- Cosa: Esposizione della mostra fotografica personale di Antonella Corso dal titolo Parigi: 14 anni in 9 emozioni, con la presentazione critica di Mariacarmela Mazzeo.
- Dove e Quando: Presso gli spazi della Medina Art Gallery in Via Merulana 220, a Roma. Dal 29 maggio al 4 giugno 2026, con vernissage previsto venerdì 29 maggio alle ore 18:00.
- Perché: Per intraprendere un suggestivo viaggio visivo capace di trasformare i paesaggi parigini in un atlante universale della memoria, svelando la profonda connessione tra l’ambiente urbano e gli stati d’animo umani.
Roma si prepara ad accogliere un nuovo, affascinante appuntamento dedicato agli amanti della fotografia d’autore e delle narrazioni visive fortemente introspettive. Negli storici e suggestivi spazi della Medina Art Gallery, situata nel cuore vibrante della Capitale, prende vita l’attesa mostra personale dell’artista Antonella Corso, intitolata Parigi: 14 anni in 9 emozioni. L’esposizione, che aprirà le porte al pubblico venerdì 29 maggio con un intervento a cura della dottoressa Mariacarmela Mazzeo, rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi in un racconto in cui l’architettura monumentale si fonde indissolubilmente con le pieghe più nascoste dell’anima. Un evento che arricchisce la proposta culturale romana, offrendo una riflessione profonda sul trascorrere inesorabile del tempo e sulla sedimentazione dei ricordi.
Un diario intimo tra le strade della capitale francese
Il progetto espositivo ideato dall’artista si sviluppa in perfetto equilibrio tra il racconto rigorosamente autobiografico e un’esplorazione universale dei grandi temi che attraversano l’esistenza, quali la ricerca dell’identità personale, la stratificazione della memoria e la complessa evoluzione emotiva che accompagna ogni essere umano. L’intera indagine visiva trae origine da un prolungato e denso capitolo di vita trascorso dall’autrice stessa nella metropoli francese, un arco temporale di quattordici anni compreso tra il 2003 e il 2017. Durante questo lungo periodo, Antonella Corso ha saputo intrecciare con maestria il proprio vissuto quotidiano con il ricco tessuto urbano e fortemente simbolico che caratterizza la Ville Lumière, rendendola non un mero scenario di passaggio, ma la vera protagonista silenziosa delle sue istantanee.
La pratica artistica proposta in Parigi: 14 anni in 9 emozioni rifugge con decisione la fredda oggettività della fotografia documentaristica o l’estetica patinata delle cartoline turistiche. Al contrario, si fonda su uno sguardo profondamente empatico, attento e meditato, capace di trasfigurare luoghi divenuti icone dell’immaginario globale in spazi interiori accessibili a tutti. L’imponenza della Tour Eiffel, il fluire placido della Senna, la regolarità dei giardini storici e il brusio delle piazze emergono dagli scatti come presenze costanti e protettive. Eppure, queste architetture vengono continuamente rilette attraverso il filtro dell’esperienza individuale, trasformandosi in preziosi forzieri carichi di ricordi e svelando la dimensione più intima e segreta di una città che vive e respira all’unisono con chi la osserva.
Nove nuclei tematici per mappare l’animo umano
Per orientare il visitatore all’interno di questo imponente archivio di immagini e suggestioni, la mostra rinuncia a una banale organizzazione cronologica delle opere, strutturando l’allestimento come una vera e propria mappa affettiva. L’intero percorso si articola sapientemente attraverso nove nuclei tematici distinti: Celebrazione, Sogno, Scoperta, Stupore, Malinconia, Paura, Lutto, Fascino del caos ed Essenziale. Ognuna di queste stazioni emotive rappresenta un capitolo fondamentale della narrazione, una lente d’ingrandimento specifica attraverso la quale decodificare la complessità metropolitana e, di riflesso, le innumerevoli e contraddittorie sfaccettature della condizione umana contemporanea.
Ogni singola sezione concettuale della mostra incarna una diversa modalità di percezione del reale, restituendo con precisione quegli stati d’animo sfuggenti che abbracciano l’euforia infantile della scoperta, per poi scivolare verso il dolore sordo della perdita, fino a culminare nella faticosa ricostruzione di un nuovo equilibrio. I contrasti chiaroscurali dei vicoli e i dettagli apparentemente marginali catturati dall’obiettivo si fanno portavoce di un alfabeto sentimentale condiviso. Attraverso questa accurata suddivisione, l’artista invita chi guarda a oltrepassare la mera contemplazione estetica, esortando il pubblico a interrogare il proprio vissuto per ritrovare, nei riflessi e nelle ombre parigine, frammenti inaspettati del proprio percorso esistenziale.
La memoria collettiva, la resilienza e lo sguardo essenziale
All’interno dell’itinerario visivo, un peso specifico e un valore testimoniale di assoluto rilievo sono affidati alle fotografie legate ai drammatici eventi che hanno scosso il 2015, segnando profondamente non solo la Francia ma l’Europa intera. Di fronte a queste immagini, il racconto autobiografico cede il passo a una cruda riflessione sulla fragilità collettiva e, parallelamente, sulla straordinaria e ostinata capacità di resilienza di un popolo. In questo preciso momento storico, lo spazio pubblico si spoglia della sua patina romantica per tramutarsi nel teatro reale di una tensione psicologica vibrante. La strada diventa così presidio di resistenza, luogo dedicato alla memoria e terreno fertile per una rinascita civile ineludibile, documentata da una fotografia che sceglie di non voltare lo sguardo.
Adottando un linguaggio espressivo che unisce magistralmente poesia e immediatezza, Antonella Corso compone un’opera corale in cui i confini del personale sfumano per accogliere le ansie e le speranze di una generazione intera. La Medina Art Gallery si trasforma in un ambiente altamente immersivo e meditativo, in cui l’osservatore è invitato a stabilire un dialogo silenzioso con le tele fotografiche. Questo appuntamento romano si eleva ben oltre i confini della tradizionale retrospettiva d’arte, configurandosi come un’esortazione a recuperare uno sguardo essenziale e purificato sulle cose del mondo. Un’esperienza di profonda consapevolezza in cui l’obiettivo fotografico si conferma un potente strumento per decifrare, con coraggio, la nostra identità più vera.
Foto: courtesy Medina Art Gallery
Info utili
- Orari di apertura: Dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 e 15:00 – 19:00; Sabato e Domenica 10:00 – 12:00 e 17:00 – 19:00.
- Date della mostra: Dal 29 maggio al 4 giugno 2026.
- Indirizzo: Medina Art Gallery, Via Merulana 220, Roma.
