- Cosa: Messa in scena della mostra collettiva d’arte contemporanea Paura e Fobia, un’indagine visiva spiazzante curata da Cinzia Cotellessa ed Elena Pietrangeli.
- Dove e Quando: Presso la Galleria d’Arte Studio CiCo a Roma, dal 13 al 27 aprile 2026. L’inaugurazione è prevista per il 13 aprile alle ore 18.00.
- Perché: Per vivere un’esperienza estetica fuori dagli schemi che affronta di petto il tema del ribrezzo e dell’inquietudine, trasformando le nostre debolezze psicologiche in un’opportunità di riflessione e scoperta.
La stagione espositiva della capitale si arricchisce di un appuntamento che promette di scuotere le fondamenta del consueto approccio estetico del pubblico romano. Lontano dalle rassicuranti cornici dell’arte compiacente e puramente decorativa, la Galleria d’Arte Studio CiCo si prepara ad aprire le sue porte a un evento che sfida apertamente i limiti della percezione sensoriale e psicologica degli spettatori. L’arte contemporanea, nella sua vocazione più pura, deve saper interrogare il presente e frugare tra le pieghe più buie della nostra psiche; ed è esattamente questa la complessa missione che si prefigge il nuovo e coraggioso progetto espositivo che abiterà gli spazi della galleria per l’intero mese di aprile, costringendo i visitatori a fare i conti con i propri demoni interiori.
Oltre il Confine tra Attrazione e Repulsione
Il cuore pulsante di questo inedito percorso espositivo risiede nella geniale intuizione delle due curatrici, Cinzia Cotellessa ed Elena Pietrangeli. La loro visione si fonda su un presupposto tanto semplice quanto dirompente: l’invito esplicito a non voltare lo sguardo di fronte a ciò che genera profondo turbamento. La mostra si configura come una vera e propria immersione in un territorio emotivo volutamente ambiguo, dove il sottilissimo e fragile confine tra l’attrazione fatale e la repulsione istintiva viene sistematicamente cancellato. L’obiettivo primario non è quello di rassicurare l’osservatore, ma piuttosto di spingerlo a esaminare da vicino e con occhio critico ciò che solitamente la mente umana tende a censurare o a fuggire. Si tratta di un’operazione culturale che ribalta i paradigmi, chiedendo al pubblico di accogliere il fastidio come un prezioso strumento di decodifica della realtà.
In un’epoca in cui la società dell’immagine ci bombarda incessantemente con filtri di perfezione estetica e narrazioni edulcorate, le curatrici scelgono deliberatamente di allestire una mostra che, citando i loro stessi intenti, “non cerca di essere bella, ma di essere necessaria”. Lavorando senza compromessi sull’eccesso e sull’elaborazione del rifiuto, l’esposizione trasforma il senso di repulsione in una vibrante esperienza condivisa. C’è un sottile e macabro divertimento nell’osservare come la mente umana reagisce di fronte all’irrazionale: alcune opere fanno sorridere nervosamente, altre provocano un senso di ribrezzo fisico, e altre ancora riescono, in modo inspiegabile, a suscitare entrambe le reazioni nello stesso preciso istante. È la celebrazione della vulnerabilità umana elevata a manifesto artistico.
L’Espressione dell’Inconscio attraverso la Collettiva
A tradurre in materia, colore e forma queste complesse dinamiche interiori è un gruppo eterogeneo di artisti di grande sensibilità. Le firme di Ugo Angelini, Franco Bacci, Simona Capuano, Cinzia Cotellessa, Mana Greco, Barbara Maresti, Olimpio Monticelli ed Elena Pietrangeli si uniscono per dare vita a una vera e propria polifonia del grottesco. Ognuno di loro esplora una diversa declinazione della fobia, costruendo un percorso espositivo che rifiuta categoricamente qualsiasi direzione rassicurante o didascalica. Si passa con grande fluidità visiva dall’osservazione dell’assurdo alla rappresentazione di una quotidianità deformata e straniante, popolata da immagini potenti che si aggrappano all’inconscio del visitatore per restargli letteralmente addosso molto più a lungo del previsto.
La forza intrinseca di questa esposizione collettiva risiede proprio nella sua innegabile capacità di giocare, senza chiedere alcun permesso, con le reazioni emotive di chi guarda. Il percorso non offre mai risposte preconfezionate, ma si limita ad aprire uno spazio di indagine in cui il fruitore è chiamato a muoversi in totale autonomia. Ci si trova spesso di fronte al dilemma se proseguire l’esplorazione fino in fondo o se cedere al desiderio di allontanarsi dalla sala. Questa costante tensione psicologica, questo continuo esitare tra il voler scappare e l’impossibilità di distogliere lo sguardo, costituisce il vero grande capolavoro dell’intera mostra. L’arte si fa specchio impietoso delle nostre nevrosi, permettendoci di ridere amaramente delle insensatezze che popolano i nostri incubi peggiori.
Performance, Intelligenza Artificiale e Contaminazioni
L’evento inaugurale del 13 aprile non si limiterà al classico taglio del nastro, ma si strutturerà come un evento culturale multidisciplinare di grandissimo spessore. La serata sarà arricchita da autorevoli interventi critici e scientifici, studiati per inquadrare il tema in una prospettiva più ampia. Il critico d’arte Piero Zanetov fornirà le chiavi di lettura estetiche, mentre il professor Aldo Lombardo indagherà le matrici psicologiche delle paure e delle fobie. Di assoluta attualità sarà inoltre il contributo dell’avvocato Fabrizio Abbate, presidente del Salotto dell’Intelligenza Artificiale di Enia, che guiderà il pubblico attraverso un’affascinante disamina sul rapporto sempre più stretto e controverso tra la creazione artistica e l’intelligenza artificiale, nuova e per certi versi spaventosa frontiera dell’ingegno umano.
A rendere l’esperienza ancor più totalizzante e immersiva contribuirà una fitta rete di azioni performative. Spicca tra queste il progetto The Upside Down, un palese e intrigante omaggio alle atmosfere cupe della celebre serie televisiva Stranger Things. Impreziosito dai visionari costumi di scena realizzati da Barbara Maresti e dalla fotografia generata tramite IA a cura di Rocco A. Romano, il progetto farà da cornice alla magnetica performance The UNLOVED dell’attrice Chiara Pavoni. A chiudere il cerchio di questa indagine sensoriale, il percorso espositivo sarà animato da un suggestivo tableaux vivant che vedrà protagonisti numerosi interpreti, pronti a dare corpo e respiro a quelle stesse inquietudini impresse sulle tele. Una mostra da cui, indubbiamente, si uscirà profondamente cambiati.
Info utili
- Orari di apertura: 12.00 – 19.00 (esclusi festivi)
- Inaugurazione: 13 aprile 2026, ore 18.00
- Periodo di apertura: Dal 13 al 27 aprile 2026
- Dove: Galleria d’Arte Studio CiCo – Via Gallese 8/10/12, Roma
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