famiglia di un minore di nazionalità bielorussa per circa un mese, che corrisponde all’incirca al periodo di chiusura delle scuole in Bielorussia.

Da quanti anni l’Associazione “Aspettando un Angelo” organizza il Progetto di Accoglienza?

Il progetto di accoglienza è iniziato nel 2008.

Ladispoli è l’unica sede romana dell’Associazione?

La sede principale è a Ladispoli. Sono stati creati anche gruppi a Roma, Guidonia e a Fonte Nuova per consentire alle famiglie interessate ai nostri progetti di partecipare attivamente nel loro territorio. Le famiglie ospitanti sono distribuite equamente su tutta la provincia di Roma. Tre famiglie sono residenti nella provincia di Latina e una famiglia è residente nella provincia di Frosinone.

Quanti bambini dalla Bielorussia sono arrivati quest’anno  per il Natale?

I bambini accolti per il Natale sono 28. Il gruppo, composto dai bambini e due accompagnatrici, è arrivato il 15 dicembre è ripartirà per la Bielorussia il 17 gennaio.

Che cosa significa per le famiglie ospitare dei bimbi Bielorussi?

Il risanamento sanitario è il principale obiettivo del progetto: garantire un soggiorno di vacanza fuori dall’ambiente contaminato. Considerato però il fatto che il Progetto riguarda bambini provenienti da case-famiglia o istituti, quindi bambini in stato di abbandono, è molto importante anche fornire loro un ambiente familiare più ricco, rispetto al loro ambiente abituale, come alimentazione, stimoli, esperienze ma soprattutto affetto.

E per i bambini che cosa significa passare il Natale in Italia?

Per i bambini significa poter sperimentare una vita di famiglia a loro mancante con tutta la ricchezza che ciò rappresenta. Sono previsti, inoltre, eventi culturali obbligatori a cui le famiglie devono partecipare per consentire ai bambini di frequentarsi e agli adulti di confrontarsi. Alcuni di questi eventi sono aperti anche alle famiglie interessate esterne all’Associazione che desiderano conoscere la realtà dell’accoglienza e, se vogliono, contribuire economicamente alle iniziative.

Le festività natalizie sono l’unico momento dell’anno in cui i bimbi vengono in Italia?

No, i bambini possono tornare anche nel periodo estivo, sono attivi due progetti estivi, uno di due mesi e l’altro di un mese circa.

In che cosa differisce il progetto natalizio da quello estivo?

Il progetto estivo è organizzato in due gruppi di durata differente (un mese e due mesi) e copre un arco temporale più ampio.

Come è nata l’idea di questo Progetto?

L’idea è nata da alcune famiglie che già realizzavano l’accoglienza con altre associazioni. Si sono unite tra loro e hanno coinvolto altre persone impegnate sul fronte della solidarietà, fondando l’Associazione, per portare avanti un discorso più ampio di sostegno all’infanzia bielorussa attraverso progetti di vario genere.

Bimbi3L’Associazione “Aspettando un Angelo Onlus” ha delle iniziative “in corso” anche nel paese di origine dei bimbi?

Si, abbiamo attivato nell’anno 2008 il “Sostegno a Distanza – SAD” per aiutare concretamente i bambini orfani della Bielorussia che non sono sostenuti da persone o famiglie, a differenza dei bambini che rientrano nei progetti di risanamento, a cui provvedono le famiglie accoglienti. Il SAD è attualmente finanziato grazie ai contributi raccolti dalle scelte del 5 per mille. In futuro non escludiamo di avere dei sostenitori dell’iniziativa. In questi anni, inoltre, abbiamo più volte visitato gli istituti bielorussi, chiamati Internat, ed ogni volta abbiamo lasciato, oltre al cuore, alcuni contributi economici sia dell’Associazione sia personali per aiutarli nella ristrutturazione. Abbiamo portato anche vestiario, medicine e giochi per i bambini non rientranti nei viaggi di risanamento all’estero, che sono tanti rispetto al numero dei bambini negli Istituti, a causa delle poche richieste di accoglienza da parte delle famiglie.

 

Chi non ricorda il disastro di Cernobyl? Chi non sa che il livello di radioattività prodotta da quell’incidente perdura ancora oggi ed è causa dell’insorgere di malattie tumorali soprattutto in età infantile?  Ma Alessandro Mancini, con i dati alla mano, racconta  una storia che ha del bello: “i bambini, dopo un soggiorno di almeno 30 giorni in Italia, perdono dal 30% al 50% del cesio-137 assorbito (il radionuclide più presente nell'organismo dei bambini contaminati) e si registrano punte di riduzione di oltre il 70% se la permanenza  sale a 55 giorni. Si riduce così la possibilità di ammalarsi di tumori, leucemia ed altre patologie collegabili alle conseguenze della radioattività”. Un sorriso spunta fiducioso sui volti delle famiglie, dei bimbi, e degli operatori del Progetto Cernobyl, mentre,  le vie si illuminano di luci colorate. E non solo per il Natale.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X
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