Cosa: La messa in scena della celebre commedia napoletana ‘O tuono ‘e marzo di Vincenzo Scarpetta.
Dove e Quando: Al Teatro Prati di Roma, dal 23 gennaio al 1 marzo 2026.
Perché: Per immergersi in un’atmosfera d’altri tempi tra arredi d’antiquariato, sartoria storica e la maestria comica della tradizione partenopea diretta da Fabio Gravina.
Il cuore del quartiere Prati si conferma una delle enclave più vive per la tutela del grande repertorio teatrale napoletano a Roma. In un’epoca dominata dal digitale e dal minimalismo scenico, il Teatro Prati sceglie di andare in controtendenza, puntando sulla solidità del “teatro vero”. Dal 23 gennaio al 1 marzo 2026, il sipario si alza su ‘O tuono ‘e marzo, capolavoro di Vincenzo Scarpetta che rivive oggi grazie alla visione del Direttore Artistico Fabio Gravina. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di un’operazione culturale che recupera la memoria storica del palcoscenico italiano, riportando alla luce un’opera resa celebre in passato anche dalle magistrali interpretazioni televisive di Eduardo De Filippo.
L’allestimento firmato da Gravina si distingue per una cura filologica che avvolge lo spettatore sin dal primo istante. La scenografia non è fatta di semplici fondali dipinti, ma è costruita attraverso una ricerca meticolosa di pezzi di antiquariato, capaci di restituire il calore e la profondità delle abitazioni borghesi di inizio Novecento. A questo si aggiunge il lavoro della sartoria, che ha confezionato i costumi seguendo rigorosamente le linee e i tessuti dell’epoca. Questa attenzione al dettaglio trasforma la sala di via degli Scipioni in una macchina del tempo, dove la tradizione napoletana si specchia nella modernità della Capitale.
Una trama di equivoci e segreti familiari
Al centro della vicenda troviamo la figura di Don Felice Sciosciammocca, maschera universale del teatro scarpettiano, qui inserito in un meccanismo comico perfetto che ruota attorno a un peccato di gioventù e a un clamoroso malinteso meteorologico. La storia prende il via da una confessione di Sofia a suo fratello Don Saverio: anni prima, durante un soggiorno a Roma, la donna era rimasta vittima di un “incidente” notturno. Complice un violento temporale e l’oscurità, Sofia, spaventata da un tuono assordante, aveva cercato rifugio in quella che credeva essere la camera del fratello, finendo invece tra le braccia di uno sconosciuto.
Da quell’incontro fortuito e traumatico nacque Felice, cresciuto come figlio naturale e segreto. La vicenda si complica ulteriormente nel presente, quando Felice si ritrova fidanzato con Marietta, la figlia di Don Saverio, ignorando di essere in realtà il nipote della sua promessa sposa. Il ritmo della narrazione si fa serrato quando entra in gioco l’infido domestico Turillo, che dopo aver origliato il segreto tenta di trarne vantaggio, e si infittisce con il ritorno dall’America di Don Alfonso Trocoli. L’intreccio, tipico della satira sociale dell’epoca, esplora il pilastro della famiglia con ironia e acume, mettendo a nudo vizi e virtù dei protagonisti.
Un cast d’eccellenza per la tradizione corale
La forza di questo spettacolo risiede nella sua natura corale. Fabio Gravina, che oltre a firmare l’adattamento e la regia è anche protagonista sul palco, ha riunito un cast di alto profilo in grado di padroneggiare i tempi comici e le sfumature dialettali necessarie per onorare il testo di Scarpetta. Tra i nomi spiccano Corrado Taranto e Eduardo Ricciardelli, affiancati da interpreti del calibro di Alida Tarallo, Pierre Bresolin, Sara Scotto Di Luzio e molti altri. Ogni attore contribuisce a creare quell’ingranaggio perfetto di entrate e uscite, malintesi e battute fulminanti che sono il marchio di fabbrica della commedia classica.
L’opera di Vincenzo Scarpetta, spesso ingiustamente messa in ombra dalla mole del padre Eduardo o del fratellastro Eduardo De Filippo, ritrova qui la sua giusta dimensione di intrattenimento colto e popolare. Lo spettacolo, prodotto da Arte del Teatro, riesce a scatenare la risata sincera dello spettatore pur mantenendo un fondo di amara riflessione sulle contingenze della vita e sui casi del destino. In un mondo che corre veloce, il Teatro Prati invita a fermarsi per godere della lentezza preziosa della grande recitazione artigianale, dove ogni gesto e ogni parola hanno il peso della storia.
Info utili
- Luogo: Teatro Prati, via degli Scipioni 98, Roma
- Periodo: Dal 23 gennaio al 1 marzo 2026
- Orari spettacoli:
- Dal martedì al venerdì: ore 21:00
- Sabato: ore 17:30 e ore 21:00
- Domenica e festivi: ore 17:30 (ultima replica ore 18:00)
- Contatti: Infoline 06/39740503
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