Cosa: Presentazione del programma espositivo e culturale per l’anno 2026.
Dove e Quando: Galleria Borghese, Roma; eventi in programma dal 20 gennaio al 20 settembre 2026.
Perché: Una stagione record che punta sull’accessibilità e sul dialogo tra la collezione barocca e le culture internazionali.
La Galleria Borghese si conferma uno dei poli museali più dinamici e amati della Capitale, inaugurando il 2026 sulla scia di un successo senza precedenti. I numeri parlano chiaro: il 2025 si è chiuso con il record storico di 630.759 biglietti venduti, superando ampiamente la media abituale di 600.000 visitatori. Questo risultato non è solo un dato statistico, ma il riflesso di una strategia vincente volta a rendere il patrimonio artistico della Villa sempre più accessibile a un pubblico eterogeneo e internazionale. Per il nuovo anno, la direttrice Francesca Cappelletti propone un calendario che intreccia la tutela dei capolavori barocchi con una spiccata propensione alla ricerca scientifica e alla sperimentazione contemporanea.
Il programma del 2026 si distingue per la capacità di far dialogare le opere iconiche della collezione con contesti geografici e temporali lontani. Dalle connessioni con l’Oriente estremo alle grandi collaborazioni con istituzioni come il Rijksmuseum di Amsterdam, la Galleria si propone come un laboratorio culturale vivo, capace di offrire nuove chiavi di lettura anche ai frequentatori più assidui. L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere un’inclusione che passi attraverso la qualità dei contenuti e l’innovazione degli strumenti di mediazione, confermando il ruolo del museo come protagonista del dibattito artistico globale.
Dalla Mongolia al Barocco: l’incontro con Zanabazar
L’apertura della stagione, prevista per il 20 gennaio 2026, segna un momento di straordinario interesse scientifico con il progetto Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco globale. In collaborazione con il MAO di Torino, il museo ospiterà fino al 22 febbraio due opere bronzee di Zanabazar, artista simbolo della cultura mongola e del buddhismo tibetano del XVII secolo. La scelta di esporre una Tara verde e un autoritratto dell’artista nel Salone Mariano Rossi non è casuale: queste opere entreranno in un dialogo diretto e suggestivo con la collezione di Scipione Borghese, storicamente attento alle influenze dell’Estremo Oriente.
Questo confronto inedito mette in luce affinità elettive tra mondi distanti: la forza creativa dello scultore mongolo verrà accostata al genio di Gian Lorenzo Bernini, evidenziando come la ricerca della forma e l’innovazione stilistica abbiano percorso rotte transculturali sorprendenti durante il Seicento. La mostra si pone come ideale prosecuzione degli studi sulle connessioni globali già avviati lo scorso anno, dimostrando come Roma fosse, già all’epoca, il centro di una fitta rete di scambi estetici che superavano i confini europei.
Il ritorno dei capolavori: le mostre dossier
Il cuore della primavera sarà dedicato alla valorizzazione del patrimonio interno attraverso le cosiddette mostre dossier, progetti di ricerca mirati che analizzano un numero selezionato di opere per restituire loro la corretta collocazione storica. Dal 10 marzo al 3 maggio, l’esposizione Ritorno alla Galleria Borghese. Giovan Francesco Penni e la bottega di Raffaello celebrerà l’acquisizione di una preziosa allegoria appartenuta originariamente a Scipione Borghese e anticamente attribuita proprio a Raffaello. Sarà un’occasione unica per vedere “tornare a casa” un tassello fondamentale della storia del museo.
Parallelamente, dal 17 marzo al 10 maggio, l’attenzione si sposterà su Marcello Provenzale da Cento, figura di spicco nel panorama artistico della Roma di Paolo V. Realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Cento, la mostra intende riscoprire il genio di questo innovatore della tecnica del mosaico barocco. Attraverso queste piccole ma dense esposizioni allestite in singole sale, la Galleria prosegue il suo impegno nel ricostruire l’assetto originario della collezione, offrendo al pubblico dettagli e prospettive spesso trascurati dai grandi flussi turistici.
Ovidio e il potere della Metamorfosi
L’evento centrale dell’anno sarà senza dubbio la grande mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. In programma dal 23 giugno al 20 settembre 2026, l’esposizione nasce da una prestigiosa collaborazione scientifica con il Rijksmuseum di Amsterdam. Partendo dal testo fondamentale di Ovidio, la mostra esplora la trasformazione come principio universale, capace di dare forma alle passioni umane, ai conflitti e alla redenzione attraverso i secoli. Il percorso espositivo metterà in relazione i capolavori assoluti di Bernini, come l’Apollo e Dafne e il Plutone e Proserpina, con opere di maestri quali Tiziano, Michelangelo, Rubens e Rodin.
Questa configurazione originale, pensata appositamente per gli spazi della Villa, riaffermerà l’attualità del mito ovidiano nella costruzione dell’immaginario occidentale. Oltre alle grandi mostre, il 2026 vedrà anche il potenziamento dei servizi al visitatore: saranno introdotti nuovi percorsi tematici, didascalie multilingue e audioguide aggiornate per rendere l’esperienza di visita sempre più immersiva. Un impegno costante che punta a confermare la Galleria Borghese non solo come custode del passato, ma come istituzione all’avanguardia nell’accessibilità culturale.
Info utili
- Luogo: Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, Roma.
- Date: Programma 2026 dal 20 gennaio al 20 settembre.
- Mostra Zanabazar: 20 gennaio – 22 febbraio 2026.
- Mostra Ovidio: 23 giugno – 20 settembre 2026.
- Servizi: Audioguide aggiornate, didascalie multilingue e nuovi percorsi tematici disponibili in sede.
(Foto: Facciata Galleria Borghese, ph. Luciano Romano,©Galleria Borghese)
