Il Presidente della Repubblica ha ricevuto ufficialmente le squadre azzurre trionfatrici della Coppa Davis e della Billie Jean King Cup per celebrare i risultati inimmaginabili raggiunti dal tennis italiano e omaggiare atleti divenuti modello di lealtà, impegno e serietà per tutto il Paese. L’incontro si è tenuto presso il Palazzo del Quirinale, a Roma, il 4 maggio 2026.
Un trionfo mondiale consolidato
Ieri il Palazzo del Quirinale ha aperto le sue prestigiose porte per celebrare uno dei periodi più fulgidi nella storia dello sport azzurro, accogliendo le squadre trionfatrici nella Coppa Davis e nella Billie Jean King Cup. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto i campioni con un orgoglio tangibile, sottolineando come queste straordinarie vittorie non debbano più essere considerate un episodio isolato o una semplice fiammata agonistica, bensì la definitiva conferma di una condizione strutturale di eccellenza. La vittoria per il secondo anno consecutivo della competizione maschile e il trionfo in quella femminile certificano in maniera inequivocabile che il tennis italiano è ormai stabilmente protagonista assoluto sul palcoscenico mondiale.
Nel corso del suo intervento, il Capo dello Stato ha evidenziato come l’alto livello di competitività internazionale, garantito non solo dalla tradizionale scuola spagnola ma da molteplici nazioni, rappresenti uno stimolo vitale per evitare pericolosi autocompiacimenti e continuare ad affrontare nuove sfide con determinazione. Un ringraziamento particolarmente sentito è stato rivolto dal Presidente ai due capitani delle spedizioni azzurre, Tathiana Garbin e Filippo Volandri. Entrambi sono stati definiti i veri artefici di questo miracolo sportivo, capaci di infondere serenità e di cementare la compattezza del gruppo, valorizzando sia chi è sceso in campo sia chi ha supportato la squadra dalla panchina. È proprio questa dedizione al concetto di squadra a conferire un fascino inalterato a competizioni che trasformano uno sport prettamente individuale in un trionfo collettivo.
Il valore dell’esempio per le nuove generazioni
Oltre all’enorme impatto agonistico, la cerimonia si è concentrata sul profondo valore sociale e culturale che i successi del nostro tennis stanno generando nel tessuto nazionale. Mattarella, in veste di attento osservatore dei fenomeni sociali, ha rimarcato come essere atleti affermati comporti una fondamentale responsabilità etica. I nostri campioni sono ormai diventati un punto di riferimento ineludibile per gli appassionati e un modello virtuoso per le nuove generazioni di giovani che si avvicinano allo sport, alimentando un dilettantismo diffuso che in Italia è in costante crescita. Le ragazze e i ragazzi della racchetta offrono quotidianamente un esempio prezioso di serietà, impegno e lealtà nel gioco, dimostrando un totale rispetto per gli avversari.
Il clima di festa ha poi lasciato spazio a un momento di profonda e sincera commozione quando il Presidente ha voluto richiamare la memoria di Alex Zanardi, figura recentemente scomparsa ma destinata a rimanere immortale. Zanardi è stato celebrato non solo per i suoi indimenticabili successi in Formula 1 e nelle Paralimpiadi, ma soprattutto per il suo straordinario spessore umano e per la sua capacità di motivare e coinvolgere i giovani, illuminando di passione lo sport mondiale. Guardando al futuro, Mattarella ha espresso grande ottimismo per i prossimi impegni internazionali, citando l’imminente torneo degli Internazionali di Roma e il prestigioso Roland Garros, e menzionando campioni del calibro di Jannik Sinner che continuano a mietere vittorie, regalando al Paese una fiducia rinnovata.
Le voci dei protagonisti: orgoglio e senso di appartenenza
La cerimonia ha dato l’opportunità di ascoltare direttamente le voci emozionate e grate dei protagonisti, che hanno saputo trasmettere il reale peso di queste storiche imprese. Flavio Cobolli ha preso la parola esprimendo a nome dei compagni l’emozione fortissima di trovarsi di fronte alla più alta carica dello Stato, sottolineando come rappresentare l’Italia in Coppa Davis significhi portare in campo un valore che trascende il puro gesto atletico. Sentire la vicinanza di un Paese intero fa la differenza nei momenti decisivi, ma il vero segreto risiede in un gruppo solido che sa supportarsi a vicenda anche nelle inevitabili difficoltà. Cobolli ha voluto ringraziare la Federazione e il capitano per la disponibilità e gli strumenti forniti, promettendo di scendere in campo sempre con l’obiettivo di tornare al Quirinale per condividere ancora questa gioia immensa.
Dello stesso tenore il toccante discorso di Elisabetta Cocciaretto, che ha descritto l’incontro come un privilegio inestimabile e l’esaudirsi di un sogno coltivato fin da bambina. La campionessa ha spiegato come vincere sotto la bandiera del tricolore moltiplichi la gratificazione individuale, trasformando le fatiche e i sacrifici quotidiani in un profondo senso di identità e appartenenza. Ogni vittoria conquistata sul campo da tennis diventa così la testimonianza di un legame indissolubile con l’Italia, e l’auspicio più grande è che questo cammino possa rappresentare un faro di speranza per tutte le bambine che oggi impugnano una racchetta, affinché possano trovare nel tennis la loro strada verso il successo.
Info utili
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Photo credits: Valerio Amendolagine
