Domenica, 22 Luglio 2018

autumnA poca distanza da Bracciano e Cerveteri, famosa culla degli Etruschi, sorge il borgo di Ceri. La rocca di Ceri si erge su un altipiano di tufo che guarda la bella campagna romana e la sua fiorente attività agricola. E' la Tuscia.

Già agglomerato etrusco asservito all’antica Caere nel VII secolo A.C., all’interno del paesino attualmente  si trovano ancora le tracce di un’antica epoca romana imperiale. Dalle antiche mura che racchiudono la cittadina, si intravede chiaramente invece che l’impianto urbanistico è di epoca medievale. Raggiungibile dall’interno della via consolare Aurelia, Ceri si trova a circa 40 km da Roma e si affaccia quasi sulla costa del Mar Tirreno, all’altezza di Cerenova e Marina di Cerveteri. Immersa nella verde natura tufacea di questi posti 'incantati' Ceri è un piccolo gioiello. Bellissimi fiori bianchi adornano d’estate il giardino ‘bianco’ (da cui il nome) del Palazzo Torlonia, del XVI secolo,  di cui restano ancora alcune stanze affrescate con pitture tematiche. Vide le dominazioni normanne del XII – XIV secolo,  e successivamente gli Anguillara e ad altre note famiglie ‘patrizie’ dei dintorni di Roma. Ceri fu dominio anche dei Borromeo, degli Odescalchi fino appunto ai Torlonia che ancora ne sono in parte proprietari.

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 Per una gita fuori porta consigliamo la gastronomia, per cui Ceri è famosa. In tutti i più noti ristoranti (ce ne sono abbastanza) si mangiano piatti tipici a base di selvaggina e funghi, ma anche pappardelle al cinghiale. Marinato a caldo o a freddo. Famosa nella zona è la frollatura della carne, che stempera un po’ il sapore selvatico. Lepri, cerbiatti e anatre e quindi selvaggina, rappresentano infatti i piatti più tradizionali fin dai tempi dei cacciatori etruschi. La Tuscia, qui nella parte romana, ma famosa nella gastronomia fino alla provincia di Viterbo, è orgogliosa dei suoi piatti a base di ‘cucina venatoria’ ovvero cacciagione.

 Se citiamo la Tuscia, oltre a Ceri, abbiamo già parlato di Anguillara Sabazia e di Canale Monterano: alcuni tra i comuni in provincia di Roma di questa vasta area al confine tra le province di Roma e Viterbo. Poi per Tuscia Romana si intendono anche Barbarano e Bassano Romano, Blera, Bracciano, Manziana e Oriolo Romano. Ma anche Tolfa, Trevignano e Vejano. Poi Tarquinia e Vulci e, chi conosce la cittadina diSasso’? E’ un piccolo paese come Ceri, anch’esso borgo medievale e frazione di Cerveteri. Storicamente si pensa che sia stato il nucleo di età etrusca che insieme a Ceri ha contribuito a formare Cerveteri.  682px-PyrgiTheban1 E’ stato il castello maggiore dei Ruspoli, altra famiglia importantissima di epoca medievale, e venne così denominato dal nome originario Sasso di Sant’Antonio soprannominato più semplicemente ‘La Rocca’. Addirittura sembra che fosse abitato come nucleo centrale durante l’età del bronzo e nella prima età del ferro (nel periodo che va dai secoli XII all’VIII a.C.), di cui è stata rinvenuta una barca interrata. Anche qui le mura sono merlate e portano l’effige della famiglia Patrizi, che diede a questo centro una configurazione tipicamente del ‘500. La chiesa di Santa Croce, che da il nome alla piazza, fu fondata nel XVI secolo da Filippo Patrizi. Atmosfera magica e da bomboniera, Sasso è una delle radici preistoriche e archeologiche della Tuscia etrusca.

Centro agricolo ai piedi dei Monti della Tolfa, ecco il paese con il nome, simile, che deriva da ‘Tulphae’. Antico centro già dall’età della pietra (alle basi di Paleolitico e Neolitico) fu attivo anche nell’età del rame. Il picco di roccia su cui sorge Tolfa si chiama Monte della Rocca e ha ospitato un abitato durante l’età del bronzo. Non a caso alcuni oggetti rinvenuti nella Costa del Marano sono identificati nel loro ripostiglio con il nome di quelli della ‘fase Tolfa’.

Tutti questi territori e paesi di origine appunto preistorica, furono abitati e poi ‘svuotati’ . Non esistono infatti testimonianze storiche esatte cronologicamente che affermino con certezza l’occupazione e rioccupazione dei territori quando avvenne, si sa soltanto che consequenzialmente questi luoghi vennero abbandonati e poi ripopolati a seguito di invasioni, malattie e carestie nei secoli fino al medioevo e successivi. La storia della Tuscia e dei centri etruschi della provincia di Roma, a parte di necropoli saccheggiate e quel che di loro resta, è ricca di civiltà che si sono susseguite anche senza lasciare traccia.  Non a caso facendo un’immersione subacquea vicino al castello di Santa SeveraS.Severapiacevole  località marina a pochi chilometri da qui, qualche anno fa scovammo resti di anfore e ‘cocci’ da far restare a bocca aperta, oggi patrimonio protetto e inscovabile  della zona. Al confine toscano con la zona della Maremma poi, Tolfa moderna è famosa per gli allevamenti di cavalli tolfetani e di bovini maremmani. Interessanti i resti delle mura castellane e della rocca dei Frangipane. Ma Tolfa si sa, è stata ed è famosa per la sua tipica borsa di tolfa, di gran voga tra gli studenti negli anni ‘70, la ‘catana’. Comoda e capiente, ad unica chiusura a tasca, sembra che questo tipo di borsa sia nata nel 1575 e creata da tale Mastro Stefano. Fu esportata e divenne famosa negli ’80 fino in America!

Foto: wikipedia

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