- Cosa: Un progetto di riqualificazione e valorizzazione per il laghetto e le aree storiche del Parco degli Acquedotti.
- Dove e Quando: Roma, Parco Regionale dell’Appia Antica; i lavori sono finanziati nell’ambito della XII edizione del censimento FAI.
- Perché: Recuperare la memoria storica di uno dei polmoni verdi più suggestivi della Capitale, migliorando biodiversità e fruizione pubblica.
Il patrimonio culturale e paesaggistico del Lazio torna a splendere grazie alla sinergia tra cittadinanza attiva e istituzioni. Nell’ambito della XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, è stato annunciato un importante intervento di recupero che interesserà uno dei siti più iconici di Roma: il Parco degli Acquedotti. Questa iniziativa si inserisce in un piano nazionale più ampio che vede il finanziamento di 20 nuovi progetti in tutta Italia, con un’attenzione particolare alle aree interne e alle periferie urbane, considerate l’anima più fragile ma autentica del Paese.
Il programma, che ha stanziato complessivamente 700.000 euro – la cifra più alta mai raggiunta nella storia del censimento – mira a salvare luoghi spesso poco noti o a rischio di degrado, restituendo loro dignità e centralità nella vita della comunità locale. Nel Lazio, il cuore dell’intervento batterà nel quadrante sud-est della Capitale, dove la mobilitazione di migliaia di cittadini ha permesso di trasformare una richiesta di tutela in un progetto concreto di rilancio territoriale, dimostrando come la passione civile possa innescare processi virtuosi di sviluppo economico e sociale.
Un polmone verde tra storia e natura
Il Parco degli Acquedotti rappresenta una delle aree verdi più affascinanti del mondo, un’estensione di circa 240 ettari che dal 1988 è parte integrante del Parco Regionale Suburbano dell’Appia Antica. Vero e proprio snodo monumentale della rete idrica dell’antica Roma, il sito ospita i resti imponenti di sei degli undici acquedotti che servivano l’Urbe, tra cui l’Anio Vetus, l’Aqua Marcia e l’imponente Claudio. A questi si aggiunge l’acquedotto Felice, costruito in epoca rinascimentale e ancora oggi parzialmente utilizzato per l’irrigazione delle aree circostanti. È proprio una diramazione di quest’ultimo ad alimentare un suggestivo laghetto, diventato nel tempo un habitat prezioso per la flora e la fauna locale.
Tuttavia, nonostante la sua bellezza indiscutibile, il sito ha sofferto negli ultimi anni di una progressiva perdita di leggibilità. La proliferazione di specie vegetali infestanti, la scomparsa di elementi storici del paesaggio e l’occultamento dei tracciati originali hanno reso difficile per i visitatori comprendere appieno la complessità archeologica e naturalistica del luogo. Il progetto di riqualificazione, significativamente intitolato Leggere le tracce del passato per disegnare il futuro, nasce proprio dalla necessità di invertire questo trend, restituendo ai romani e ai turisti uno spazio pienamente fruibile e correttamente interpretato.
Il progetto di riqualificazione: Retake Roma in prima linea
L’intervento è frutto della determinazione di Retake Roma, l’associazione che ha candidato il sito al bando FAI raccogliendo ben 17.251 voti. Questa massiccia partecipazione popolare ha permesso di ottenere un contributo di 36.000 euro, che si sommerà ai cofinanziamenti messi a disposizione dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, dall’Assessorato Grandi Eventi, Turismo e Moda e dallo stesso ente Parco Appia Antica. Il costo complessivo dell’operazione supererà i 106.000 euro, a testimonianza di come il bando dei “Luoghi del Cuore” agisca come volano per attrarre ulteriori risorse sul territorio.
Gli obiettivi principali riguardano il recupero delle visuali storiche e la valorizzazione del cosiddetto Fosso dell’acqua, un tracciato voluto nel lontano 1122 da Papa Callisto II. Il piano prevede l’installazione di nuove sedute progettate per offrire una vista a 360° sul paesaggio monumentale, la creazione di spazi dedicati alla sosta e ai laboratori didattici per le scuole e il ripristino dei sentieri storici. Grande attenzione sarà data alla sostenibilità ambientale: l’uso di materiali a basso impatto e la creazione di un corridoio specifico per gli insetti impollinatori garantiranno il rafforzamento della biodiversità urbana.
Comunità e futuro: oltre il restauro
La forza di questo intervento non risiede solo nel recupero architettonico o botanico, ma nella capacità di attivare una rete sociale solidissima. La manutenzione condivisa dell’area sarà affidata ai volontari di Retake Roma, garantendo un presidio costante sul territorio. Inoltre, il progetto vede la partecipazione di numerosi stakeholder locali come RomaCammina, per promuovere lo sport all’aria aperta, e Inforidea, che si occuperà di diffondere la cultura ambientale tra i più giovani. Non mancherà il supporto di realtà come i Settimo Biciclettari per incentivare la mobilità sostenibile e il trekking urbano.
Questa operazione si integra perfettamente nel più ampio programma comunale Unexpected Itineraries of Rome, che punta a diversificare l’offerta turistica della Capitale valorizzando siti meno battuti ma di immenso valore. Come evidenziato dalle recenti ricerche sull’economia della cultura, iniziative di questo tipo generano impatti positivi non solo sulla tutela dei beni, ma anche sulla resilienza delle comunità, creando piccoli circuiti turistici rigenerativi che contrastano l’abbandono delle aree periferiche. Il Parco degli Acquedotti si conferma così non solo un monumento al passato, ma un laboratorio attivo di cittadinanza per il futuro di Roma.
Info utili
- Sito: Parco degli Acquedotti (Roma), via Lemonia e aree limitrofe.
- Ente Gestore: Parco Regionale dell’Appia Antica.
- Progetto sostenuto da: FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo.
- Partner locali: Retake Roma, Comune di Roma, Parco Appia Antica.
- Accesso: Il parco è pubblico e l’ingresso è gratuito.
(Foto: Laghetto del Parco degli acquedotti, Roma; Credit photo Giovanni Formosa (C) FAI)
