Dal 9 giugno al 18 luglio, all’Ippodromo delle Capannelle e alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: sedici anni, oltre trecento concerti, più di tre milioni di persone. Se c’è un rito estivo romano che non tramonta, è questo.
C’è una cosa che Roma sa fare meglio di chiunque altra: prendere qualcosa di già bello, come una notte d’estate, un cielo che non si decide mai a diventare completamente buio, la sensazione di essere vivi e di non doverlo giustificare, e trasformarla in un’esperienza collettiva che poi, a settembre, si fa fatica a ricordare senza un po’ di nostalgia.
Rock in Roma è questo!
Non solo un festival e un cartellone di concerti: è un appuntamento puntuale come un rito laico che quest’anno, con la sedicesima edizione, si ripresenta più solido che mai.
Tutto comincia il 9 giugno e finisce il 18 luglio, con diciassette concerti distribuiti tra due location che non potrebbero essere più diverse tra loro — e che è proprio questa diversità a rendere il progetto intelligente. Da un lato l’Ippodromo delle Capannelle, con le sue distese aperte capaci di inghiottire folle immense senza che nessuno si senta schiacciato; dall’altro la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, che è tutto l’opposto: raccolta, acustica impeccabile, con quella sensazione di stare dentro qualcosa di progettato apposta per la musica. Due spazi, due esperienze, una sola anima — e la stessa promessa: ascoltare qualcosa di grande, insieme.
La musica, che è poi il punto
Il cartellone 2026 è quello che di solito si chiama “trasversale” — e in questo caso l’aggettivo non è un modo elegante per dire che hanno messo dentro un po’ di tutto. È che davvero hanno messo dentro un po’ di tutto, ma con una logica. Rock, pop, urban, indie, cantautorato italiano, alternative metal: il festival non si vergogna di nessuna delle sue anime, e ha ragione.
All’Ippodromo delle Capannelle arrivano i The Offspring, con special guests A Day To Remember e Sleep Theory — una data che da sola basterebbe a giustificare l’estate. Ci sono i Counting Crows (con i Bull Brigade), i Mumford & Sons with Caamp, gli OneRepublic. E poi c’è l’Italia, quella che all’estero si tende a sottovalutare e che invece sa ancora riempire spazi enormi con un’energia tutta sua: Negramaro, Caparezza, Litfiba, Bluvertigo (e sì, Morgan è un capitolo a parte, come sempre), Emma, Mannarino, Gemitaiz, Luchè, Pippo Sowlo e Olly — quest’ultimo già sold out, a dimostrazione che certe cose non hanno bisogno di spiegazioni.
Alla Cavea il tono si fa più intimo ma non meno potente: Ben Harper & The Innocent Criminals, gli Europe (la band, non il continente, anche se a volte ci si confonde) e un nome che non ha bisogno di presentazioni, Marilyn Manson, con special guest Vowws. Anche qui: sold out. Rapidamente.
Numeri che raccontano una storia
Sedici anni. Trecento concerti. Tre milioni di spettatori. Sono cifre che, dette così di fila, rischiano di sembrare un comunicato stampa — e in parte lo sono — ma che in realtà raccontano qualcosa di più semplice: Rock in Roma ha funzionato perché ha capito prima degli altri che Roma non è solo una città di passaggio per i grandi tour mondiali. È una tappa che vale da sola, con un pubblico esigente, appassionato, capace di riempire sia la Cavea che le Capannelle con la stessa intensità. I fondatori e direttori artistici Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani lo sanno da sempre, e la cura artistica di Armando Perticaroli — insieme alla produzione di THE BASE — ha garantito nel tempo nomi come i Rolling Stones, Bruce Springsteen, Radiohead, Måneskin. Non male, per un festival che parte dalla convinzione che la musica dal vivo sia ancora, nonostante tutto, la forma di comunicazione più diretta che esiste.
Il festival è anche altro
Perché non è mai solo la musica, nel senso stretto. Rock in Roma porta con sé una serie di cose che negli anni sono diventate parte integrante dell’esperienza: le isole ecologiche per la raccolta differenziata nelle aree dei concerti (sì, ci vuole impegno anche ad un festival), le partnership con Save the Children e UNICEF Italia, con i loro dialogatori presenti per raccontare i programmi di protezione per i bambini più vulnerabili. E poi la logistica, che per chi viene da fuori quartiere fa tutta la differenza: la convenzione con Trenitalia (Frecciarossa) per chi arriva da fuori città, i monopattini e le e-bike Lime per i più sportivi, e il servizio navetta di Eventi in Bus per tornare a casa dalla Stazione Termini nel post-concerto — gestito in sinergia con la startup Come Back Home, che si occupa di mobilità notturna giovanile. La sicurezza degli impianti è affidata alle tecnologie di Airfire; la voce ufficiale del festival è Rai Radio 2, che seguirà concerti e retroscena sui propri canali.
Come fare
I biglietti e tutte le informazioni aggiornate — date, prezzi, eventuali aggiunte al programma — sono disponibili su Rockinroma.com. Considerati i sold out già registrati, il consiglio è di non aspettare troppo: l’estate romana ha i suoi ritmi, e certi concerti non aspettano.
Info utili
- Venue: Ippodromo delle Capannelle e Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Cavea).
- Date: Dal 9 giugno al 18 luglio 2026.
- Biglietti: Informazioni e prevendite disponibili su Rockinroma.com.
