- Cosa: Il simposio internazionale e progetto multidisciplinare “Una storia italiana. Marcinelle 1956–2026”, sotto la direzione artistica di Pino Strabioli.
- Dove e Quando: Il percorso culturale si apre al Teatro de’ Servi di Roma il 18 maggio 2026 alle ore 18:30.
- Perché: Per non dimenticare la tragedia del Bois du Cazier, unendo arti performative, indagine storica e impegno civile in un evento dedicato ai diritti dei lavoratori.
Il panorama culturale della capitale si appresta a vivere un momento di profonda riflessione storica e sociale. A settant’anni dal disastro minerario che ha segnato in modo indelebile la storia del Novecento europeo, il progetto multidisciplinare “Una storia italiana. Marcinelle 1956–2026” si propone di restituire al pubblico, sia in patria che all’estero, il reale e profondo significato della sciagura del Bois du Cazier. In quel drammatico 8 agosto 1956 persero tragicamente la vita 262 lavoratori, di cui ben 136 erano cittadini italiani. Affidato all’attenta e misurata direzione artistica di Pino Strabioli, questo prezioso contenitore si configura come un vero e proprio dispositivo culturale in grado di intrecciare le arti performative, la rigorosa ricerca storica e il necessario impegno civile. L’obiettivo primario è quello di trasformare la mera commemorazione istituzionale in un autentico e toccante racconto condiviso. Il grande valore etico ed estetico dell’iniziativa ha permesso al progetto di essere assegnatario del fondamentale contributo del MIC nell’ambito dei Progetti Speciali 2026 dedicati al teatro.
La complessa vicenda di Marcinelle assume i contorni di uno specchio fedele in cui si riflette l’Italia del secondo dopoguerra. Era un Paese frammentato, unito più dal comune denominatore della fatica e dal duro lavoro lontano da casa che non dalla formale retorica nazionale. Gli innumerevoli minatori emigrati, provenienti da svariate regioni della penisola, portarono nel cuore del Belgio un inestimabile e variopinto mosaico composto da dialetti antichi, culture diverse, tradizioni popolari, ritualità familiari radicate e malinconici canti di miniera. Questo straordinario patrimonio immateriale compone oggi un quadro sociologico che rinnova e arricchisce la percezione della nostra identità italiana contemporanea. Allo stesso tempo, l’intero progetto assume un respiro spiccatamente internazionale. Ricordando che l’immane tragedia coinvolse lavoratori provenienti da dieci Paesi differenti, l’opera evidenzia come da quel sacrificio collettivo sia nata una nuova coscienza europea incentrata sulla sicurezza e sui sacrosanti diritti dei lavoratori, un elemento cardine che ha rafforzato per sempre i legami storici e politici tra l’Italia, il Belgio e l’intera Unione Europea.
Il simposio romano e la missione educativa
Il lungo viaggio della memoria prenderà ufficialmente il via nella capitale con un appuntamento di altissimo profilo. Il 18 maggio 2026, con inizio fissato alle ore 18:30, il prestigioso Teatro de’ Servi di Roma ospiterà l’atteso simposio internazionale intitolato “Marcinelle e l’Europa del lavoro”. Questo vitale incontro capitolino sarà magistralmente condotto da Pino Strabioli e si fregerà della partecipazione straordinaria di Fausto Bertinotti. La sua presenza sarà essenziale per intavolare una lucida e profonda riflessione sulle complesse politiche migratorie attuali e sull’imprescindibile tematica della sicurezza sul lavoro. Per far sì che il dibattito non resti confinato al solo ambito intellettuale, la serata verrà dinamicamente arricchita da intense letture drammatizzate e suggestivi interventi scenici curati dall’attore Ariele Vincenti e dal talento corale del cast teatrale.
L’impegno civile di “Una storia italiana” valica però i confini fisici del palcoscenico per entrare direttamente nei luoghi della formazione. L’arte si eleva a potente veicolo di educazione civica grazie alla strutturazione di un innovativo video laboratorio interamente rivolto agli istituti scolastici e alle aule universitarie. Questo articolato percorso didattico, basato sull’analisi critica di materiali storici d’archivio e commoventi testimonianze dirette, è stato concepito per stimolare nei giovani una riflessione attiva e consapevole sui diritti inalienabili dei lavoratori e dei migranti, creando un costante parallelismo tra le sfide di ieri e quelle di oggi alla luce dei princìpi della Costituzione italiana. Il percorso educativo culminerà in modo estremamente concreto con la redazione partecipata di una “Carta della sicurezza”. Si tratterà di un vero e proprio documento programmatico in cui i giovani studenti potranno proporre azioni tangibili e mirate per tutelare la dignità umana in ogni ambito lavorativo moderno.
La drammaturgia e l’esperienza scenica
Il vertice emotivo e performativo dell’intero progetto prenderà vita il 15 giugno 2026. In questa data, l’atteso spettacolo teatrale omonimo, “Una storia italiana”, celebrerà la sua prestigiosa premiere presso l’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, sfruttando una fondamentale rete di partnership che coinvolge anche l’Ambasciata d’Italia per trasformare la memoria in un processo culturale vivo e generatore di coesione sociale. La complessa regia dell’opera è firmata a quattro mani dai talentuosi Luca Ferrini e Ariele Vincenti. Quest’ultimo, oltre ad aver curato l’intenso testo drammaturgico, sarà anche il protagonista indiscusso sul palco belga, affiancato dalle abili interpretazioni di Francesco Cassibba, Sarah Nicolucci, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti e dello stesso Luca Ferrini. La produzione si delinea come un autentico esperimento di teatro civile, progettato per narrare minuziosamente la cruda vita dei minatori negli anni Cinquanta. Attraverso un sapiente mix di testimonianze reali e ricostruzioni certosine, l’opera si avvale di un’avvolgente drammaturgia sonora capace di trasformare la miniera in un vero e proprio personaggio vivo e incombente.
Per abbattere ogni barriera emotiva e accorciare drasticamente la distanza psicologica tra attore e spettatore, la pièce adotta un linguaggio scenico marcatamente contemporaneo. La struttura narrativa è stata concepita come una totalizzante esperienza multisensoriale, sapientemente articolata in sette tappe altamente simboliche. Il pubblico verrà inizialmente accolto dalle rudimentali “Valigie di cartone” della Partenza, per poi essere trascinato nel sovraffollamento claustrofobico dei vagoni in “28 ore in cinque giorni” durante la fase del Viaggio. Successivamente, l’Arrivo sarà segnato dall’impatto viscerale con “Le baracche di Marcinelle”, anticamera della discesa e immersione fisica nel “Ventre del pozzo” oscuro della Miniera. La narrazione esplorerà poi “La solidarietà che resiste” all’interno della Comunità operaia, prima di convergere verso lo straziante rito corale dell'”8 agosto 1956″, culmine della Tragedia. Lo spettacolo si chiuderà con un commovente Requiem sonoro intitolato “La musica della miniera”, un momento in cui pubblico e interpreti si fonderanno in uno spazio di inestimabile memoria comune.
Foto: courtesy Sisi Communication
Info utili
- Dove (Roma): Teatro de’ Servi
- Dove (Belgio): Istituto Italiano di Cultura (IIC) Bruxelles
- Quando (Roma): 18 maggio 2026, ore 18:30 (Incontro di apertura)
- Quando (Belgio): 15 giugno 2026 (Premiere dello spettacolo)
- Eventi didattici: Da maggio a giugno 2026 presso Istituti Scolastici e Università
