Cosa: Una programmazione variegata che spazia dalla commedia satirica sui social media al dramma tragicomico del mondo del liscio, arricchita da un approfondimento artistico-letterario.
Dove e Quando: Teatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino; spettacoli dal 20 al 22 marzo 2026, evento speciale il 21 marzo.
Perché: Per riflettere con ironia sulle derive digitali della società moderna e riscoprire il fascino decadente delle tradizioni popolari italiane.
Il Teatro Tor Bella Monaca si conferma un presidio culturale fondamentale per la Capitale, offrendo una settimana di programmazione che scava nelle contraddizioni del nostro tempo. Dal 20 al 22 marzo, il palco ospiterà due produzioni speculari che, pur utilizzando registri differenti, analizzano la ricerca di identità e il bisogno di approvazione. Da un lato, la satira affilata di Gli intellettuali, che mette a nudo la dipendenza psicologica dai social network; dall’altro, la malinconia vibrante di Tony e Ketty, un omaggio al mondo delle balere che resiste all’oblio dei talent show. Due facce di una stessa medaglia che interrogano il pubblico sulla velocità con cui cambiano i nostri costumi sociali.
L’ossessione digitale: la trappola dei social media
In un’epoca in cui la presenza online sembra aver sostituito lo statuto ontologico dell’individuo, la commedia Gli intellettuali si pone come uno specchio deformante ma veritiero. Scritto da Paolo Triestino e nato da un’idea di Matteo Cirillo, lo spettacolo mette in scena il paradosso di una famiglia che, nel tentativo di adeguarsi alla modernità, finisce per smarrire il senso della realtà. Il cast, che vede protagonisti lo stesso Triestino accanto a Viviana Toniolo, Matteo Cirillo, Matteo Montaperto e Federica Calderoni, dà vita a un racconto corale dove la tecnologia non è solo uno strumento, ma un agente trasformatore dei legami affettivi.
La trama si sviluppa attorno a due genitori che, inizialmente restii e distanti dal mondo digitale, vengono “addestrati” all’uso dei social dal figlio. Quello che inizia come un gioco di complicità generazionale si trasforma rapidamente in una spirale di ossessione. Il superamento delle diffidenze iniziali lascia spazio a una bramosia di visibilità che culmina nell’assurda decisione di celebrare il primo anniversario di un’amicizia virtuale. Attraverso la risata, lo spettatore è invitato a osservare il ribaltamento dei ruoli: il figlio, inizialmente mentore tecnologico, diventa testimone sgomento della “mostruosità” comunicativa che ha contribuito a creare, rendendo Gli intellettuali una riflessione necessaria sulla perdita di autenticità nel quotidiano.
Il tramonto del liscio: tra paillettes e realtà
Parallelamente, la sala ospita Tony e Ketty, una commedia tragicomica firmata da Andrea Lupo che vede in scena il regista stesso insieme a Mara Di Maio. Se la prima opera analizza il futuro digitale, questa si volge al passato di una tradizione popolare che sta scomparendo: quella del ballo liscio. Tony e Ketty sono due icone delle balere, artisti che hanno costruito una carriera intera sul ritmo dei tre quarti e sulla vicinanza fisica del pubblico nelle piazze d’Italia. Tuttavia, il progresso e il cambio dei gusti televisivi hanno eroso il loro regno, lasciandoli ai margini di un mercato che oggi premia esclusivamente l’estetica dei talent show.
Lo spettacolo si muove con delicatezza tra il palco e il camerino, svelando il contrasto stridente tra la maschera pubblica — fatta di capelli impomatati e sorrisi di circostanza — e la fragilità di un legame che dura da venticinque anni. Gli incidenti di scena e i battibecchi ridicoli diventano metafore di una resistenza umana contro il tempo che passa. È una celebrazione della leggerezza intesa in senso calviniano, un amore profondo per un’umanità che non vuole arrendersi alla fine della propria epoca. Il pubblico viene trascinato in un tour celebrativo che è, in realtà, un ultimo valzer di dignità e passione artistica.
Tra arte e letteratura: il racconto di Guido Cagnacci
Il weekend culturale del Tor Bella Monaca non si esaurisce con la finzione teatrale. Il 21 marzo, il foyer del teatro si trasforma in uno spazio di approfondimento storico-artistico con la presentazione del racconto musicale La mia storia con Guido. L’evento è dedicato alla vita e alle opere di Guido Cagnacci, pittore seicentesco tra i più originali e controversi del panorama barocco. Basato sul volume pubblicato nel 2025 da Prospettiva Editrice e curato da Pietro De Santis, l’incontro esplora l’estetica di un artista capace di fondere la sensualità terrena con la ricerca della bellezza spirituale.
Attraverso l’analisi di capolavori come l’Allegoria della Vanità, il racconto ripercorre le tappe di una carriera errabonda che ha toccato i centri nevralgici della cultura europea: dalla Romagna a Roma, fino alla Vienna imperiale. Cagnacci è ricordato come il pittore delle “sante nude”, un ossimoro visivo che ha sfidato le convenzioni del suo tempo. Questo appuntamento pomeridiano offre una chiave di lettura preziosa per comprendere come l’arte classica continui a dialogare con la sensibilità contemporanea, integrando la proposta teatrale con una solida base di divulgazione culturale di alto livello.
Info utili
- Indirizzo: Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti, Roma.
- Contatti: Telefono 062010579; WhatsApp 3920650683.
- Orari spettacoli: Ore 21:00; Domenica ore 17:30.
- Orario evento speciale: 21 marzo ore 18:00 (Foyer).
- Biglietti: Intero 12,00 Euro; Ridotto 10,00 Euro; Giovani 8,00 Euro.
- Trasporti: Raggiungibile con Metro C o Linea Bus 20; ampio parcheggio disponibile.
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