Giovedì, 28 Gennaio 2021

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MammaIncintaL’infertilità e la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sono argomenti particolarmente attuali e pregnanti soprattutto per le coppie che vivono la condizione di desiderare un figlio che non arriva. L’informazione su questi argomenti è a volte confusa, parziale e non ben definita. E lo stato d’animo delle coppie che non riescono ad avere un bambino è quello di una sofferenza nascosta e intensa.

Se si parte dal fatto che l’infertilità è una condizione che interessa quasi una coppia su cinque e che sembra per un terzo dipendere esclusivamente dalla donna, per un terzo soltanto dall'uomo e per un altro terzo dipendere da entrambi contemporaneamente, allora necessitano spiegazioni scientificamente semplici per potersi muovere tra cause e terapie oggi disponibili. Il Professore Claudio Manna, ginecologo specialista dell’infertilità, nonché Docente di Tecniche di Riproduzione Assistita (Università “Tor Vergata” di Roma), di Fisiologia della Riproduzione (Università di Tirana, Albania), e Fondatore e responsabile del Centro di II e III livello “Genesis” per la Riproduzione Umana e la Terapia dell’Infertilità di Roma e del Centro di II e III livello “Biofertility” per la Riproduzione Umana e la Terapia dell’Infertilità di Roma, ha fornito una interessante e minuziosa descrizione di quello che è il lavoro svolto all’interno dei Centri iscritti nel Registro Nazionale della PMA.

Professor Manna, quando si parla di Fecondazione Assistita, praticamente, di che cosa si sta parlando?

Di tutte le tecniche che riguardano la manipolazione di gameti (spermatozoi ed ovociti) o di embrioni al di fuori del corpo. In pratica si tratta dell’Inseminazione Intrauterina, della FIVET, dell’ICSI e della TESE.

Fecondazione Assistita e Procreazione Medicalmente Assistita sono la stessa cosa?

Sì, sono la stessa cosa.

Chi sono i soggetti che si rivolgono ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita?

Tutte quelle coppie che non riescono ad ottenere gravidanze dopo terapie mediche o chirurgiche inefficaci.

Mediamente, le coppie, dopo quanto tempo che non sono riuscite ad ottenere una gravidanza decidono per la Fecondazione Assistita?

Mediamente dopo 1-2 anni.

Qual è “l’iter”, diagnostico e di cure, a cui viene sottoposta una coppia che ha scelto la Fecondazione Assistita?

Ecco, quello che noi normalmente facciamo nel dettaglio: la procedura di Fecondazione Assistita ( FIVET o ICSI) si svolge in alcune fasi. Anzitutto, si eseguono alcuni esami del sangue specifici su entrambi i componenti della coppia. Se questi risultano normali la paziente può iniziare la stimolazione ovarica allo scopo di far sviluppare un certo numero di follicoli nelle ovaie.

Che cos’è praticamente la stimolazione?

La stimolazione consiste in una puntura sottocute di un farmaco (in genere la sera) per una decina di giorni cominciando dal secondo giorno del ciclo.

Quindi, si continua con le fasi successive della procedura di Fecondazione?

Sì, in questo periodo si fanno 3 o 4 ecografie e prelievi di sangue per controllare che lo sviluppo dei follicoli e la produzione ormonale avvengano normalmente. Il contatto telefonico tra la coppia ed il centro consente di stabilire volta per volta la dose di farmaco da usare allo scopo di personalizzare la terapia. Quando i follicoli hanno raggiunto le dimensioni giuste si interrompe la stimolazione e dopo circa 36 ore si possono prelevare gli ovuli dai follicoli che si sono formati.

Per questo ambulatoriamente ed in anestesia locale si pungono i follicoli con la sonda ecografia vaginale come nei monitoraggi ed il liquido raccolto dove nuotano gli ovociti viene portato in laboratorio. Il prelievo ecoguidato degli ovociti dura pochi minuti ed il fastidio in genere è come quello di un dolore mestruale.

Il giorno stesso il partner dà il suo liquido seminale che viene preparato in laboratorio selezionando gli spermatozoi migliori. Dopo circa 30-60 minuti la paziente può andare a casa e ritornare al centro dopo 2 o 3 giorni per il transfer degli embrioni.

Cosa “succede” agli ovociti nel frattempo?

In laboratorio nel frattempo si esegue la fecondazione degli ovociti. Con la tecnica FIVET basta mettere gli spermatozoi migliori vicino agli ovociti che verranno penetrati. Con la ICSI ogni singolo spermatozoo prescelto verrà inserito in ogni ovocita mediante un’apparecchiatura speciale chiamata micromanipolatore. Quest’ultima tecnica usata nei casi andrologici di infertilità è più sicura per la fecondazione.

Dopo quanti giorni si “completa” la procedura?

Dopo 2 o3 giorni la paziente torna al centro e molto semplicemente senza fastidio gli embrioni verranno inseriti in utero con un tubicino di plastica. Alla paziente, dopo il transfer, viene consigliata una vita tranquilla per 7 giorni (non è necessario stare a letto. Si può anche uscire). E dopo altri 5 giorni si potrà fare il test di gravidanza.

La paziente viene seguita anche durante il periodo della gravidanza?

Spesso le coppie ce lo chiedono e noi lo facciamo ma se il ginecologo ci ha inviato la coppia è giusto che la segua lui dopo le prime fasi.

Esistono dei casi in cui la “legge” vieta il ricorso alla Fecondazione Assistita?

Si, in caso di Fecondazione Assistita eterologa, cioè quando si usano spermatozoi o ovociti di persone estranee alla coppia. Oppure in caso di persone “single”. Oppure quando si vuol ricorrere ad un'altra persona che porti avanti la gravidanza al posto della donna nella coppia (il cosiddetto utero in affitto).

Parliamo di risultati: in che percentuale le persone che scelgono la Fecondazione Assistita riescono ad avere il “bambino in braccio”?

Mediamente il 25% delle coppie dopo un tentativo. Ma se se ne fanno di più entro un anno questa percentuale può salire fino a circa il 40%. Ci sono centri che hanno risultati superiori alla media perché personalizzano molto il lavoro.

Che cosa bisogna considerare per la scelta del centro a cui rivolgersi?

Per valutare i centri migliori uno dei criteri che bisogna considerare è quanto si personalizzano le terapie.

Che cos’ è il Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)?

E’ una istituzione presso l’Istituto Superiore di Sanità che raccoglie i dati sulle PMA inviati dai centri iscritti obbligatoriamente a questo Registro.

Qual è la differenza tra una struttura di I, II e III livello?

Nel I livello si eseguono le tecniche più semplici come l’Inseminazione Intrauterina, nel II la FIVET e la ICSI, nel III tecniche che coinvolgono interventi chirurgici.

Quali sono le differenza tra una struttura pubblica e una privata?

In quella pubblica il costo in genere è a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Inoltre, nelle strutture private a volte c’è maggior flessibilità e personalizzazione delle terapie.

Quali sono i tempi di attesa per poter accedere alla PMA?

Dipende molto da centro a centro. Nelle strutture pubbliche in genere possono essere anche di un anno o più. In quelle private sono molto più brevi.

Indagare e approfondire con semplicità le tematiche sull’infertilità, promuovere studi e ricerche su argomenti legati ad infertilità e procreazione assistita, così come informare per prevenire l’infertilità, soprattutto fra i giovani, rappresentano sicuramente dei fattori di notevole importanza non solo per il mondo scientifico ma anche per tutte quelle coppie che scelgono, decidono e si affidano alla Procreazione Medicalmente Assistita per diventare genitori.

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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