Cosa: Anteprima nazionale dello spettacolo di danza Argus – nuovi dispositivi di salvataggio.
Dove e Quando: Spazio Rossellini, Roma; giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 21.00.
Perché: Una riflessione profonda sul senso di comunità e sulla solidarietà umana ispirata al capolavoro di Géricault.
Il panorama coreutico contemporaneo si arricchisce di una nuova, attesissima tappa con il debutto in anteprima nazionale di Argus – nuovi dispositivi di salvataggio, l’ultimo progetto firmato da Balletto Civile. L’appuntamento, fissato per giovedì 22 gennaio 2026 presso lo Spazio Rossellini di Roma, si inserisce nella cornice di CIKOREA 2026 _ AMARA LA DANZA, un’iniziativa realizzata in stretta sinergia con Carrozzerie N.O.T. Lo spettacolo non si configura come una semplice esecuzione coreografica, ma come un esperimento multidisciplinare dove il movimento diventa uno strumento politico e sociale, un’architettura mobile pensata per proteggere e mettere in relazione i corpi in un’epoca di frammentazione.
Sotto la guida sapiente di Giulia Spattini, che ne cura la regia e l’ideazione, il lavoro esplora la danza come un vero e proprio “dispositivo”. Non si tratta più di una rappresentazione estetica, ma di un’azione fisica necessaria e urgente. Lo spazio scenico diventa un territorio instabile in cui i danzatori non si limitano a interpretare un ruolo, ma agiscono concretamente, testando la resistenza della propria fragilità e trasformando l’errore in una nuova possibilità di linguaggio. In questo contesto, Argus si presenta come un esercizio di attenzione condivisa e una pratica di sopravvivenza poetica che interroga il pubblico sugli strumenti che oggi possono ancora definirsi “salvifici”.
Un’indagine corale tra arte e umanità
Il cuore pulsante di Argus affonda le sue radici in un riferimento iconografico potentissimo: la nave Argus, il vascello che trasse in salvo i pochi superstiti de La zattera della Medusa di Théodore Géricault. Se sulla cornice del celebre dipinto si legge che l’unico eroe della storia è l’umanità, lo spettacolo di Balletto Civile porta questa riflessione nel presente. In scena, un gruppo di naufraghi del contemporaneo tenta disperatamente di riconoscersi e farsi riconoscere, cercando nell’altro l’unica scialuppa di salvataggio disponibile. La domanda che sottende l’intera opera è tanto semplice quanto brutale: che differenza c’è tra salvare ed essere salvati?
La creazione è il frutto di un lavoro corale ed estenuante che vede coinvolti in scena Giovanni Fasser, Michele Calcari, Paolo Rosini, Giulia Spattini e Fabio Bergaglio. Questi artisti danno corpo a una scrittura fisica che non segue una narrazione lineare, ma si muove per impulsi e necessità. La dimensione comunitaria diventa l’unico punto di ripartenza possibile contro quello che viene definito il “naufragio del senso di comunità”, ovvero quella tendenza edonistica alla risoluzione di sé che ignora il rapporto con il prossimo. La salvezza, se esiste, viene individuata esclusivamente nell’insieme, in quel punto di incontro che brilla tra i corpi e non appartiene a nessun singolo individuo.
Architetture sonore e visive: la costruzione del senso
L’impatto di Argus – nuovi dispositivi di salvataggio è amplificato da una struttura compositiva unitaria dove ogni elemento tecnico concorre alla generazione dell’azione. La composizione musicale di Thybaud Monterisi non funge da semplice sottofondo, ma attraversa la danza come una corrente elettrica, dettando i ritmi della relazione e della protezione. A questo si aggiunge la drammaturgia del suono e il disegno luci curato da Daniele Boccardi, che insieme ai costumi firmati dalla stessa Spattini, creano un ambiente immersivo e rigoroso. Ogni luce e ogni suono non accompagnano il movimento, ma sono le forze che lo generano, rendendo la scena un organismo vivente e pulsante.
La produzione, curata da Balletto Civile in collaborazione con Drama Teatro e il sostegno di SIAE nell’ambito del programma SIAE Per Chi Crea per il Collettivo Bc Factory, sottolinea l’importanza di un sostegno istituzionale a progetti che osano sfidare le convenzioni. La ricerca condotta dalla compagnia si spinge oltre i confini del teatro danza tradizionale per approdare a un’indagine urgente sul rapporto con l’altro. In un mondo in cui siamo costantemente in bilico sul ciglio della nostra scogliera personale, lo spettacolo invita a fermarsi e a guardare chi abbiamo accanto, riconoscendo nella solidarietà l’unico “vulcano di azioni” capace di contrastare il vuoto che ci circonda.
Riflessioni sul contemporaneo e sul naufragio del senso
In un’epoca definita dalla velocità e dalla comunicazione superficiale, Argus si pone come un contropotere estetico. La tempesta del contemporaneo ha fabbricato i suoi naufraghi, lasciandoli senza scialuppe apparenti se non la carne e il respiro dei propri simili. Lo spettacolo evidenzia come l’imperativo comunicativo moderno spinga verso un’indipendenza spesso fittizia e isolante. Al contrario, la proposta di Giulia Spattini e dei suoi collaboratori è quella di una vulnerabilità esibita e condivisa, dove la fragilità non è un limite ma il fondamento di un nuovo linguaggio di fratellanza.
L’appuntamento allo Spazio Rossellini rappresenta dunque un’occasione imperdibile per il pubblico romano di assistere a una riflessione vitale e impietosa sulla nostra società. Attraverso la metafora del naufragio e della zattera, la danza si spoglia di ogni orpello per tornare alla sua essenza primaria: un mezzo per comunicare l’incomunicabile e per trovare, nel mezzo del caos, una struttura che ci permetta di restare umani. La salvezza, in Argus, non è una terra promessa all’orizzonte, ma il calore sprigionato dall’incontro tra corpi che accettano di non potercela fare da soli.
Info utili
- Sede: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Orario: Giovedì 22 gennaio 2026, ore 21.00.
- Biglietti: Intero online € 14,50 + d.p.; intero botteghino € 15,00; ridotto botteghino (under 18 e over 65) € 12,00.
- Servizi: Biglietteria e bar aperti un’ora prima dell’inizio; biglietti disponibili online su Ticketone.
- Parcheggio: Gratuito e custodito fino a esaurimento posti, con ingresso da Via della Vasca Navale 70.
(Foto autorizzata dalla Compagnia)
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