- Cosa: L’uscita evento del film-documentario LUCIO FONTANA, THE FINAL CUT.
- Dove e Quando: Nelle sale cinematografiche italiane, nei giorni 25, 26 e 27 maggio 2026.
- Perché: Per esplorare un ritratto inedito e potente del maestro che ha rivoluzionato per sempre il concetto di spazio e materia nella storia dell’arte.
Il Maestro dello Spazio e dell’Infinito
La storia dell’arte contemporanea è stata segnata da gesti tanto dirompenti quanto rivoluzionari, e pochi hanno avuto l’impatto immortale dei celebri “tagli” su tela ideati da Lucio Fontana. Il maestro italo-argentino ha saputo aprire letteralmente lo spazio fisico dell’opera, proiettando la pittura e la scultura verso una nuova dimensione concettuale. Per celebrare la sua ineguagliabile figura, arriva nelle sale cinematografiche il film-documentario LUCIO FONTANA, THE FINAL CUT, un appuntamento attesissimo della nuova stagione de “La Grande Arte al Cinema”, previsto per il 25, 26 e 27 maggio. Il progetto, diretto dal regista Andrea Bettinetti, intende restituire al pubblico un ritratto completo, potente e per molti versi inedito di un artista capace di precorrere i tempi. Come Fontana stesso affermava, la scoperta del cosmo rappresentava una dimensione nuova; bucando la tela, che da secoli costituiva la base fisica di tutte le arti, ha di fatto creato un confine infinito.
Realizzato grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, il documentario è prodotto da Good Day Films e Nexo Studios. Questa profonda sinergia ha permesso di attingere a inestimabili materiali d’archivio, molti dei quali recuperati e presentati per la prima volta grazie agli studi e alle ricerche più recenti. L’opera cinematografica si propone come un’indagine accurata sulla personalità eclettica e visionaria di un vero innovatore del Novecento, esplorando i capolavori ospitati nei musei di tutto il mondo e focalizzandosi sui luoghi cruciali della sua esistenza. Dalle sculture alle ceramiche, dagli ambienti spaziali agli interventi architettonici, fino ai celebri manifesti teorici, ogni aspetto della produzione dell’artista viene sviscerato per comprendere il motore primo di una prospettiva creativa che ha mutato radicalmente l’arte.
Un Viaggio Tra Biografia e Innovazione Geografica
Il racconto cinematografico di LUCIO FONTANA, THE FINAL CUT si snoda attraverso una complessa mappa geografica e temporale che segue una traiettoria originale, perfetta per delineare a tutto tondo la complessa figura del maestro. Il viaggio visivo parte dallo studio di Comabbio, per poi attraversare il fervore intellettuale della Milano del secondo dopoguerra. È l’Argentina, tuttavia, a ricoprire un ruolo fondamentale, con un ampio spazio dedicato alle immagini delle strade di Rosario, città in cui l’artista nacque nel 1899, e alla Scuola di Belle Arti di Buenos Aires, dove ha insegnato durante gli anni Quaranta. Questo periodo sudamericano, che racchiude le prime sperimentazioni artistiche, costituisce una parte del racconto finora parzialmente inedita per il grande pubblico. Il percorso prosegue poi verso i maggiori musei italiani e del Nord Europa, fino a giungere alla storica prima grande esposizione a lui dedicata a New York, presso la galleria di Martha Jackson, per poi chiudere il cerchio nella casa di famiglia a Comabbio, dove l’artista si spense nel settembre del 1968.
A guidare con grazia lo spettatore in questo affascinante viaggio, che alterna sapientemente elementi biografici e tematici legati allo sviluppo della sua arte, è la voce narrante attenta e coinvolgente di Miriam Leone. La sua interpretazione conduce il pubblico attraverso il delicato contesto storico e culturale in cui Fontana ha vissuto, illustrando le ispirazioni profonde e le continue innovazioni che hanno animato la sua inesauribile carriera. Il documentario riesce così a evidenziare non solo l’impatto formale delle sue opere, ma anche la fitta rete di relazioni che l’artista intrattenne con gli intellettuali del suo tempo, sottolineando l’influenza capitale che le sue sfide lanciate all’arte contemporanea hanno avuto sull’intera scena internazionale.
L’Eredità Multidisciplinare nell’Arte Contemporanea
Il gesto di Lucio Fontana non ha semplicemente sovvertito le regole formali della scultura e della pittura, ma ha giocato liberamente con la materia, le superfici e la luce, includendo per la prima volta l’ambiente stesso all’interno dell’opera e ricercando un inedito rapporto con lo spaziotempo infinito. Questo approccio pionieristico ha dischiuso le porte all’arte concettuale e alla coraggiosa sperimentazione di nuovi materiali. Proprio per riflettere questa straordinaria eredità interdisciplinare, il film si apre a letture di carattere filosofico, esplorando il confine sottile che lega l’arte all’architettura, la tecnologia al gesto puro e alla spiritualità. Questi temi universali sono affrontati attraverso le riflessioni di esperti di fama mondiale, tra cui il filosofo della scienza Padre Paolo Benanti, l’archistar Norman Foster e l’insigne studiosa di arti visive Giuliana Bruno, insieme a Giovanni Rossello, esperto dell’Archivio Tullio d’Albisola e delle Ceramiche Mazzotti.
Ad arricchire ulteriormente l’impalcatura narrativa del documentario vi è un montaggio dinamico di preziose testimonianze. Eminenti artisti contemporanei internazionali come Antony Gormley, Carsten Holler, Doug Wheeler e Alfredo Jaar intervengono per spiegare come il loro lavoro esplori ancora oggi molti degli interrogativi posti da Fontana. Accanto a loro, si ergono le memorie di chi ha avuto il privilegio di incrociare il suo cammino di persona, come gli artisti Michelangelo Pistoletto, Heinz Mack, Giovanni Anceschi e Roberta Cerini Baj. Completa l’opera l’apporto di autorevoli studiosi del maestro, come Luca Massimo Barbero e Daniela Alejandra Sbaraglia, che contribuiscono a restituire al pubblico tutta l’immensa portata di un talento eclettico e preveggente.
Info utili
- Dove: Sale cinematografiche aderenti (elenco disponibile sul sito di Nexo Studios).
- Quando: 25, 26 e 27 maggio 2026.
- Biglietti: Prevendite aperte a partire dal 23 aprile.
