Cosa: Quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, con un ricco palinsesto di circa 100 spettacoli, 240 repliche e la partecipazione di circa 1000 artisti provenienti da tutto il mondo.
Dove e Quando: In diversi luoghi nevralgici della capitale, dall’8 settembre al 15 novembre 2026.
Perché: Per immergersi in un vasto laboratorio interdisciplinare in cui musica, danza, teatro e creazione digitale esplorano le complessità e le trasformazioni del mondo presente.
La capitale italiana si prepara ad accogliere nuovamente una delle rassegne culturali più attese e prestigiose d’Europa: il Romaeuropa Festival, giunto alla sua quarantunesima edizione sotto la sapiente direzione di Fabrizio Grifasi. Fin dalla sua genesi, l’evento si è distinto per la capacità di superare l’idea di semplice vetrina artistica, ergendosi a vero e proprio avamposto di confronto e sperimentazione. Le dichiarazioni del Presidente della Fondazione Guido Fabiani sottolineano come, in un’epoca storica attraversata da forti tensioni e profonde metamorfosi, l’orizzonte europeo promosso dal festival rappresenti un prezioso e concreto esercizio di alleanze e attraversamento delle differenze. L’apertura della rassegna funge quindi da invito collettivo per interrogare il presente, mettendo in comunicazione estetiche, linguaggi e sensibilità plurali in un unico grande spazio di ascolto.
I Grandi Protagonisti della Scena Internazionale
L’anima globale del Romaeuropa Festival si manifesta fin dalle giornate inaugurali, evidenziando una fitta rete di dialoghi tra le arti performative e la composizione sonora contemporanea. Ad aprire le danze ci saranno il talento coreografico di Sofia Nappi con la compagnia KOMOCO e l’avanguardia elettronica di Caterina Barbieri insieme a ONCEIM, presentando nuove opere co-commissionate insieme alla prestigiosa Philharmonie de Paris. La rassegna segna inoltre il ritorno di colossi indiscussi della danza e del teatro europeo, capaci di ridefinire continuamente i limiti del corpo in scena: autori e coreografi del calibro di Sasha Waltz, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane riporteranno a Roma le loro dirompenti visioni estetiche. Tra i ritorni più attesi spicca anche quello del Ballet national de Marseille, guidato dall’iconico collettivo (LA)HORDE, ormai simbolo irrinunciabile della danza europea contemporanea.
La dimensione coreografica si espande ulteriormente esplorando latitudini lontane e poetiche profondamente radicate in culture diverse. Dal Marocco torna il Groupe Acrobatique de Tanger, che fonde la forza del circo contemporaneo con nuove sintassi teatrali. Allo stesso modo, le geografie asiatiche trovano voce in artisti straordinari come la sudcoreana Eun-Me Ahn e Jaha Koo, affiancati dalle presenze magnetiche di Nacera Belaza e Tiago Rodrigues. Questo mosaico di sguardi internazionali dimostra come la rassegna continui a essere un catalizzatore vitale per chi cerca nel palcoscenico uno specchio critico della realtà, spaziando dalle reinvenzioni della danza classica ai rituali autobiografici e politici.
La Creazione Italiana tra Teatro e Nuovi Linguaggi
Nonostante la forte vocazione globale, il cuore pulsante della rassegna continua a battere per la creatività del nostro Paese, offrendo ampio respiro agli autori che stanno tracciando le nuove linee del teatro nazionale. Un evento di assoluto rilievo è senza dubbio la prima nazionale del nuovo spettacolo di Romeo Castellucci, intitolato Faust. Fatto, non detto. Questa imponente coproduzione rinnova un legame storico e profondo, iniziato nel 1999, tra il festival e la SOCIETAS, promettendo un’indagine viscerale sulla condizione umana e sull’arte scenica. Oltre ai grandi maestri, la sezione teatrale dedica un’attenzione capillare a registi e performer della nuova generazione, costruendo percorsi in cui l’innovazione si unisce al rigore intellettuale. Nomi come Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Pietro Giannini e Silvia Costa presenteranno i loro lavori, confermando la vitalità e l’eclettismo della drammaturgia italiana.
Il programma evidenzia inoltre una fortissima spinta verso i formati ibridi e le giovani leve della scena, trovando nei suggestivi spazi del Mattatoio il proprio terreno d’elezione. Attraverso l’innovativa sezione ULTRA REF, il festival rafforza la propria propensione al rischio artistico, mettendo in contatto la creatività emergente con i linguaggi trasversali della contemporaneità. Questo ecosistema non dimentica il pubblico del futuro: grazie a REF Kids & Family, la rassegna spalanca le porte all’infanzia e alla pre-adolescenza, trasformando le arti performative in un’esperienza formativa, accessibile e profondamente inclusiva. Il progetto HEIMAT, curato dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, arricchirà ulteriormente il cartellone, dimostrando come lo scambio tra mondo accademico e palcoscenico professionistico possa generare frutti inestimabili per la crescita culturale.
Sonorità Contemporanee e Maratone Musicali
Il filone musicale del Romaeuropa Festival si erge a crocevia di generi, attraversando il rigore accademico per giungere ai territori inesplorati dell’elettronica, fino a lambire la potenza narrativa del pop d’autore. La rassegna vanterà l’eccezionale incursione teatrale e musicale di Vinicio Capossela, figura unica nel panorama del cantautorato italiano. Accanto a lui, il pubblico potrà assistere alle performance di giganti del suono globale: dall’islandese Hildur Guðnadóttir impegnata nel progetto Osmium, fino alle atmosfere ipnotiche disegnate da pioniere della techno come Moritz von Oswald e Jeff Mills. Non mancheranno inoltre importanti dediche ai padri nobili della partitura novecentesca, con progetti e interpretazioni che celebreranno le eredità artistiche di Hans Werner Henze, Steve Reich e Philip Glass.
Il culmine di questa straordinaria esplorazione uditiva si celebrerà in un finale dalle proporzioni epiche, progettato per scardinare ogni barriera residua tra l’istituzione musicale e l’energia partecipativa del pubblico. Una maratona travolgente sfocerà nel tanto atteso The Classical Rave Party ideato e diretto da Enrico Melozzi. Accompagnato dall’imponente ensemble dei 100 Cellos, dall’Orchestra Notturna Clandestina e da eccezionali ospiti come il violoncellista Giovanni Sollima e lo scrittore Alessandro Baricco, questo rito collettivo sancirà la chiusura della quarantunesima edizione in una festa di pura condivisione. La musica tornerà così alla sua essenza primordiale: non più solo spettacolo da osservare passivamente, ma esperienza fisica, immersiva e vibrante che unisce le moltitudini.
Info utili
- Date: Dall’8 settembre al 15 novembre 2026.
- Contatti per il pubblico: 06 45553050.
- Email promozioni e informazioni: promozione@romaeuropa.net.
- Sito Web ufficiale: Romaeuropa.net.
(Credit ph: Franziska Strauss)
