- Cosa: IX edizione del Festival Treccani della lingua italiana.
- Dove e Quando: Piazza Damiano Sauli, nello storico quartiere Garbatella a Roma. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026.
- Perché: Un’occasione per riflettere sull’importanza della parola “dialogo” in un mondo frammentato, esplorandone le innumerevoli sfaccettature attraverso la letteratura, l’arte, la scienza e la musica.
La vitalità culturale della Capitale torna a fiorire accogliendo la tappa romana della prestigiosa IX edizione del Festival Treccani della lingua italiana. Ideato e promosso dalla Fondazione Treccani Cultura, questo appuntamento immancabile sceglie quest’anno una parola chiave di straordinaria urgenza e attualità: il dialogo. In un’epoca storica spesso segnata dall’incomunicabilità e dalla polarizzazione estrema, l’evento si pone l’ambizioso obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità fisiologica e sociale di costruire relazioni autentiche. Il dialogo non viene inteso semplicemente come uno scambio verbale, ma come uno strumento essenziale per la comprensione reciproca, la crescita individuale e la coesione di un’intera comunità che si ritrova e si riconosce attraverso il linguaggio.
La manifestazione, completamente gratuita e concepita per essere accessibile a chiunque, è il frutto di una forte e radicata sinergia istituzionale. Oltre alla Fondazione Treccani Cultura, l’evento vede la collaborazione attiva dell’Università degli Studi Roma Tre e del Municipio Roma VIII, vantando inoltre il contributo della Regione Lazio e di Arsial. Fondamentale è il sostegno di Roma Capitale, delle Biblioteche di Roma e la partecipazione speciale di Panini Comics – Topolino. L’intero apparato organizzativo è garantito da Zètema Progetto Cultura, mentre la risonanza mediatica è affidata ai media partner Rai Cultura e Rai Radio 3. Questo sforzo collettivo garantisce una due giorni ricchissima di incontri, laboratori creativi e performance dal vivo.
L’esplorazione del linguaggio tra letteratura e storia
Il cuore pulsante del festival è rappresentato dall’indagine profonda del significato del dialogo, declinato nei più svariati ambiti della nostra esistenza. La letteratura, da sempre specchio dei conflitti e delle risoluzioni umane, offrirà spunti di riflessione di altissimo livello. Tra i momenti più attesi spicca la partecipazione dello scrittore Francesco Piccolo, che porterà sul palco il suo monologo intitolato Il maschio Zeno Cosini. Attraverso le lenti di uno dei personaggi più iconici, complessi ed emblematici della letteratura del Novecento, Piccolo proporrà una lucida e brillante indagine sull’identità maschile contemporanea e sulle sue intrinseche contraddizioni comunicative. Ad arricchire il filone letterario sarà presente anche Enrico Terrinoni, il quale guiderà il pubblico in un affascinante viaggio nel dialogo interiore e nelle eloquenti forme del silenzio racchiuse tra le pagine del capolavoro di James Joyce, l’Ulisse.
Non mancherà uno sguardo attento alla storia del nostro Paese e alle radici democratiche che ci legano. In occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, Liliosa Azara ed Elisabetta Frontoni cureranno un imperdibile approfondimento storico sul ruolo cruciale che il confronto verbale e il dialogo costruttivo hanno avuto tra le diverse anime politiche durante i complessi e fecondi lavori dell’Assemblea Costituente. Un salto temporale che ci ricorda come le parole e l’ascolto siano stati i mattoni fondanti della nostra Costituzione. A fare da contrappunto a questi temi umanistici, il festival aprirà una finestra sul mondo della scienza e dell’etologia con l’intervento di Enrico Alleva, scienziato che svelerà le sorprendenti e affascinanti forme di comunicazione, interazione e relazione che regolano il vasto e misterioso regno animale.
La cura della mente, il paesaggio e le sfide dell’arte
Il programma del Festival si spinge anche nei territori più intimi dell’animo umano, esplorando l’efficacia della parola come strumento di guarigione. Esperti del calibro di Gemma Calamandrei e Alberto Siracusano animeranno un incontro specificamente dedicato all’insostituibile valore dell’interazione verbale nei complessi percorsi psicoterapeutici. La parola diventa così cura, scavo interiore, ponte gettato tra il paziente e il terapeuta per ricucire ferite invisibili. Parallelamente, il dialogo viene inteso anche come relazione fisica e visiva con lo spazio che abitiamo: Paolo D’Angelo proporrà una suggestiva riflessione sul paesaggio, indagando la delicata connessione che sussiste tra l’ambiente naturale, lo sviluppo urbano e la relativa rappresentazione artistica nel corso dei secoli.
L’arte, per sua stessa natura, è una forma di comunicazione visiva che interroga chi la osserva. Di questo discuteranno animatamente Luana Toniolo e Maria Cristina Terzaghi, analizzando i ponti che si creano tra il passato e il presente, tra le opere storiche e i visitatori contemporanei. La discussione sarà l’occasione per fare il punto su come le innovazioni prodotte dalle tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale, stiano radicalmente modificando i codici del dialogo culturale e le più recenti modalità di fruizione museale ed espositiva. Un confronto necessario per capire se il digitale rappresenti un filtro che distanzia o un megafono che amplifica il messaggio artistico verso un pubblico sempre più vasto e variegato.
Il linguaggio musicale delle nuove generazioni
Un festival che parla al presente non può ignorare le forme di espressione che appartengono intimamente alle nuove generazioni, e in questo senso la musica assume un ruolo da assoluta protagonista. Le vibrazioni e le parole in rima diventano un veicolo privilegiato per superare le barriere sociali e anagrafiche. Significativo sarà l’incontro con Antonella Inverno e il rapper Francesco “Kento” Carlo, i quali porteranno la loro testimonianza diretta e preziosa sull’utilizzo della cultura hip hop e del rap come potente strumento educativo, di riscatto e di aggregazione all’interno delle scuole, nelle comunità giovanili e persino nelle difficili realtà delle carceri minorili. Un dialogo ritmato che dà voce a chi spesso non viene ascoltato.
A chiudere il cerchio della comunicazione musicale, il festival presenterà il format ormai consolidato Le parole delle canzoni. In questa speciale cornice, Sofia Assante avrà l’opportunità di confrontarsi apertamente con Casadilego, una delle cantautrici più interessanti e promettenti rivelazioni della nuova scena musicale italiana. Insieme, esploreranno i processi creativi, le fragilità e le urgenze emotive che si celano dietro la stesura di un testo musicale oggi, confermando ancora una volta come la musica rimanga, in assoluto, il dialogo più immediato e universale di cui l’umanità disponga.
Info utili
- Date: Sabato 23 e Domenica 24 maggio 2026
- Luogo: Piazza Damiano Sauli, Garbatella, Roma
- Ingresso: La manifestazione è interamente gratuita e a ingresso libero
