Cosa: Il progetto Ventunesimo Secolo, un format espositivo ibrido in cui sette artisti lavorano dal vivo trasformando gradualmente una mostra in un vero e proprio spettacolo.
Dove e Quando: L’evento si terrà presso il Teatro di Documenti (Via Nicola Zabaglia 42, Roma) domenica 3 maggio 2026, con ingresso rigidamente consentito dalle 18:30 alle 19:00.
Perché: Per assistere a un evento unico che riflette provocatoriamente sul conflitto tra società capitalista e dominazione della natura, sperimentando molteplici linguaggi espressivi in presa diretta.
La Capitale si prepara ad accogliere un esperimento artistico che promette di scardinare le tradizionali convenzioni della fruizione culturale. Domenica 3 maggio 2026, gli evocativi spazi del Teatro di Documenti ospiteranno Ventunesimo Secolo, un progetto audace promosso da “Progetto 8” e “Le Officine Universali”. L’evento sfugge a qualsiasi rigida categorizzazione: non si tratta semplicemente di una mostra d’arte statica, né di una pièce teatrale tradizionale, e nemmeno di una rassegna di performance scollegate. Al contrario, il pubblico si troverà immerso in un contenitore dinamico in cui le specifiche competenze di ciascun autore convergeranno per generare un’esperienza visiva, sonora e spaziale in continua evoluzione.
L’intersezione tra performance e arti visive
La peculiarità assoluta di Ventunesimo Secolo risiede nella sua struttura profondamente processuale. Per questa insolita occasione, infatti, gli artisti coinvolti abbandoneranno la dimensione privata e protetta dei propri studi e laboratori per trasferire il loro atto creativo direttamente “in scena”. Daniele Contavalli, Laura della Gatta, Claudio Marani, Massimo Napoli, Enrico Pulsoni, Claudia Quintieri e Giuseppe Scelfo lavoreranno a stretto contatto con gli spettatori, abbattendo la quarta parete che solitamente separa il creatore dal fruitore. Questa vicinanza permette di svelare il “dietro le quinte” dell’ispirazione artistica, trasformando l’osservatore in un testimone attivo del processo compositivo.
I linguaggi messi in campo per dare vita a questa narrazione corale sono molteplici e stratificati. Si passa dal disegno e la pittura tradizionale all’arte digitale, esplorando le potenzialità della fotografia, della videoarte e della scenografia virtuale, fino a toccare le corde dell’espressione corporea, della drammaturgia, della voce e della musica. Questa ricchezza mediatica è funzionale alla creazione di un ecosistema scenico in cui le singole discipline smettono di esistere come entità isolate per fondersi in un unicum espressivo, capace di stimolare simultaneamente tutti i sensi dell’osservatore e di tradurre l’urgenza di un messaggio collettivo in un linguaggio universale.
Natura e capitalismo: il cuore concettuale
L’intera architettura narrativa e performativa della serata trae la propria linfa vitale dal monologo Ventunesimo Secolo, scritto da Massimo Napoli. Il testo teatrale, datato 2024, funge da potente innesco per la riflessione collettiva, ponendo l’accento sulle drammatiche contraddizioni del nostro tempo. Al centro del dibattito vi è il fallimento ormai evidente del mito del totale possesso e dominio dell’essere umano sulla Natura. Napoli evoca immagini taglienti, ironizzando sulle false soluzioni ecologiche del nostro tempo: dalla provocatoria idea di abbattere la foresta amazzonica per eliminare il caos primordiale, fino alla finta integrazione del verde nelle abitazioni tramite vetri smerigliati ornati con motivi a foglie d’acero. Gli artisti in scena raccolgono questa provocazione, elaborando strategie estetiche per reagire a un sistema capitalista che finisce per opprimere sia la salute del pianeta sia le vite degli individui.
Questo conflitto si materializza vividamente nelle opere proposte. Il video Lì o là di Claudia Quintieri indaga la persistenza della presenza naturale all’interno del tessuto urbano iper-antropizzato, mostrando come la natura riesca a resistere persino tra le fredde rotaie di un tram, simboleggiata dal volo di un piccione. L’artista accompagnerà la proiezione distribuendo cartoline con paesaggi astratti e domande stimolanti per il pubblico. Claudio Marani, con la sua video-installazione Dialoghi con Flora, compie un ulteriore passo verso la riconnessione interspecie: applicando sensori tattili alle foglie di una pianta viva, permette agli spettatori di percepire tangibilmente la linfa e l’energia vitale di esseri tanto pacifici quanto vulnerabili.
Dinamiche creative e sperimentazioni in scena
L’elemento performativo e sonoro si declina attraverso approcci fortemente materici e sensoriali. Laura della Gatta, con l’opera Scherzo di Natura. Moto ondoso anomalo, affida la propria interpretazione all’improvvisazione musicale con l’arpa, abbinata all’azione trasformativa di tessuti olografico-iridescenti manipolati nello spazio scenico. Il risultato è un’onda anomala di vibrazioni luminose e sonore che evoca misteriosi spiriti acquatici. La riflessione sulla parola spetta invece a Daniele Contavalli, che con i suoi acrilici su tela e cartone Testo Secondo e Testo Terzo decostruisce i testi di Napoli. Attraverso strisce poetiche, l’artista ricrea il caos originario della lingua per approdare a una sintesi irrazionale che si fa nuovamente opera compiuta.
L’interazione con il pubblico raggiunge il suo apice nell’invito all’azione diretta e nell’indagine spaziale. Enrico Pulsoni presenta F.U.L. Fare Un Libro, un foglio didattico che fornisce allo spettatore tutte le istruzioni per realizzare autonomamente piccoli libretti e leporelli, trasformando il progetto in una potente metafora dell’indipendenza esecutiva senza la presenza del creatore. Parallelamente, Giuseppe Scelfo, con il suo Disegno interattivo e l’azione “Dammi il là”, guida un’esplorazione che intreccia pastelli, voce e musica. Attraverso lo studio della trasparenza e della luce, Scelfo restituisce la visione di uno spazio umano profondamente frammentato, ma che conserva intatta la propria imperscrutabile e luminosa essenza.
Info utili
- Indirizzo: Teatro di Documenti, Via Nicola Zabaglia 42, Roma.
- Date: Domenica 3 maggio 2026.
- Orari: L’evento ha inizio alle ore 19:00. L’ingresso è rigorosamente consentito solo nella fascia oraria dalle 18:30 alle 19:00. Oltre le ore 19:00 non sarà più possibile accedere alla sala.
- Prenotazioni: L’accesso alla mostra/spettacolo è soggetto a prenotazione obbligatoria. Per riservare il proprio posto è necessario contattare direttamente il teatro ai numeri 06 45545878 o 3288475891, oppure inviare una mail a teatrodidocumenti@libero.it.
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