- Cosa: Lo spettacolo Pasolini. Sotto gli occhi di tutti, diretto da Valentina Cognatti.
- Dove e Quando: Allo Spazio Diamante di Roma (Sala White), il 1 e 2 aprile 2026.
- Perché: Un’opera pluripremiata che esplora l’anima dello scrittore attraverso il linguaggio del teatro fisico e un’innovativa scenografia sospesa.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento di grande spessore intellettuale e artistico con il ritorno sulle scene di Pasolini. Sotto gli occhi di tutti. Prodotto dalla Margot Theatre Company, questo spettacolo non è una semplice biografia teatrale, ma un’immersione viscerale nella psiche e nella poetica di uno dei pensatori più scomodi e lucidi del Novecento italiano. Attraverso una narrazione che fonde gesto, parola e immagine, la regista Valentina Cognatti porta sul palco un Pier Paolo Pasolini sospeso tra la nostalgia per un passato rurale e l’orrore per l’omologazione della società dei consumi.
L’opera arriva allo Spazio Diamante forte di una scia di successi e riconoscimenti nazionali, tra cui la vittoria del Premio Fantasio Festival 2021 e del Premio Scintille Teatro 2022, oltre a essere approdata come finalista a Presente Futuro ’23 presso il Teatro Libero di Palermo. Questi traguardi testimoniano l’efficacia di un linguaggio scenico che riesce a parlare alle generazioni odierne, recuperando la forza profetica del messaggio pasoliniano senza cadere nel didascalismo, ma anzi, elevando il conflitto umano a una dimensione universale e profondamente poetica.
La società come pedana: un equilibrio precario
Il fulcro visivo e simbolico dell’intero allestimento è rappresentato da una pedana di legno sospesa, sorretta fisicamente dalle braccia dei sette interpreti. Questo elemento scenografico non è un semplice arredo, ma una metafora potente della società italiana degli anni ’60, un Paese in bilico, sospeso nel Mediterraneo eppure schiacciato da trasformazioni repentine. La pedana sovrasta lo scrittore, lo isola e lo costringe a un confronto perpetuo con una struttura sociale che sembra volerne soffocare l’identità. È un muro, un soffitto o un pavimento instabile, che si muove come il mare, impedendo un equilibrio definitivo e riflettendo la condizione di perenne esule di Pasolini.
Sotto e sopra questa struttura si muove il protagonista, interpretato da un singolo attore che incarna la solitudine visionaria del poeta. Mentre lui resta fisso nel suo nucleo di pensiero e tormento, gli altri sei attori si trasformano in una moltitudine di figure: sono la borghesia nascente, i giovani figli del benessere, ma anche i derelitti delle periferie, gli amici, i confidenti e i feroci accusatori. L’utilizzo delle tecniche del physical theatre permette di rendere tangibile la fatica del sorreggere e del cadere, trasformando la recitazione in una performance atletica e spirituale che toglie il fiato, restituendo il senso di soffocamento che Pasolini stesso denunciava nei suoi scritti.
Le donne e la ricerca della purezza
Un aspetto fondamentale dello spettacolo è il focus sulle figure femminili che hanno costellato la vita di Pier Paolo Pasolini, interpretate con versatilità dall’attrice in scena. Emergono così i ritratti di donne straordinarie come la madre Susanna, porto sicuro di una vita tempestosa, o amiche e muse del calibro di Laura Betti, Maria Callas e Anna Magnani. Queste figure non sono semplici comparse, ma rappresentano l’ancora di salvezza del poeta, la sua continua ricerca di una purezza e di una sensibilità che il mondo circostante sembrava aver smarrito. Attraverso questi dialoghi ideali, lo spettatore scopre il lato più intimo e fragile dello scrittore, lontano dalle aule di tribunale e dalle polemiche giornalistiche.
Accanto alle immagini feroci di un’Italia che cambia, lo spettacolo delinea momenti di estrema dolcezza e speranza. Sono i ricordi di una vita personale che riaffiorano tra le pieghe della lotta politica e civile, attimi in cui il protagonista riesce ad astrarsi dal conflitto per ritrovare una genuinità perduta. Questa alternanza tra la durezza dell’impatto fisico sulla pedana e la delicatezza delle evocazioni femminili crea un ritmo drammaturgico incalzante, capace di restituire la complessità di un uomo che è stato “sotto gli occhi di tutti” ma che, forse, è stato compreso da pochissimi.
Un viaggio nel cinema e nella parola
Pasolini. Sotto gli occhi di tutti si configura anche come un omaggio alla vasta produzione cinematografica e letteraria dell’autore friulano. Le suggestioni visive dello spettacolo richiamano la matericità delle sue inquadrature, la sacralità del povero e la tragica bellezza del sottoproletariato romano. La regia di Valentina Cognatti coordina un cast corale composto da Serena Borelli, Andrea Carpiceci, Gabriel Durastanti, Luca Morciano, Alessandro Pisanti, Michelangelo Raponi e Alice Staccioli, i quali prestano corpo e voce a un mosaico di esistenze che orbitano attorno al Sole nero di Pasolini.
In questo viaggio nella poetica pasoliniana, il teatro fisico diventa lo strumento d’elezione per analizzare il rapporto teso tra l’intellettuale e la comunità. Non c’è spazio per la staticità: si sale, si scende, si sorreggono oggetti che diventano simboli, si mostrano immagini che sono ferite ancora aperte. Lo spettatore è invitato non solo a guardare, ma a percepire fisicamente lo scontro con il “meccanismo perpetuo della borghesia”, uscendo dalla sala con la consapevolezza che, a distanza di decenni, la voce di Pasolini continua a interrogarci con una forza che non accenna a diminuire.
Info utili
- Sede: Spazio Diamante (Sala White), Via Prenestina 230/B, 00176 Roma.
- Date e orari: Mercoledì 1 e giovedì 2 aprile 2026, ore 20.30.
- Biglietti: Lo Spazio Diamante offre soluzioni flessibili: Biglietto Supporter a 19 euro, Biglietto Standard a 15 euro, Biglietto Agevolato a 12 euro.
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