- Cosa: Inaugurazione della mostra personale Quando il suono si fa segno dell’artista Manuela Scannavini, un percorso immersivo tra pittura, video e installazioni.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Sferocromia a Roma, nel suggestivo quartiere di Monteverde Vecchio (Via Ippolito Pindemonte 30/b). L’evento di apertura è fissato per sabato 18 aprile alle ore 18.30.
- Perché: Per esplorare un’affascinante sintesi tra diverse discipline, scoprendo come l’astrazione concettuale possa tradurre le invisibili vibrazioni sonore in potenti e tangibili segni visivi.
La primavera culturale capitolina continua a fiorire, confermando Roma come un palcoscenico di primaria importanza per le indagini estetiche più raffinate e contemporanee. Lontano dai circuiti espositivi più inflazionati, nei quartieri storici dove si respira ancora l’autentica aria dei vecchi atelier, nascono i progetti più intimi e sorprendenti. È in questo clima di effervescenza intellettuale che si inserisce un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte visiva e concettuale. Il vibrante rione di Monteverde Vecchio si prepara infatti ad accogliere la prima, attesissima mostra personale di Manuela Scannavini, un’artista poliedrica capace di intrecciare linguaggi espressivi apparentemente distanti tra loro, restituendo al pubblico una visione del mondo complessa, stratificata e profondamente poetica.
Un Ecosistema Multisensoriale in Mostra
Il fulcro nevralgico di questa esposizione ruota attorno a un concetto estremamente affascinante, splendidamente riassunto nel titolo stesso dell’evento: Quando il suono si fa segno. La sfida raccolta dall’artista è quella di materializzare l’invisibile, offrendo una consistenza fisica e cromatica alle onde sonore e alle suggestioni musicali. Il percorso espositivo è stato minuziosamente architettato per guidare il visitatore attraverso un’esperienza che coinvolge molteplici sensi. Al centro della sala troneggiano cinque grandi opere pittoriche, tele imponenti che dialogano in perfetta armonia con una raffinata selezione di litografie e un’installazione ambientale concepita per alterare la percezione spaziale dell’osservatore. A impreziosire ulteriormente questa complessa grammatica visiva, si aggiungono due opere video che dilatano i confini fisici della mostra, proiettando il pubblico in una dimensione onirica e in continuo divenire.
La ricchezza di questo allestimento non si ferma però alle opere finite, ma invita lo spettatore a sbirciare letteralmente dietro le quinte del processo creativo. L’esposizione include infatti una preziosa selezione di taccuini personali e delicate prove d’autore, documenti intimi che tracciano l’evoluzione del pensiero dell’artista dalla primissima intuizione fino alla stesura definitiva. Un valore aggiunto inestimabile è rappresentato dagli scatti d’autore firmati dalla fotografa Ilaria Turini, la quale ha saputo catturare con grande sensibilità i momenti più salienti del backstage durante la realizzazione dei contributi video. Questa commistione tra l’opera d’arte e il racconto della sua stessa genesi trasforma la galleria in un diario aperto, rendendo la fruizione estetica un atto di profonda empatia e condivisione.
Venti Anni di Ricerca e Sperimentazione Formale
L’approdo a questa prima esposizione personale rappresenta il naturale coronamento di una carriera artistica lunga ben vent’anni, caratterizzata da uno studio incessante e da un approccio orgogliosamente multidisciplinare. La formazione di Manuela Scannavini affonda le sue radici nello studio accademico della pittura, affinato sotto la guida di maestri del calibro di Luigi Di Vadi e Silvio Pasotti. Tuttavia, la sua inesauribile curiosità l’ha spinta ben presto a esplorare i territori complessi e affascinanti dell’incisione. Presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti – Rufa, l’artista ha sviscerato i fondamenti di tecniche antiche e rigorose come il monotipo a ricalco, la collografia, la xilografia su linoleum e la puntasecca, affiancata dall’esperienza del docente Davide Miceli. Questa solida padronanza tecnica le ha permesso di sviluppare una cifra stilistica personalissima, in costante equilibrio tra l’urgenza dell’astratto e il rigore dell’arte concettuale.
La forza motrice dell’intera produzione di Scannavini risiede però nella sua straordinaria vocazione alla contaminazione artistica. La sua personalità eclettica ha sempre rifuggito l’isolamento dello studio, cercando piuttosto il confronto serrato con altre menti creative. Le tecniche miste di assemblaggio che caratterizzano molte delle sue installazioni sono spesso il frutto di dialoghi interdisciplinari: dalle suggestioni nate collaborando con la poetessa Laura Anfuso, capace di condensare universi emotivi nella brevità di un haiku, fino alle incursioni nell’arte performativa insieme all’attrice Alice Valente Visco. Che si tratti di interfacciarsi con la stilista Elena Binni o con il genio digitale di Carmine Fuorvia, ogni incontro diventa per l’artista un pretesto per scardinare le proprie certezze e allargare i propri orizzonti visivi, attirando l’attenzione di un collezionismo sempre più attento tra l’asse Roma-Torino.
Lo Spazio Sferocromia come Incubatore Culturale
L’ambiente scelto per ospitare questo importante traguardo professionale non è una semplice e asettica “white cube”, ma un luogo pulsante di storia e di relazioni umane. La mostra prenderà vita all’interno dello Spazio Sferocromia, ovvero il suggestivo studio d’arte del maestro Umberto Ippoliti. Dal 2024, questo affascinante laboratorio creativo ha aperto le proprie porte a Manuela Scannavini, offrendole non solo un rifugio fisico dove poter elaborare le proprie visioni, ma anche un habitat intellettuale stimolante. La scelta di esporre all’interno dello studio di un altro artista riveste un profondo significato simbolico: sottolinea l’importanza della solidarietà tra creativi e ribadisce la vitale necessità di preservare quegli spazi indipendenti che costituiscono il vero e insostituibile tessuto connettivo della cultura romana contemporanea.
L’inaugurazione di sabato 18 aprile si preannuncia dunque come un vero e proprio evento mondano e culturale, progettato per accogliere il pubblico in un’atmosfera calda e intellettualmente vibrante. L’allestimento dell’intera esposizione, così come l’accurato aperitivo d’arte pensato per deliziare i presenti, porta la firma curata e attenta di Maria Gabriella Mauro, capace di valorizzare ogni singola opera rispettando l’architettura stratificata del luogo. Ad arricchire ulteriormente l’apparato teorico e critico della mostra contribuirà un testo inedito redatto dalla curatrice Eugenia Querci, inserito all’interno del catalogo ufficiale. Questo prezioso saggio fornirà ai visitatori le chiavi di lettura necessarie per decodificare appieno la densa e stratificata poetica di un’artista che ha saputo trasformare il sussurro del suono nell’impronta indelebile del segno.
Info utili
- Costo biglietto: Ingresso libero (si consiglia di verificare eventuali restrizioni d’accesso presso i canali ufficiali della struttura).
- Inaugurazione: Sabato 18 aprile alle ore 18.30.
- Dove: Spazio Sferocromia (Studio di Umberto Ippoliti).
- Indirizzo: Via Ippolito Pindemonte 30/b, quartiere Monteverde Vecchio – Roma.
(Credit Ph Ilaria turini)
