Cosa: Un doppio appuntamento teatrale curato da Debora Valentini: gli spettacoli Io sono Alz e Binario 1.
Dove e Quando: Teatro Trastevere (Via Jacopa de’ Settesoli, 3), dal 29 gennaio al 1 febbraio 2026.
Perché: Due opere intense che esplorano la fragilità umana, dalla lotta contro l’Alzheimer alla solitudine degli invisibili nelle stazioni romane.
La scena teatrale romana si prepara ad accogliere un evento di profonda riflessione sociale e psicologica. Presso lo storico Teatro Trastevere, nel cuore di uno dei quartieri più vivi della capitale, la regista e autrice Debora Valentini presenta un dittico di opere che scavano nei meandri dell’animo umano, affrontando temi spesso relegati ai margini del dibattito pubblico: la malattia degenerativa e l’emarginazione sociale. Attraverso un linguaggio che alterna il dramma alla delicata ironia, gli spettacoli promettono di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza emotiva totale, volta a riscoprire il valore della memoria e della dignità individuale.
La lotta silenziosa contro l’oblio: “Io sono Alz”
Il 29 e 30 gennaio, il sipario si alza su Io sono Alz, un’opera in quattro atti che mette in scena il tragico e surreale faccia a faccia tra una donna prossima alla pensione e il suo ospite più indesiderato: l’Alzheimer. Personificato come un serial killer cinico e spietato, Alz diventa l’ombra costante della protagonista, costringendola a una simbiosi forzata che ne sgretola certezze e quotidianità. La narrazione non si limita alla descrizione clinica della patologia, ma esplora le sfumature emotive di chi vede la propria mente diventare una terra straniera.
Il cast, composto da Arianna Caponi, Barbara Olivieri, Carmen Monaco, Debora Valentini, Elisa Iannetti e Fabiola Iraci, restituisce un quadro corale di grande impatto. La pièce si muove tra momenti di profonda depressione e improvvisi sprazzi di ilarità, riflettendo la natura erratica della malattia. Il finale, descritto come una “morte silenziosa”, interroga il pubblico su un interrogativo filosofico fondamentale: il termine della sofferenza deve essere interpretato come una sconfitta definitiva o come una pietosa liberazione dalle catene di un corpo che non risponde più all’anima?
Dignità e solitudine urbana: “Binario 1”
Il testimone passa poi, il 31 gennaio e il 1 febbraio, a Binario 1, opera dedicata alla memoria di Modesta Valenti, figura simbolo dell’assistenza ai dimenticati delle stazioni ferroviarie. La trama segue le vicende di Ludovico, un uomo segnato dal trauma del manicomio che approda a Roma con il sogno quasi fanciullesco di incontrare il Papa. La sua parabola lo porta a diventare un senza-tetto, vivendo sulla propria pelle la sporcizia e, soprattutto, l’indifferenza glaciale dei passanti.
L’incontro con Angelo, un volontario della Comunità di Sant’Egidio, cambia però la prospettiva del racconto. Sebbene l’epilogo rimanga segnato dalla solitudine della morte, la presenza del volontario eleva il testo a una celebrazione della compagnia e della solidarietà umana. In tre atti, il cast formato da Andrea Taurino, Carmelo Mianulli, Cassandra Sabatini e Luca Gaveglia porta in scena le sfide quotidiane degli invisibili, ricordandoci che la dignità non è un privilegio ma un diritto intrinseco, anche quando si vive ai margini di un binario.
Un teatro di impegno e memoria
Entrambi gli spettacoli, avvalendosi del disegno luci e audio di Mario de Rosa, puntano a creare un’atmosfera immersiva. La regia di Debora Valentini si conferma attenta alle tematiche del contemporaneo, utilizzando il palco come uno specchio per la società. Se in Io sono Alz è la memoria personale a essere difesa, in Binario 1 è la memoria collettiva di chi è stato dimenticato a tornare protagonista. Il Teatro Trastevere si trasforma così in un presidio culturale dove l’arte non è solo intrattenimento, ma uno strumento di analisi critica della realtà.
La scelta di accostare questi due lavori evidenzia un filo conduttore preciso: la vulnerabilità. Che si tratti di una malattia che cancella il passato o di una società che cancella il presente di chi è povero, il messaggio finale è un invito alla resilienza e all’empatia. Gli spettatori sono chiamati non solo ad assistere a una performance, ma a riflettere sulla propria forza psico-fisica e sull’importanza fondamentale dei legami umani e dei ricordi, unici baluardi contro il vuoto esistenziale.
Info utili
- Luogo: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
- Date e Orari: * Io sono Alz: 29 e 30 gennaio ore 21:00.
- Binario 1: 31 gennaio ore 21:00; 1 febbraio ore 17:30.
- Prezzi: Intero 13,00 €; Ridotto 10,00 € (è prevista la tessera associativa).
- Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847.
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