Cosa: La mostra-reportage della performance Ecstatic Extinction, un progetto dell’artista Chantal Spapens curato da Colin Ledoux, con fotografie di Giovanni De Angelis e video di Paolo Scarfo.
Dove e Quando: L’inaugurazione si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 18.00 presso PROSA_contemporanea, in via Marin Sanudo 24 a Roma.
Perché: Per esplorare, attraverso un’estetica cruda e materiali inusuali, le dinamiche catastrofiche della società odierna e l’impatto delle norme sociali sui corpi, partendo da una forte riflessione sulla figura femminile.
L’arte contemporanea torna a interrogare le coscienze nel cuore della capitale con un nuovo, provocatorio appuntamento culturale che promette di scuotere le certezze del pubblico romano. Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 18.00, gli spazi innovativi di PROSA_contemporanea apriranno le porte per presentare una riflessione profonda e stratificata sulla condizione umana moderna. Al centro della scena si colloca la mostra-reportage Ecstatic Extinction – What are we doing after the orgy?, un progetto intenso e visionario ideato dall’artista visiva franco-olandese Chantal Spapens. La mostra, prodotta da Amelia Roccatelli per PROSA_contemporanea e forte della direzione artistica affidata a Colin Ledoux, si propone di documentare e cristallizzare le energie di un atto performativo effimero, trasformandole in una narrazione visiva permanente e di grande impatto emotivo.
L’iniziativa rappresenta un momento di profonda indagine artistica, in cui il concetto stesso di esposizione viene destrutturato e ripensato per accogliere la traccia tangibile di un evento dal vivo. L’artista, ormai di base a Roma, si muove fluidamente tra i linguaggi della scultura, dell’installazione e della performance, e questa nuova mostra ne è la perfetta sintesi. Con questo evento inaugurale, il pubblico avrà l’opportunità di immergersi in un percorso espositivo che documenta l’azione artistica originale, offrendo una chiave di lettura inedita sulle dinamiche di potere e sui sistemi di controllo che governano, spesso in modo invisibile, la nostra vita quotidiana.
Il reportage visivo e le opere in galleria
La spina dorsale di questa esposizione è costituita da un accurato reportage fotografico, nato per documentare la performance originale svoltasi lo scorso 24 aprile. Gli scatti, realizzati dal fotografo Giovanni De Angelis, fungono da testimonianza visiva e da estensione concettuale dell’atto performativo, catturando l’intensità e la fisicità del lavoro della Spapens. La fotografia non si limita qui a registrare passivamente un evento concluso, ma diventa un mezzo per riattivare la tensione e l’energia dello spazio, permettendo ai visitatori di rivivere la visceralità dell’azione artistica attraverso uno sguardo d’autore. Ad arricchire ulteriormente la dimensione multimediale dell’esposizione vi è la proiezione di un video realizzato da Paolo Scarfo, che aggiunge un livello di profondità temporale e narrativa all’esperienza documentale.
Parallelamente al materiale documentaristico, lo spazio espositivo accoglierà anche la materia cruda, ospitando una selezione di opere fisiche realizzate direttamente dall’artista. Questi lavori, appartenenti alla serie omonima Ecstatic Extinction, si offrono al pubblico come manufatti tangibili di un processo di ricerca continuo. Spapens, la cui formazione vanta un Master of Fine Arts in Scultura e Installazione presso la prestigiosa Rome University of Fine Arts (RUFA), manipola sapientemente elementi grezzi e fortemente evocativi. La sua pratica materiale, capace di fondere spazio e durata, si avvale dell’uso di elementi come la corda, la cera, l’argilla e il cemento, materiali che nelle sue mani perdono la loro funzione ordinaria per diventare vettori di tensioni primordiali e di pesanti significati metaforici.
Le dinamiche sociali e la catastrofe contemporanea
Il fulcro tematico attorno al quale ruota l’intero progetto è una spietata analisi delle convenzioni che incatenano l’individuo. Come sottolineato dal curatore Colin Ledoux, con Ecstatic Extinction l’artista inaugura un ciclo di indagine inedito: pur mantenendo una forte radice nella rappresentazione della figura femminile e nell’analisi dei ruoli sociali ad essa imposti, l’orizzonte si allarga ora per abbracciare la dimensione di una vera e propria catastrofe collettiva. È in questa catastrofe strisciante che le dinamiche di costrizione hanno progressivamente trascinato l’intera struttura delle nostre società. Il focus si sposta su come i corpi si sottomettano, diventando tragicamente complici nel perpetuare sistemi di controllo che sanno mascherarsi abilmente, apparendo all’esterno come rassicuranti, premurosi o addirittura naturali.
A dare un’ulteriore e tagliente chiave di lettura è il sottotitolo provocatorio scelto per l’opera: “Che facciamo dopo l’orgia?”. Questa espressione, lungi dall’essere una mera provocazione a sfondo sessuale, è un prestito intellettuale tratto dal saggio La Transparence du Mal del celebre filosofo Jean Baudrillard. Il riferimento teorico serve a inquadrare una condizione di saturazione e di paralisi della società contemporanea, un momento di stallo che rappresenta il nostro attuale stato di fatto. Spapens indaga chirurgicamente come elementi apparentemente innocui, quali il comfort domestico, l’abitudine consolidata e le norme di comportamento condivise, agiscano in realtà come silenziose forze strutturanti, plasmando inesorabilmente la vita di tutti i giorni e inibendo la spinta verso un cambiamento reale.
Nuovi confini espositivi per la ricerca contemporanea
L’ambiente che accoglie questo complesso discorso artistico gioca un ruolo determinante nell’economia dell’esposizione. PROSA_contemporanea non è una semplice galleria, ma un progetto dinamico nato in seno a PROSA_studiolab, che affonda le sue radici nel recupero architettonico di una ex pasticceria. Questo spazio ibrido e polifunzionale funge simultaneamente da studio di architettura, luogo di coworking e area espositiva, mosso dall’ambizione di esplorare costantemente il fertile territorio di confine tra l’indagine artistica e la progettazione del design. L’inserimento dell’opera di un’artista che ha già esposto in istituzioni di rilievo internazionale, come il Museo MAXXI di Roma e la Venice International Performance Art Biennale, conferma la vocazione dello spazio verso l’eccellenza e la sperimentazione.
Inoltre, la mostra della Spapens segna un momento di svolta strategica per la programmazione del polo culturale romano. Proprio con il progetto Ecstatic Extinction, PROSA_contemporanea dà ufficialmente il via a un nuovo filone di attività, inaugurando una serie di iniziative off site. Questa nuova direzione progettuale prevede lo sviluppo di eventi e interventi artistici che superano i confini fisici dello spazio espositivo tradizionale, per invadere nuovi contesti e instaurare dialoghi inaspettati con il tessuto urbano. Una scelta curatoriale e gestionale che si sposa perfettamente con l’attitudine espansiva e insofferente ai limiti della performance art, portando la riflessione sulla “catastrofe” fuori dalle rassicuranti pareti bianche di una galleria e gettandola direttamente nel flusso del reale.
Info utili
- Luogo: PROSA_contemporanea
- Indirizzo: Via Marin Sanudo 24 – Roma
- Inaugurazione: Venerdì 22 maggio 2026, ore 18.00
- Contatti: prosa.studiolab@gmail.com – tel. 338 4858 398
