- Cosa: Il festival RPG – Rome Playing Games, una rassegna innovativa dedicata al gioco di ruolo dal vivo (LARP) e alle performance interattive in cui il pubblico diventa protagonista.
- Dove e Quando: Presso gli spazi dell’Ex Cartiera Latina a Roma. Evento centrale dal 24 al 26 aprile 2026, con una preview il 17 aprile e un appuntamento conclusivo il 29 maggio.
- Perché: Per vivere un’esperienza teatrale e ludica fuori dal comune, esplorando temi complessi come la memoria storica, l’identità di genere e l’etica attraverso il coinvolgimento diretto in prima persona.
La scena culturale della capitale si prepara ad accogliere una rivoluzione nel modo di concepire l’intrattenimento e la partecipazione teatrale. La tradizionale distanza tra palcoscenico e platea viene definitivamente annullata grazie a una nuova manifestazione che trasforma la fruizione artistica in un autentico rito collettivo. Questo evento inedito promette di scardinare le convenzioni, offrendo al pubblico l’opportunità non solo di assistere, ma di vivere letteralmente le narrazioni dall’interno. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di profonda riflessione emotiva e intellettuale, dove il corpo e le decisioni del singolo spettatore diventano i veri motori dell’azione scenica e dell’indagine sociologica.
La Rivoluzione Immersiva del LARP
Il progetto RPG – Rome Playing Games, ideato e organizzato da Larp Studio con il prezioso sostegno della Regione Lazio, introduce nel cuore di Roma la complessa e affascinante cultura del LARP, ovvero il gioco di ruolo dal vivo. Questa forma di espressione ibrida si posiziona al crocevia tra il teatro sperimentale, la performance immersiva e il gioco di società più evoluto. Non si tratta di una semplice evasione dalla realtà, ma di un potente strumento di indagine interiore e collettiva. I partecipanti sono chiamati a spogliarsi della propria identità quotidiana per indossare i panni di personaggi inseriti in contesti critici, affrontando dilemmi etici e morali che rispecchiano le grandi sfide della nostra contemporaneità.
La forza di questo approccio risiede nella sua capacità di generare empatia immediata e tangibile. Affrontando dinamiche relazionali complesse, dai nodi legati all’identità di genere fino alle più intime riflessioni psicologiche, il pubblico viene guidato in un percorso di decostruzione dei propri pregiudizi. L’arte performativa smette di essere un prodotto da consumare passivamente per trasformarsi in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove ogni singola scelta compiuta durante il gioco ha un peso specifico e genera conseguenze immediate sull’ecosistema narrativo condiviso dagli altri partecipanti.
Un Viaggio tra Storia e Scelte Etiche
Il programma del festival si articola in una serie di scenari che attraversano in modo trasversale epoche e ambientazioni profondamente diverse, dimostrando l’incredibile versatilità del mezzo ludico-performativo. Un filo rosso unisce i dilemmi di figure storiche come Erode Attico nella Roma del 161 d.C. alle drammatiche ore della capitale occupata nel 1944. Questo salto temporale permette di analizzare come la coscienza collettiva si plasmi di fronte ai bivi della storia, costringendo i giocatori a confrontarsi con la pesantezza delle proprie responsabilità morali in situazioni di estrema tensione e incertezza.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca Utopia, un edu-larp ideato da Federico Yang Maoloni. Quest’opera catapulta i partecipanti in uno scenario post-collasso, in cui una comunità sopravvissuta ha il difficile compito di riedificare la società dalle sue fondamenta, navigando costantemente tra la necessità di cooperazione e le inevitabili dinamiche di conflitto. Di natura completamente diversa, ma altrettanto intensa, è Enea, la performance visionaria di Gemma Costa con la regia di Miranda Angeli. Questo capitolo si concentra sull’emarginazione sociale e sul viscerale desiderio di riconoscimento, esplorando i confini sfumati dell’identità personale attraverso un linguaggio narrativo dal forte impatto emotivo e visivo.
Lo Spazio e l’Arte della Cura
La scelta della location non è affatto casuale: l’Ex Cartiera Latina, incastonata nel magnifico scenario del Parco Regionale dell’Appia Antica, aggiunge un inestimabile valore storico e atmosferico all’intero festival. L’architettura industriale recuperata diviene essa stessa un grande personaggio silenzioso, un contenitore perfetto per pratiche contemporanee che richiedono ampi spazi per l’interazione dinamica. Questa stretta collaborazione con Eryados e l’ente parco dimostra un ammirevole tentativo di creare un dialogo virtuoso tra patrimonio culturale e nuove forme di cittadinanza culturale, restituendo alla collettività un luogo simbolo attraverso l’attivazione di energie creative fresche e partecipate.
L’ultimo capitolo di questo intenso viaggio immersivo è programmato per il 29 maggio con la messa in scena de L’Ospedale dei giocattoli rotti, un toccante chamber larp curato da Martina Montenegro. A differenza dei grandi scenari corali, questo evento si distingue per un’atmosfera profondamente intima e carica di simbolismo. I partecipanti sono chiamati a interpretare giocattoli danneggiati, vivendo in prima persona un’esperienza metaforica incentrata sui concetti di fragilità, memoria e, soprattutto, sul reciproco affidamento e sull’arte della cura. È la perfetta conclusione di un festival coraggioso e inclusivo, le cui attività, offerte in forma del tutto gratuita, si rivolgono a un pubblico ampio e meravigliosamente eterogeneo.
Info utili
- Prezzo: Ingresso completamente gratuito
- Orari: Venerdì 24 e sabato 25 aprile dalle 15:00 alle 22:30; domenica 26 aprile dalle 13:00 alle 18:00
- Indirizzo: Ex Cartiera Latina, Via Appia Antica 42, 00179 Roma (RM)
(Credit ph Elena Bianco)
