- Cosa: Convegno nazionale “Lo Sguardo di Giano – DiaLogos tra Arte e Scienza”.
- Dove e Quando: Università di Roma Tor Vergata, Facoltà di Medicina (Aula Golgi), 24 gennaio dalle 9:00 alle 17:00.
- Perché: Per esplorare come le neuroscienze e l’arte possano collaborare per il benessere psicofisico nella scuola contemporanea.
In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, Roma diventa il palcoscenico di una riflessione profonda e necessaria sul futuro della formazione. L’Aula Golgi della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata ospita un appuntamento che promette di scardinare le barriere tradizionali tra discipline umanistiche e scientifiche. Il convegno, dal titolo evocativo Lo Sguardo di Giano – DiaLogos tra Arte e Scienza, non è solo una celebrazione accademica, ma un tentativo concreto di rispondere alle crisi educative del nostro tempo attraverso una visione integrata del sapere.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra istituzioni scolastiche e universitarie: il Liceo Artistico “Enzo Rossi” di Roma e l’Istituto d’Istruzione Superiore “Pantaleoni – Buonarroti” di Frascati, in collaborazione con il Master in Neuroestetica di Tor Vergata, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e altre realtà formative di rilievo. L’obiettivo è ambizioso: rimettere l’essere umano al centro del processo educativo, utilizzando la scienza per comprendere l’arte e l’arte per umanizzare la scienza.
Un ponte tra due mondi: la metafora di Giano
Il titolo del convegno richiama la figura mitologica di Giano Bifronte, la divinità romana custode delle porte e dei passaggi, capace di guardare simultaneamente al passato e al futuro. Questa immagine è stata scelta non a caso per rappresentare la filosofia alla base dell’evento. In un’epoca segnata da una transizione digitale rapidissima e spesso priva di una guida etica consolidata, la scuola si trova davanti a un bivio: rincorrere l’innovazione tecnologica fine a se stessa o integrarla in una cornice di valori umanistici solidi.
L’approccio proposto dai curatori del convegno suggerisce che il cambiamento non debba essere vissuto come una rottura traumatica con la tradizione, ma come un’evoluzione naturale. Guardare indietro, verso l’antica unità della conoscenza dove filosofia, arte e scienza dialogavano costantemente, diventa il modo migliore per guardare avanti. L’integrazione tra i saperi artistici e quelli scientifici permette di “abitare il presente” con una consapevolezza nuova, offrendo a docenti e studenti gli strumenti per decodificare la complessità del mondo moderno senza smarrirsi. È una chiamata alle armi intellettuali, che coinvolge ricercatori e artisti per proteggere l’integrità dell’individuo.
Neuroestetica: il cervello che crea e si cura
Uno dei temi cardine dell’incontro riguarda l’apporto tangibile delle neuroscienze al mondo dell’educazione. Non si tratta più solo di intuizioni pedagogiche, ma di evidenze scientifiche: studi recenti hanno documentato come la fruizione e la creazione artistica attivino specifiche aree cerebrali, stimolando la neuroplasticità. Questo processo ha ricadute dirette sulla salute mentale e fisica, favorendo la resilienza psicologica e migliorando l’autoconsapevolezza.
In questo contesto, l’arte smette di essere una materia accessoria o puramente ricreativa per diventare uno strumento di salute pubblica e di benessere scolastico. Il focus si sposta sulla “cura”: cura del docente, spesso sottoposto a stress e burnout, e cura dello studente, che necessita di un ambiente capace di promuovere crescita emotiva oltre che intellettuale. Il dialogo tra creatività e corpo umano, supportato dalle scoperte sui sistemi percettivi, offre una risposta efficace alle sfide della società contemporanea. Mantenere l’equilibrio tra responsabilità educativa e cura di sé è la chiave per trasformare la scuola in uno spazio generativo di benessere, dove l’apprendimento non è solo nozione, ma esperienza vissuta attraverso il corpo e la mente.
Una rete per la scuola del futuro
Il convegno rappresenta il quinto appuntamento del più ampio progetto INsieme IN sintonia – Le sfide di una scuola che cambia. Questa iniziativa, promossa da un gruppo di scuole laziali, mira a creare un sistema di formazione continua per insegnanti e operatori del settore, estendendo il raggio d’azione anche ai professionisti della salute. La continuità del progetto testimonia l’urgenza sentita dagli addetti ai lavori di trovare nuove strategie didattiche e relazionali.
L’evento non si esaurisce nella teoria. A dimostrazione della volontà di unire il pensiero all’azione, il convegno avrà un’appendice pratica il 26 gennaio. In questa data sono previsti laboratori metodologici ed esperienziali che si terranno in luoghi suggestivi come la Chiesa di Santa Prassede e l’Oratorio Mariano di Santa Pudenziana. Qui, i partecipanti potranno sperimentare direttamente l’interazione tra neuroscienze, arti, meditazione e tecnologie. Sarà dato ampio spazio alla corporeità e alla percezione sensoriale, elementi spesso trascurati nella didattica frontale classica, ma che si rivelano volani indispensabili per un apprendimento profondo e duraturo. Un modo per ribadire che la cultura è un legame umano che va “sentito” prima ancora di essere studiato.
Info utili
- Ingresso: Libero (verificare disponibilità posti in aula)
- Indirizzo: Università di Roma Tor Vergata, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Via Montpellier 1, Roma.
- Orari: Dalle ore 9:00 alle ore 17:00 del 24 gennaio.
- Laboratori: Previsti per il 26 gennaio (Chiesa di Santa Prassede e Oratorio Mariano di Santa Pudenziana).
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