- Cosa: Un concerto live in due atti intitolato “Båckwårds #1”, con il collettivo phlåss e Fabio Orsi.
- Dove e Quando: Fondazione Nicola Del Roscio, venerdì 6 marzo 2026, ore 19.00.
- Perché: Un’immersione totale nella stratificazione sonora, dove musica d’avanguardia, ricerca ambientale e improvvisazione si fondono in un percorso sensoriale unico.
La Fondazione Nicola Del Roscio si prepara ad accogliere una serata dal carattere marcatamente sperimentale, trasformando i propri spazi in un laboratorio di risonanze e percezioni uditive. Il concerto, intitolato Båckwårds #1, promette di essere un appuntamento imperdibile per gli appassionati della ricerca sonora contemporanea, offrendo una narrazione che si discosta dai canoni tradizionali del concerto classico per abbracciare l’essenza dell’ascolto attivo. L’evento non si limita a proporre una semplice esibizione, ma invita il pubblico a partecipare a un percorso immersivo, dove il suono diventa materia viva, plasmabile e in costante evoluzione.
Questa proposta culturale si articola attraverso due momenti performativi distinti, studiati per tessere un filo rosso tra linguaggi diversi. L’apertura è affidata al collettivo phlåss, seguiti dall’intervento di Fabio Orsi, compositore e musicista che vanta una profonda esperienza nell’ambito della ricerca sperimentale. L’integrazione tra questi due mondi artistici definisce l’identità di questa serata, pensata per esplorare le possibilità infinite della stratificazione sonora all’interno della cornice architettonica della Fondazione, creando un dialogo armonico tra lo spazio fisico e l’invisibile architettura del suono.
Il collettivo phlåss: ricerca e identità sonora
Il progetto collettivo phlåss si presenta come una realtà dinamica e multidisciplinare, nata dall’unione di intenti tra Pasquale Lomolino e Vincenzo Tattolo. La loro cifra stilistica è profondamente radicata in una dimensione do-it-yourself, che non rappresenta solo una scelta estetica, ma un approccio filosofico alla creazione musicale. Attraverso l’uso sapiente di sintesi elettronica, strumenti acustici e pratiche di campionamento, il collettivo costruisce paesaggi sonori complessi, capaci di attingere sia dalle avanguardie storiche che dalle tradizioni minimaliste, filtrandole attraverso influenze globali.
L’elemento che distingue le performance del collettivo è la loro dedizione alla ripetizione e alla permutazione, tecniche che permettono di espandere il suono ben oltre la sua forma iniziale. Ogni loro esibizione live è concepita come uno spazio di sperimentazione aperta: la composizione si intreccia con l’improvvisazione, rendendo ogni momento unico e irripetibile. Il risultato è un flusso sonoro che oscilla tra il meditativo e l’esplosivo, innescando una tensione creativa che spinge l’ascoltatore a interrogarsi sulla natura stessa di ciò che definisce musica e ciò che, al contrario, risiede nel campo della pura vibrazione.
Fabio Orsi e la memoria del suono
Dopo l’apertura, il palco sarà di Fabio Orsi, musicista napoletano la cui carriera si è sempre mossa sul crinale tra la sperimentazione pura e una visione intimista e quasi onirica della realtà. La sua pratica artistica è intrinsecamente legata alla fotografia: Orsi tratta il suono come se fosse una cattura fotografica, un’istantanea di un momento, e compone le sue immagini sonore con la cura di chi sta rielaborando una memoria. Questo legame profondo con il tema del ricordo e della percezione soggettiva rende le sue performance estremamente evocative.
I lavori più recenti di Orsi segnano un’evoluzione verso una maggiore complessità strutturale. Sebbene le atmosfere ambient e drone rimangano un pilastro fondamentale del suo stile, negli ultimi tempi ha introdotto elementi di maggiore dinamicità, caratterizzati da ritmi serrati, pulsazioni elettroniche e aperture melodiche inaspettate. Questa transizione crea un ponte affascinante tra l’elettronica di matrice berlinese e le sonorità ambientali più classiche, dando vita a paesaggi epici che avvolgono l’ascoltatore, trasportandolo in un microcosmo uditivo dove la percezione del tempo sembra dilatarsi e contrarsi a ogni nota.
Un’esperienza immersiva tra musica e spazio
La forza di Båckwårds #1 risiede nella capacità di fondere la cura curatoriale degli spazi della Fondazione Nicola Del Roscio con una proposta musicale che non teme di esplorare territori sonori inesplorati. L’evento si configura come una sorta di rito laico, dove la partecipazione del pubblico è parte integrante dell’opera. L’ascolto attivo, richiesto e sollecitato dalla natura stessa delle performance, permette di scoprire dettagli, sfumature e texture sonore che spesso sfuggono in contesti di fruizione meno attenti.
La scelta di ospitare questa serata sottolinea l’impegno della Fondazione nel promuovere non solo le arti visive, ma anche forme espressive che richiedono una riflessione profonda sulla contemporaneità. La sinergia tra la ricerca sonora del collettivo phlåss e la poetica dell’immagine sonora di Fabio Orsi offre una panoramica esaustiva sullo stato dell’arte della musica sperimentale odierna. È un’occasione rara per vivere la città di Roma come un centro propulsore di cultura audace, in cui la musica diventa uno specchio delle complessità del presente, un esercizio di ascolto che trasforma l’ambiente circostante in un’estensione dell’opera stessa.
Info utili
- Data: Venerdì 6 marzo 2026.
- Orario: dalle 19.00 alle 20.30 (Apertura porte alle ore 18.30).
- Luogo: Fondazione Nicola Del Roscio, Via Francesco Crispi 18, Roma.
- Modalità di ingresso: Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
- Prenotazioni: È vivamente consigliata la prenotazione tramite la piattaforma Eventbrite o inviando una email alla Fondazione.
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