- Cosa: La commedia Genitori vs Figli – Dont worry stay chill, scritta e diretta da Antonio Pisu.
- Dove e Quando: Al Teatro 7 di Roma, in via Benevento 23, dal 20 gennaio all’8 febbraio 2026.
- Perché: Un ritratto ironico e profondo della famiglia contemporanea, tra tecnologia invadente e incomunicabilità.
Il Teatro 7 di Roma si prepara ad accogliere una riflessione acuta e divertente su uno dei temi più universali della narrativa teatrale: il conflitto tra generazioni. Sotto la direzione artistica di Michele La Ginestra, debutta Genitori vs Figli – Dont worry stay chill, una nuova produzione che vede protagonisti Federico Perrotta e Valentina Olla. Lo spettacolo, scritto e diretto da Antonio Pisu, si propone come uno specchio deformante ma fedele della realtà domestica odierna, dove il dialogo sembra essere stato sostituito dalle notifiche dello smartphone e le mura di casa somigliano sempre più ai bordi di un ring.
L’opera non si limita alla semplice farsa, ma scava nelle nevrosi della famiglia moderna, cercando di capire cosa resti dei legami affettivi quando la quotidianità diventa una corsa ad ostacoli tra impegni professionali e aspirazioni personali. Con un cast dinamico e una regia dal ritmo serrato, la pièce promette di far ridere il pubblico capitolino portandolo, al contempo, a interrogarsi sulla qualità del tempo trascorso con i propri cari.
Una giungla domestica tra trap e call infinite
La vicenda ruota attorno a Valentina e Federico, una coppia di quarantenni che incarna perfettamente la figura dei genitori “sandwich”, schiacciati tra le responsabilità lavorative e l’ambizione di essere figure di riferimento impeccabili per la prole. Federico è un impiegato caratterizzato da un’ossessione per lo sport e per la sua inseparabile giacca a quadri, mentre Valentina è una creativa la cui vita è scandita da un flusso ininterrotto di videochiamate di lavoro. Entrambi cercano di mantenere un equilibrio precario, trasformando involontariamente la propria abitazione in una prigione domestica dove le esigenze individuali finiscono per collidere violentemente.
In questo scenario si muovono i figli, rappresentanti di una Generazione Z che parla un linguaggio spesso incomprensibile ai genitori. Luca, diciannovenne aspirante trapper, vive la sua insofferenza attraverso la musica, mentre Sofia, sedicenne dotata di un’ironia tagliente, osserva il caos circostante nascondendo un segreto destinato a minare le già fragili fondamenta familiari. La tensione tra il desiderio di protezione dei genitori e la spinta all’indipendenza dei figli crea un corto circuito narrativo che alterna momenti di comicità pura a riflessioni amare sulla perdita di contatto umano all’interno delle mura domestiche.
Figure spiazzanti e saggezza metropolitana
A rompere la routine di questo scontro familiare intervengono due personaggi esterni che portano una ventata di imprevedibilità sulla scena. Da un lato c’è la zia Claudia, interpretata da Mariateresa Pascale, un’anima new age dai modi stravaganti che tenta di riportare l’armonia attraverso filosofie alternative e un approccio spirituale spesso fuori luogo. Dall’altro compare Tipu, un rider-filosofo impersonato da Miloud Mourad Benamara. Quest’ultimo non è un semplice fattorino, ma assume il ruolo di un vero e proprio coro greco contemporaneo, commentando le assurdità della vita quotidiana con massime mistiche tra una consegna e l’altra.
Questi innesti servono a decostruire la chiusura della cellula familiare, portando punti di vista esterni che mettono in luce il ridicolo di certe dinamiche. La regia di Antonio Pisu punta molto su questa interazione, costruendo una struttura che ricorda la velocità delle sitcom ma che si concede improvvise aperture poetiche. Lo spettacolo si arricchisce infatti di momenti musicali, durante i quali i personaggi mettono a nudo la propria interiorità. Queste parentesi permettono al pubblico di vedere oltre la maschera del genitore frustrato o del figlio ribelle, rivelando la vulnerabilità di esseri umani che, nonostante gli errori, non smettono di cercarsi.
Uno specchio corrosivo della realtà tecnologica
Il regista Antonio Pisu sottolinea come l’iper-connessione paradossalmente aumenti le distanze tra le persone. Viviamo in case saturate dalla tecnologia, dove ogni membro della famiglia è isolato nel proprio guscio digitale, eppure il bisogno di ascolto rimane intatto. La comicità di Genitori vs Figli viene definita come un’arma a doppio taglio: se da una parte garantisce il divertimento, dall’altra restituisce un’immagine cruda di quanto sia difficile oggi comunicare davvero. Non ci sono buoni o cattivi, né vincitori o vinti, ma solo un gruppo di persone che tenta di navigare nella complessità del presente.
Il ritmo della commedia è serrato, fatto di botta e risposta fulminanti che catturano l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine. L’allestimento prodotto da UAO Spettacoli punta sulla qualità di un cast affiatato, capace di passare dal registro brillante a quello introspettivo con naturalezza. In un’epoca in cui i conflitti generazionali sembrano insanabili, il teatro torna a svolgere la sua funzione civile, offrendo un terreno comune dove ridere delle proprie debolezze è il primo passo per provare a comprendersi di nuovo.
Info utili
- Luogo: Teatro 7, Via Benevento 23, Roma
- Periodo: Dal 20 gennaio all’8 febbraio 2026
- Orari spettacoli: Dal martedì al sabato ore 21:00; domenica ore 18:00
- Orari speciali: Sabato 7 febbraio doppia replica alle ore 18:00 e ore 21:00
- Biglietteria: 06.44236386
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