- Cosa: Le Ali della Libertà — quando il teatro libera e include, una rassegna di cinque spettacoli tra teatro, danza e performance civile.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Rossellini di Roma, dal 23 al 27 marzo 2026, ogni sera alle ore 20.00.
- Perché: Per scoprire come l’arte scenica possa trasformarsi in uno strumento concreto di riscatto sociale per persone con disabilità, detenuti e individui ai margini.
Il teatro non è mai solo una finzione, ma uno specchio in cui la società riflette le proprie ombre e, talvolta, trova la forza di dissiparle. Da questa urgenza civile e artistica nasce la rassegna Le Ali della Libertà — quando il teatro libera e include, un progetto ideato da Giovanni Anversa e Isabella Di Cola per ATCL (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio). In programma dal 23 al 27 marzo presso lo Spazio Rossellini di Roma, l’iniziativa si propone di dare voce e dignità a chi troppo spesso rimane confinato ai margini dello sguardo pubblico: persone con disabilità, individui segnati dall’esperienza della detenzione o vite sospese tra isolamento e migrazione.
Il titolo della rassegna, che richiama uno dei capolavori più amati della storia del cinema, non è una semplice suggestione estetica ma una vera dichiarazione d’intenti. Salire sul palcoscenico diventa un atto di libertà reale, un gesto capace di restituire ali a chi ha vissuto la reclusione — fisica, psichica o sociale. Attraverso cinque serate consecutive, lo spettatore è invitato a partecipare a un percorso che intreccia linguaggi differenti, dalla satira di Dario Fo alla danza contemporanea, fino alla testimonianza civile, dimostrando che l’arte è una pratica viva capace di generare comunità e trasformazione condivisa.
Un ponte tra tradizione giullaresca e ricerca integrata
L’apertura della rassegna, prevista per il 23 marzo, è affidata a un classico intramontabile del teatro politico universale: Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame. Interpretato da Matthias Martelli per la regia di Eugenio Allegri, lo spettacolo riporta in scena il vigore delle “giullarate”. In questa versione, il grammelot di Fo diventa lo strumento per dare voce al popolo in opposizione alla storia ufficiale, demistificando il potere attraverso l’arma del riso e del grottesco. È un ritorno alle radici della narrazione, dove l’attore, solo in scena, trasforma il proprio corpo in un giornale parlato, capace di passare dal sacro al profano con una vitalità che, a dieci anni dalla scomparsa del Premio Nobel, appare più necessaria che mai.
Il 24 marzo il focus si sposta sulla ricerca pedagogica con La comprensione della diversità – Trent’anni di ricerca teatrale integrata. Questo progetto, curato da Roberto Gandini, rappresenta l’esito di un lungo cammino artistico del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli. Sul palco, 19 attori con e senza disabilità presentano un “work in progress” di Pinocchia, adolescente di legno, opera che debutterà ufficialmente a maggio. Attraverso la figura di Pinocchio, inteso come il “diverso” per antonomasia, lo spettacolo indaga la ricerca disperata di un’identità durante l’adolescenza, trasformando le prove in uno spazio di ricerca dove il senso della performance prende forma progressivamente attraverso l’elaborazione collettiva.
L’isolamento moderno e il grido della libertà
La rassegna prosegue il 25 marzo esplorando un fenomeno sociale contemporaneo di grande impatto: l’isolamento volontario dei giovani. Con Hikikomori, il coreografo Vito Alfarano indaga attraverso la danza il silenzio di chi sceglie di ritirarsi dalla vita sociale. La performance traduce in gesti e corpi il percorso che conduce alla separazione dal mondo, evidenziando come la tecnologia sia spesso un rifugio e non la causa del ritiro. Un elemento innovativo è l’autonomia tecnica dei danzatori, che gestiscono luci e suoni tramite dispositivi Bluetooth, simboleggiando il controllo totale che gli “hikikomori” esercitano sul proprio microcosmo domestico.
Il 26 marzo la scena si fa testimonianza diretta di resistenza politica con La Caja de Concreto. L’attivista venezuelano Lorent Saleh, diretto da Alessandro Ienzi, porta sul palco il racconto della sua prigionia sotto una dittatura. Lo spettacolo esplora il confine tra lo spazio fisico di una cella bianca e gelida e lo spazio invisibile dell’animo umano, l’unico che nessuna sbarra può contenere. È un viaggio dentro l’esigenza naturale di essere liberi, un atto di resistenza che interroga il pubblico sul significato profondo di responsabilità e umanità di fronte alla violenza estrema esercitata da un altro essere umano.
L’amore come atto di resistenza e giustizia
Il gran finale della rassegna, il 27 marzo, è affidato a G+R – Di muri abbattuti e cuori aperti, una produzione di Bartolini/Baronio nata dal lavoro svolto presso il centro interculturale Matemù. Lo spettacolo unisce teatro, musica, rap e breakdance in un viaggio ispirato al Romeo e Giulietta di Shakespeare. Qui, il testo classico viene reinterpretato alla luce delle parole della scrittrice bell hooks, secondo cui “senza giustizia non può esserci amore”. I giovani performer portano in scena un sogno di un mondo senza muri, dove l’amore non è morte ma vita e possibilità di scegliere chi essere, indipendentemente dai nomi e dalle etichette imposte dalla società.
Le Ali della Libertà non si configura quindi come una semplice sequenza di eventi spettacolari, ma come un attraversamento civile e poetico. Coinvolgendo realtà accademiche come l’Università Roma Tre e la Sapienza, la rassegna intesse una rete viva con il territorio romano, riaffermando con forza la funzione sociale del teatro. Come sottolineato dai direttori artistici, salire su questo palco significa mettere simbolicamente “le ali” alla propria unicità, trasformando il linguaggio artistico in uno strumento di riscatto per chiunque si senta, per una ragione o per l’altra, confinato in una prigione esistenziale.
Info utili
- Indirizzo: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Orario spettacoli: Ore 20.00.
- Biglietto intero online: 10,00 € + 2,00 € d.p.
- Biglietto intero botteghino: 12,00 €.
- Biglietto ridotto botteghino: 5,00 €.
- Parcheggio: Gratuito e custodito in Via della Vasca Navale 70 (non disponibile il 23 marzo).
- Contatti: Tel. 345 2978091.
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