Cosa: Serata finale della VII edizione del Festival inDivenire con l’ospite d’onore Fabrizio Gifuni.
Dove e Quando: Spazio Diamante, via Prenestina a Roma , il 12 maggio 2026 alle ore 21:00.
Perché: Per partecipare all’incontro Vita e Teatro, Teatro e Vita , per omaggiare la memoria di Pasolini e per scoprire i giovani talenti teatrali premiati.
La scena teatrale romana si prepara ad accogliere uno degli eventi più significativi della stagione dal vivo. Si chiude il 12 maggio 2026, presso lo Spazio Diamante, la VII edizione del Festival inDivenire. Questa giornata conclusiva intreccia sapientemente il doveroso riconoscimento alla nuova scena contemporanea con una profonda riflessione sul senso del teatro, vissuto primariamente come pratica artistica e civile. Ideato originariamente nel 2017 da Alessandro Longobardi e diretto con inesauribile dedizione da Giampiero Cicciò, il Festival inDivenire si è costantemente affermato negli anni come uno degli osservatori più attenti e vitali sulla nuova drammaturgia italiana contemporanea. L’energia creativa che anima questo teatro romano ha permesso di consolidare una piattaforma essenziale per la scoperta e la valorizzazione delle nuove leve, dimostrando ancora una volta l’importanza di investire nella cultura. La settima edizione, infatti, ha visto l’incredibile partecipazione di 18 progetti, accuratamente selezionati tra ben 84 candidature arrivate da tutta Italia.
Il ritorno di un maestro tra vita e palcoscenico
Alle ore 21.00, il fulcro emotivo e intellettuale della serata vedrà come assoluto protagonista Fabrizio Gifuni, ospite d’onore che animerà l’atteso incontro intitolato Vita e Teatro, Teatro e Vita, magistralmente moderato dallo stesso Giampiero Cicciò. Si tratta di un’occasione preziosa per attraversare, insieme all’entusiasmo del pubblico in sala, il complesso percorso artistico e umano di un interprete d’eccezione, un artista che ha saputo ridefinire costantemente negli anni il delicato rapporto tra la potenza della parola, la solidità della presenza scenica e l’imprescindibile responsabilità civile del teatro. Fabrizio Gifuni, tra i nomi più autorevoli del panorama teatrale e cinematografico italiano, vanta collaborazioni memorabili con maestri del calibro di Luca Ronconi, Massimo Castri, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana e Paolo Virzì. Nel corso della sua luminosa carriera, l’attore ha ricevuto i più prestigiosi e ambiti riconoscimenti nazionali, passando dal David di Donatello al Premio Ubu, fino ad arrivare al Nastro d’Argento e al Premio Le Maschere del Teatro Italiano.
Il legame affettivo tra l’attore e la kermesse romana è radicato nel tempo. Come dichiara il direttore artistico Giampiero Cicciò, il ritorno di Gifuni porta con sé un indiscutibile valore artistico e biografico. Fu proprio lui, infatti, a battezzare e inaugurare la primissima edizione del Festival nel 2017, e ritrovarlo oggi significa riaffermare una vitale continuità di pensiero focalizzata sul mestiere dell’attore inteso come pura forma di indagine. L’attore, incarnando una pratica interpretativa che rigetta la mera rappresentazione, trasforma la parola in un autentico luogo di resistenza e di ineludibile verità scenica, restituendo all’intera manifestazione un asse valoriale che fonde la ricerca con la responsabilità morale del teatro.
Un omaggio a Pasolini tra inchiesta e poesia
La presenza di un ospite di tale caratura porta inevitabilmente con sé un momento di doverosa riflessione su una delle figure intellettuali più luminose del Novecento. L’incontro serale, infatti, offrirà ai presenti un minuzioso e appassionato approfondimento dedicato alla complessa figura di Pier Paolo Pasolini. Il poeta, regista e pensatore corsaro rappresenta da sempre un riferimento centrale, quasi un faro guida, nell’incessante e metodica ricerca artistica condotta da Gifuni nel corso degli anni. Per arricchire il dibattito e fornire nuove chiavi interpretative sulla storia italiana, interverranno due esperti di altissimo profilo: Stefano Maccioni, autore del volume Pasolini. Un caso mai chiuso, e Daniele Piccione, che firma la rigorosa opera La lunga notte dell’Idroscalo. Il delitto Pasolini.
Come sottolinea ancora con forza Cicciò, Gifuni possiede il raro dono di non limitarsi a recitare, ma di incarnare fisicamente ed emotivamente il pensiero critico di un autore e di un regista. L’interprete rende letteralmente incandescente la drammaturgia, trasformandola in un’indagine che è scientifica e profondamente carnale al tempo stesso. Averlo come punto di riferimento a inDivenire si configura come un inestimabile regalo per le diciotto compagnie teatrali andate in scena durante la manifestazione romana. La sua straordinaria abnegazione sul palcoscenico è l’espressione più alta di quel rigore professionale e di quella instancabile ricerca attoriale che costituiscono, fin dal principio, il vero cardine fondativo di questo festival.
I trionfi e la nuova drammaturgia contemporanea
La serata conclusiva rappresenta anche il vertice celebrativo dei nuovi talenti che hanno alimentato questa settima edizione. Durante la precedente serata del 10 maggio, sono stati solennemente proclamati tutti i vincitori del Festival inDivenire, tracciando una geografia estremamente significativa delle nuove esperienze della scena contemporanea in Italia. Il Premio Miglior Progetto inDivenire, il massimo riconoscimento della rassegna, è stato assegnato all’opera Maria Indesiderata portata in scena dalla Compagnia Gravina / Martorana. Questo spettacolo ha brillato particolarmente, facendo guadagnare anche l’ambito Premio Miglior Attore a Marcello Gravina. Sul fronte direttivo, invece, il premio per la regia è stato attribuito a Fabio Di Gesto per la sua evocativa trasposizione ne Le figlie di Bernarda Alba, presentata dalla Compagnia RI.TE.NA Teatro.
Numerosi altri artisti sono stati celebrati, confermando l’alta qualità delle proposte in concorso che mirano al confronto e all’accompagnamento delle nuove generazioni. Il Premio Miglior Attrice è stato conferito a Luisa Casasanta per l’opera Pelle della compagnia Sante di Lana. Michele Scarcella ha conquistato il meritato titolo di Miglior Attore Emergente per Come essere una persona migliore della Compagnia Perillo / Scarcella. Il Premio Miglior Attrice Emergente ha visto invece un brillante ex aequo tra Giulia Guastella per lo spettacolo A cosa stai pensando? e Maria Vittoria Perillo per Come essere una persona migliore. Infine, il fondamentale Premio Miglior Testo ha incoronato Luca Lo Destro e Giulia Guastella per la drammaturgia di A cosa stai pensando?, sigillando una stagione ricca di emozioni e scoperte.
Info utili
- Dove: Spazio Diamante, Via Prenestina 230 B, Roma
- Quando: 12 maggio 2026, ore 21:00
- Ingresso: Gratuito con prenotazione obbligatoria, con un limite massimo di 2 biglietti a persona
- Come arrivare: Raggiungibile con gli autobus 150F e N12, oppure con i Tram 5, 14 e 19 scendendo alla fermata Prenestina/Conti
