- Cosa: Una rassegna multidisciplinare che include A porte chiuse, il concerto di Dayramir Gonzales e lo spettacolo Frankenstein.
- Dove e Quando: Teatro Tor Bella Monaca, Roma; dal 16 al 19 aprile.
- Perché: Per vivere un’esperienza culturale immersiva che spazia dal dramma esistenzialista alla vibrante musica cubana, fino all’inquietudine del teatro di figura.
La primavera romana si accende di nuove suggestioni culturali grazie alla programmazione del Teatro Tor Bella Monaca, che dal 16 al 19 aprile propone un cartellone denso e trasversale. Situato in un quartiere periferico ma centrale per la vitalità artistica della capitale, il teatro si conferma un polo di attrazione per chi cerca proposte sceniche capaci di stimolare il pensiero e appagare i sensi. In questi quattro giorni, il palcoscenico diventerà un crocevia di generi e linguaggi: dalla prosa psicologica e tagliente, al virtuosismo pianistico internazionale, fino alle sperimentazioni visive e narrative del teatro d’animazione. Un trittico di eventi che promette di coinvolgere il pubblico in riflessioni profonde sull’animo umano e sulla bellezza dell’arte dal vivo.
L’inferno relazionale di A porte chiuse
A dominare la scena per l’intero fine settimana è la rilettura di un classico del Novecento: A porte chiuse, diretto da Alessia Tona. Lo spettacolo ci proietta in un incubo lucido e claustrofobico, introdotto da un misterioso Valletto che accompagna un uomo, Garcin, all’interno di una stanza spoglia. L’ambiente è asfissiante nella sua semplicità: non ci sono finestre verso l’esterno, né specchi in cui potersi riflettere e riconoscere. Il pubblico comprende rapidamente di trovarsi di fronte a una rappresentazione terrena dell’inferno, un aldilà atipico dove mancano le fiamme e i demoni tradizionali. A Garcin si uniscono presto due figure femminili, Inès e Stella, in un’attesa logorante del momento in cui la vera tortura avrà inizio.
Tuttavia, la punizione si rivela essere di natura puramente psicologica. I tre personaggi capiscono di essere stati scelti per tormentarsi a vicenda, intrappolati in un gioco di specchi distorti dove i ricordi, i delitti, le miserie e le passioni del passato riaffiorano senza pietà. Se inizialmente riescono a intravedere frammenti di ciò che accade sulla Terra, questo legame si indebolisce progressivamente fino a svanire, lasciandoli in balia di se stessi e del giudizio implacabile degli altri. In scena, un cast corale – tra cui spiccano Caterina Cianfa, Carlo Falconetti, Eleonora Lipuma e Marco Masiello – dà corpo a questa ragnatela di tensioni invisibili. Sebbene la porta rimanga emblematicamente aperta, nessuno troverà la forza di fuggire, condannati all’eterna prigionia delle relazioni umane che loro stessi hanno tessuto.
Le vibrazioni caraibiche di Dayramir Gonzales
Venerdì 17 aprile, l’atmosfera del teatro subirà una radicale trasformazione per accogliere un evento di risonanza internazionale: The Art Of Cuban Piano. Protagonista assoluto della serata sarà Dayramir Gonzales, riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del pianismo cubano contemporaneo. Questo concerto solista rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi in un panorama musicale ricco, stratificato e pulsante, capace di raccontare la storia di un intero popolo attraverso il linguaggio universale dei tasti bianchi e neri. Gonzales non è solo un esecutore brillante, ma un vero e proprio ambasciatore della cultura musicale della sua terra d’origine.
Il repertorio proposto attraverserà epoche e stili con grande fluidità, partendo dalle radici della musica classica cubana del XIX secolo per arrivare alle complesse evoluzioni del jazz afro-cubano moderno. La forza espressiva di Gonzales risiede nella sua capacità di far dialogare il rigore accademico con l’istinto percussivo e vitale tipico delle tradizioni caraibiche. Il pubblico romano potrà così viaggiare dalle atmosfere romantiche e sincopate dei salotti dell’Avana ottocentesca, fino alle esplosioni ritmiche contemporanee, in un crescendo di virtuosismo e passione che sottolinea l’inesauribile energia della musica latina.
Il limite dell’umano in Frankenstein
Il terzo pilastro di questa ricca offerta teatrale è rappresentato da un’affascinante e inquietante rielaborazione del mito di Frankenstein. Lo spettacolo si avventura nei territori oscuri e suggestivi del teatro di figura, intrecciando la presenza fisica dell’attore con l’animazione di pupazzi e l’antica arte della ventriloquia. Questa tecnica peculiare permette di creare in scena un vero e proprio sdoppiamento teatrale, dove il creatore e la sua creatura condividono lo spazio non solo come personaggi distinti, ma come doppi psicologici l’uno dell’altro. La mostruosità e l’umanità si fondono e si confondono in un dialogo visivo di grande impatto.
Attraverso questo linguaggio sperimentale, la narrazione esplora in profondità il confine sottile che separa ciò che è umano da ciò che non lo è. Il palcoscenico si trasforma in un laboratorio delle emozioni umane, dove viene messo a nudo il desiderio prometeico, tanto affascinante quanto intrinsecamente pericoloso, di infondere la vita e dominare la natura. I pupazzi, solitamente associati a una dimensione ludica, assumono qui connotati drammatici e perturbanti, restituendo al capolavoro di Mary Shelley tutta la sua originaria potenza evocativa e invitando gli spettatori a interrogarsi sui limiti dell’ambizione e sulle responsabilità legate all’atto creativo.
Info utili
- Sede: Teatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti, Roma. (Raggiungibile con Metro C o Linea Bus 20).
- Orari spettacoli: Ore 21:00; domenica ore 17:30.
- Biglietteria: Dal martedì alla domenica, dalle 10:30 alle 21:30.
- Biglietti: Intero 12,00 Euro; Ridotto 10,00 Euro; Giovani 8,00 Euro; GIFT CARD 78,00 Euro (10 ingressi). Acquisto online disponibile su Vivaticket.
- Parcheggio: Ampio parcheggio disponibile.
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