- Cosa: Un importante evento culturale e performativo dedicato all’universo femminile, che intreccia monologhi, fashion show civico e teatro per indagare il ruolo e i diritti della donna.
- Dove e Quando: Presso la Sala della Protomoteca dei Musei Capitolini, in Campidoglio a Roma. L’appuntamento è fissato per il 27 maggio 2026 alle ore 17:00.
- Perché: Per decostruire gli stereotipi legati alla figura femminile, offrendo al pubblico una preziosa rilettura contemporanea che unisce l’educazione civica all’espressione artistica delle nuove generazioni.
Nel cuore pulsante e istituzionale della capitale, la storica e prestigiosa cornice del Campidoglio si prepara ad accogliere un appuntamento culturale di eccezionale rilevanza, profondamente radicato nell’attualità e dedicato alla poliedrica esplorazione dell’identità femminile. La suggestiva Sala della Protomoteca, all’interno dei Musei Capitolini, ospiterà infatti il grande evento conclusivo organizzato dal Polo Liceale Alighieri-Caravillani, istituto che unisce le anime dell’indirizzo classico e di quello artistico. Il progetto, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, si propone come una serata ibrida tra cultura, educazione e cittadinanza attiva, ponendo le basi per una riflessione strutturata sul ruolo della donna nella società contemporanea. Attraverso l’impegno degli studenti e dei docenti, il palcoscenico capitolino si trasformerà in una cassa di risonanza per tematiche urgenti e universali, dimostrando come la scuola pubblica possa essere un vitale incubatore di pensiero critico e consapevolezza civica.
Chiaroscuri emotivi: esplorare la complessità
L’apertura di questa intensa rassegna culturale, introdotta dai saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Dott.ssa Gioconda Martucci, è affidata a un momento di profonda introspezione teatrale. Il pubblico sarà infatti guidato all’interno delle dinamiche più intime della psiche femminile attraverso il monologo Chiaroscuri, un’opera scritta e magistralmente interpretata dalla Prof.ssa Valentina Pansini. Questo intervento iniziale non si limita a essere una semplice esibizione, ma funge da vera e propria chiave di lettura per l’intera manifestazione, introducendo i concetti fondamentali di dualità e contrasto che definiscono l’esistenza moderna.
Come suggerisce il titolo stesso dell’opera, l’intento è quello di portare alla luce le zone d’ombra e i bagliori luminosi che costellano la vita di ogni donna. L’accento viene posto sulle innumerevoli sfaccettature dell’identità, esplorando con delicatezza e incisività le vulnerabilità silenziose e le vittorie conquistate a fatica nel corso del tempo. Il monologo Chiaroscuri scardina la visione bidimensionale dei ruoli di genere preimpostati, offrendo agli spettatori uno specchio in cui riflettersi e riconoscere l’assoluta necessità di abbracciare la complessità umana, senza ricorrere a facili semplificazioni o a etichette riduttive.
Il linguaggio del corpo: la moda diventa atto civico
La narrazione dell’evento si sposta successivamente dal piano della recitazione a quello della comunicazione visiva ed estetica, grazie a un innovativo fashion show intitolato Trame comuni: Il tessuto dei diritti. Curato sapientemente dal Dipartimento di Design della Moda del Liceo Artistico Caravillani, con la supervisione dei professori Marta Mucciante, Salvatore Sanfilippo e Manuel Castagna, questo momento performativo sovverte i canoni tradizionali della passerella. La sfilata segna un passaggio concettuale potentissimo: il corpo cessa di essere un mero oggetto estetico da ammirare passivamente e si eleva a corpo civico, portatore di messaggi sociali e politici di vitale importanza.
Gli abiti ideati e realizzati dalle studentesse e dagli studenti diventano un vero e proprio linguaggio articolato, una testimonianza tangibile in cui ogni cucitura e ogni scelta tessile raccontano storie di diritti negati o rivendicati. La moda, spesso relegata all’effimero, viene qui riappropriata del suo potenziale sovversivo e identitario. Le creazioni sfilano nella Sala della Protomoteca come manifesti di libertà, trasformando l’atto del vestirsi in un’azione poetica e consapevole, capace di interrogare chi guarda sulle costrizioni sociali ancora imposte all’universo femminile e sulla necessità di tessere, insieme, nuove trame di uguaglianza e rispetto reciproco.
La rilettura di un mito: Elena oltre la classicità
A coronamento di questo straordinario percorso multidisciplinare, il laboratorio teatrale della scuola porta in scena ELENA: Indagine di un mito, un’opera che affonda le proprie radici nella tradizione classica per proiettarsi vigorosamente nel nostro presente. Sotto l’attenta regia di Adriano Evangelisti e Francesca Pimpinelli, con la supervisione della referente Prof.ssa Edvige Acierno e le suggestive musiche di Chris Haigh, un nutrito cast di giovani attori offre al pubblico una rilettura critica di una delle figure più controverse e affascinanti dell’antichità. La rappresentazione scava sotto la superficie del mito, decostruendo l’immagine patriarcale di Elena come passiva causa di conflitti e guerre devastanti.
L’operazione drammaturgica messa in atto dagli studenti libera la protagonista dalle pesanti interpretazioni e dai giudizi storici imposti dallo sguardo altrui. Dal palcoscenico emerge così una donna autonoma, complessa e vibrante, capace di rivendicare la propria voce e la propria capacità di scelta. Questo ambizioso progetto laboratoriale non è solo un esercizio di stile sul teatro greco, ma un viaggio introspettivo che unisce la solennità della classicità all’urgenza dell’attualità. Attraverso le parole di Elena, le nuove generazioni parlano direttamente ai loro coetanei e agli adulti, ribadendo che il diritto all’autodeterminazione e la lotta contro il pregiudizio sono battaglie antiche quanto l’umanità, ma che richiedono un impegno quotidiano e ininterrotto per essere vinte.
Info utili
- Dove: Sala della Protomoteca, Musei Capitolini, Campidoglio, Roma.
- Quando: 27 maggio 2026.
- Orario: 17:00.
