Cosa: Quattro Quarti. Io sono rara., monologo biografico di Oriana Gullone con la regia di Alessandra Silipo.
Dove e Quando: Teatro Trastevere, Roma. Il 7 e 8 aprile 2026, ore 21:00.
Perché: Un inno alla vita che trasforma la malattia in materiale poetico e ironia tagliente.
Il prossimo 7 e 8 aprile 2026, il cuore di Trastevere si prepara a ospitare un evento teatrale di rara intensità emotiva. Sul palco del Teatro Trastevere debutta Quattro Quarti. Io sono rara., un’opera nata dalla penna di Oriana Gullone e portata in scena, con la regia e l’interpretazione di Alessandra Silipo. Non si tratta di una semplice messinscena, ma di un attraversamento profondo di piani temporali, memorie e respiri, volto a restituire la voce e lo sguardo di una donna capace di trovare la luce anche nelle pieghe più oscure dell’esistenza.
Lo spettacolo si snoda come un dialogo tra la realtà e il simbolo, dove la narrazione biografica si fonde con la performance artistica per raccontare una quotidianità smontata e rimontata con sincerità disarmante. Il progetto, arricchito dalle musiche di Andrea Strange, si pone l’obiettivo ambizioso di celebrare la forza dell’ironia come arma di difesa e strumento di comprensione del mondo, offrendo al pubblico romano un’esperienza che va ben oltre la classica serata a teatro.
La Miastenia come spartito dell’anima
Il fulcro drammaturgico di Quattro Quarti è il rapporto tra la protagonista e la Miastenia, descritta come una nota stonata che si rifiuta di rientrare nello spartito della normalità. Oriana Gullone non usa la malattia per generare pietismo, ma la trasforma in un linguaggio scenico nuovo, fatto di umorismo tagliente e osservazioni lucide. Lo spettacolo esplora il concetto di “rarità”, non solo come condizione clinica, ma come un modo unico e prezioso di stare al mondo, capace di ridere laddove altri troverebbero solo il silenzio della rassegnazione.
Attraverso ombre, oggetti simbolici e voci reali, Alessandra Silipo dà corpo a un monologo che alterna momenti di stand-up amara a frammenti di pura poesia. La regia sceglie deliberatamente di non imitare Oriana, ma di ascoltarla, lasciando che sia il ritmo interiore della protagonista a dettare i tempi dell’azione. Questo approccio permette di esplorare la dissonanza tra il “tempo ordinario” del mondo esterno e quello rallentato o sincopato di chi vive una condizione di fragilità, invitando ogni spettatore a riconoscere la propria personale bellezza nelle rotture del proprio vissuto.
Un inno alla vita e alla solidarietà
Oltre al valore artistico, lo spettacolo porta con sé un importante messaggio sociale. Una parte dell’incasso delle serate sarà infatti devoluta alla Fondazione Il Bullone, una realtà che si occupa di giovani che hanno affrontato o stanno affrontando gravi patologie mediche. Questa scelta sottolinea la natura profonda del progetto: l’arte che si fa supporto concreto, la narrazione che diventa comunità. La storia di Oriana diventa così la storia di tutti noi, un monito a tenere insieme i pezzi della propria esistenza anche quando la partitura sembra strapparsi definitivamente.
L’ambiente scenico, sospeso tra reale e simbolico, riflette il bisogno umano di resistenza creativa. Tra amori che inciampano, consigli assurdi e quotidianità stravolta, Quattro Quarti si configura come un viaggio verso la speranza. È un invito a riascoltare il proprio tempo interiore, a non avere paura della propria vulnerabilità e a scoprire che, proprio nella fragilità, si può trovare un ritmo nuovo e profondamente umano. Un ritmo che, nonostante tutto, continua a battere con ostinazione.
Il ritorno del teatro di narrazione civile
La scelta del Teatro Trastevere come cornice per questo debutto non è casuale. Lo spazio di via Jacopa de’ Settesoli si conferma ancora una volta come un presidio culturale attento alle tematiche civili e alle nuove voci della drammaturgia contemporanea. La presenza di un’opera come questa nel panorama capitolino risponde a una necessità crescente di teatro di narrazione che sappia parlare al cuore del pubblico senza filtri, utilizzando il palcoscenico come luogo di testimonianza e di incontro.
In conclusione, Quattro Quarti. Io sono rara. promette di essere una vertigine che riguarda tutti: sani, stanchi, resilienti o distratti. È un’occasione per fermarsi e riflettere sulla forza luminosa di chi ha saputo trasformare la propria vita in un’opera d’arte, lasciando un segno indelebile fatto di parole, canzoni e dialoghi in controluce. Un appuntamento necessario per chiunque creda che il teatro debba essere, prima di tutto, un atto di amore e di verità.
Info utili
- Dove: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli 3, Roma.
- Quando: 7 e 8 aprile 2026, ore 21:00.
- Prezzo: Biglietto 13,00 Euro (prevista tessera associativa).
- Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847.
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