Venerdì, 22 Marzo 2019

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IlSanta Maria in Vallicella - la Chiesa nuova rione Parione è così chiamato perché vi è presente un muro antico di grosse dimensioni, forse appartenente allo stadio di Domiziano (così veniva denominata Piazza Navona ai tempi dell'antica Roma), battezzato dal popolo col nome di “Parietone”. In questo rione si trova anche la chiesa di Santa Maria in Vallicella.

La sua edificazione risale al Cinquecento ed è proprio in quel periodo che risale una manifestazione miracolosa. Un affresco trecentesco raffigurante la Madonna, e collocato all'interno della chiesa, sarebbe stata colpito, nel 1535, da un sasso e, quasi subito, avrebbe iniziato a sanguinare. Da qui il culto successivo.
Diversi furono i tecnici e gli architetti che si adoperarono per l'edificazione della chiesa. Vanno ricordati Martino Longhi il vecchio, Giacomo Della Porta e Giovan Battista Guerra. La cupola venne modificata, invece, dal celebre architetto e pittore Pietro da Cortona, che ultimò i lavori nel 1650. Tuttavia, Pietro da Cortona si occupò pure della volta e dell'abside, creando suggestivi affreschi, in particolare quello raffigurante “La Madonna e san Filippo Neri”. Nel transetto si trovano, invece, alcune decorazioni in stucco di Ercole Ferrata, tra i più noti esponenti del barocco romano e di Cosimo Fancelli, un noto scultore dell'epoca. Tali decorazioni raffigurano allegorie della Fede, Speranza, Carità e Religione.
Sull'altare maggiore si può notare un'opera rappresentante l'immagine miracolosa della "Madonna Vallicelliana" (quella Madonna che divenne oggetto di culto per aver sanguinato) realizzata da Pieter Paul Rubens, celebre pittore fiammingo. Sulle pareti laterali del presbiterio troviamo altri due dipinti del Rubens, ossia “I Santi Gregorio Magno, Papia e Mauro” e “I Santi Flavia Domitilla, Nereo e Achilleo”.
Ai lati della navata centrale sono presenti quindici tele ovali in cornici dorate, che rappresentano significativi episodi dell'Antico e Nuovo Testamento (tra gli artisti che si sono adoperati alla loro realizzazione, si ricordano Lazzaro Baldi, Giuseppe Ghezzi, Daniele Seiter e Giuseppe Passeri).
Nel 2006 risale, infine, un restauro che ha parzialmente modificato il piazzale esterno.

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