Cosa: Performance interdisciplinare Five Geometric Songs dell’artista Adelaide Cioni, impreziosita da musiche originali appositamente composte da Dom Bouffard.
Dove e Quando: Nella suggestiva lobby del Museo MAXXI di Roma, martedì 12 maggio 2026, con una speciale doppia replica programmata alle ore 18:00 e alle ore 19:30.
Perché: Per vivere un’esperienza estetica immersiva in cui il disegno abbandona il foglio per esplorare la tridimensionalità dello spazio, all’interno della cornice espositiva della mostra Tragicomica.
L’arte contemporanea ha spesso indagato le fondamenta visive della nostra percezione spaziale, ma raramente lo ha fatto animando e rendendo letteralmente tangibile la materia astratta all’interno di uno spazio museale. Il 12 maggio 2026, l’imponente lobby architettonica del Museo MAXXI di Roma farà da palcoscenico d’eccezione a Five Geometric Songs, un’innovativa performance multidisciplinare concepita dalla mente creativa dell’artista Adelaide Cioni. Questa affascinante rappresentazione, che prevede una durata complessiva di 45 minuti, si inserisce perfettamente nel ricco e articolato palinsesto di Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, la vasta esposizione che l’istituzione romana dedica alla parabola artistica nazionale contemporanea, visitabile dal grande pubblico fino al 20 settembre. Al centro di questa rigorosa indagine visiva si trovano le forme primarie e archetipiche dell’universo visivo: il punto, la linea, il quadrato, il triangolo e il cerchio.
Questi elementi cardinali, tradizionalmente confinati alla bidimensionalità e all’immobilità della tela o della carta, acquisiscono in questa occasione una dimensione scultorea e squisitamente vitale. Le geometrie fondamentali diventano un linguaggio vivo e in continua trasformazione, incarnandosi fisicamente nei corpi in movimento di cinque danzatori professionisti. I talentuosi performer – Vera Borghini, Typhaine Delaup, Valentina Foschi, Giovanfrancesco Giannini e Daniela Malusardi – avranno il delicato compito di animare i costumi appositamente disegnati e realizzati dall’artista. Tali abiti non sono semplici decorazioni teatrali, ma sono letteralmente costruiti attorno alle geometrie essenziali, trasformando il movimento anatomico umano in una complessa sintassi visiva in costante ed emozionante evoluzione. Attraverso questa raffinata operazione, l’artista prosegue con estrema coerenza la sua ricerca intellettuale ed estetica sul rapporto di interdipendenza tra pura astrazione concettuale e vibrante corporeità.
Un dialogo sinestetico tra pattern e suono
Il lavoro stratificato di Adelaide Cioni non si limita esclusivamente alla dimensione visiva o performativa, ma innesca una profonda riflessione sulla percezione multisensoriale. La performance costruisce una sofisticata trama sinestetica in cui l’atto passivo del vedere e quello dell’ascoltare si fondono simultaneamente, diventando esperienze profondamente e inestricabilmente intrecciate. Sulle avvolgenti musiche originali di Dom Bouffard, le forme geometriche si animano con grazia, dando vita a una composizione coreografica dove il ritmo visivo delle sagome e il ritmo sonoro condividono in modo intrinseco la medesima struttura generativa. Questo approccio metodologico inedito evidenzia in maniera lampante come le diverse discipline artistiche possano compenetrarsi fluidamente, generando un vocabolario espressivo totalmente nuovo.
La ripetizione modulare, un elemento tipico delle correnti dell’arte minimalista, assume qui un ruolo cruciale e significante. Essa diventa il principio costruttivo comune di base e l’elemento fondante tanto del motivo decorativo dei costumi di scena quanto della complessa e vibrante partitura musicale di sottofondo. L’artista stessa dichiara esplicitamente e poeticamente che l’atto di “disegnare un pattern è come intonare un canto”. In virtù di questo parallelismo, in Five Geometric Songs, l’utilizzo ragionato del pattern si eleva così a linguaggio universale, uno strumento formidabile capace di mettere in stretta relazione armonica dimensioni apparentemente distanti o del tutto distinte. Il suono si fa forma percepibile che riverbera nello spazio architettonico, costruendo ponti invisibili ma percettibili con i corpi in scena.
Oltre la pittura: lo spazio come campo aperto
La ricerca spaziale costituisce forse il nucleo più intimamente sperimentale e audace dell’intero progetto performativo portato al MAXXI. Il disegno, da sempre pilastro e fondamento della pratica dell’artista italiana, decide in questo contesto di rompere definitivamente i propri argini bidimensionali di sicurezza. Si espande coraggiosamente oltre la superficie piana e delimitata per irrompere nello spazio fisico, cercando ostinatamente, nelle precise parole dell’artista, “un punto per sfociare oltre la pittura”. Questo sconfinamento tridimensionale non si traduce però nel medium della scultura statica tradizionale, ma si manifesta ed esplode come pura indagine e conquista dello spazio. Lavorare con le tre dimensioni, secondo la peculiare visione dell’artista, significa inesorabilmente e intimamente “lavorare sul corpo, sul negativo del corpo, quello che gli sta attorno”.
Di conseguenza, Five Geometric Songs si propone anche come una lucida e affascinante riflessione filosofica sulla spazialità. Quest’ultima non viene più vissuta o intesa come un dato fisso o un contenitore inerte e passivo, ma viene ripensata attivamente come un vero e proprio campo di relazioni aperte e infinitamente trasformabili. In questo ambiente effimero e in continuo, dinamico mutamento, l’artista utilizza sapientemente materiali volutamente leggeri e facilmente mobili. L’impiego organico di tessuti, unito all’utilizzo calcolato di strutture temporanee e segni ripetuti in maniera ipnotica, concorre a decostruire l’architettura monumentale circostante. Questo evento imperdibile rappresenta una naturale, complessa evoluzione del vocabolario visivo già rintracciabile nelle iconiche opere su tela di Cioni, come bello o più bello, lungo o lunghissimo e Kant o Heidegger del 2002, fortunatamente esposte e ammirabili all’interno del percorso della mostra Tragicomica.
Info utili
- Date: Martedì 12 maggio 2026.
- Orari: Doppia replica alle ore 18:00 e alle ore 19:30.
- Luogo: Lobby del MAXXI, Roma.
- Durata: 45 minuti per replica.
- Biglietti:
- € 5 (solo ingresso performance)
- € 18 (ingresso performance + accesso al Museo)
- € 15 (ingresso combinato ridotto + accesso al museo)
