Cosa: Il monologo teatrale Opera Pia, scritto da Gianfranco Vergoni e interpretato da Loredana Piedimonte, che indaga le solitudini umane.
Dove e Quando: Presso Teatrosophia a Roma, in scena dal 7 al 10 maggio 2026.
Perché: Per vivere una riflessione profonda sull’incontro tra l’Occidente disilluso e i drammi delle migrazioni, esplorando le ataviche paure e i desideri più reconditi.
Il fervente panorama teatrale della Capitale si prepara ad accogliere un nuovo, imperdibile appuntamento all’insegna dell’introspezione e dell’attualità. Sul palcoscenico di Teatrosophia arriva un’attrice straordinaria, capace di interpretare qualsiasi ruolo, dal più brillante al più drammatico, con una intensità e una maestria inconfutabili e inconfondibili. Stiamo parlando della talentuosa Loredana Piedimonte, che si appresta a presentare al pubblico un monologo tanto intenso quanto scomodo. Questo nuovo progetto scenico, intitolato Opera Pia, porta la pregevole firma drammaturgica di Gianfranco Vergoni. Sotto l’attenta e sapiente guida registica di Nicola Pistoia, l’opera promette di scuotere le coscienze degli spettatori, immergendoli in un viaggio emotivo che non ammette sconti o facili consolazioni.
Le solitudini del nostro tempo a confronto
Al centro di questa profonda narrazione teatrale troviamo l’incontro e lo scontro tra due universi all’apparenza lontanissimi. Da una parte si staglia la figura della protagonista, un’insegnante di musica la cui anima risulta profondamente menomata e segnata dalle cicatrici di un matrimonio infelice. Questa donna non rappresenta semplicemente un individuo, ma si eleva a potente metafora di un Occidente spaventato e deluso, che si rattrappisce nel suo isolamento per l’inevitabile paura del nuovo e di tutto ciò che è percepito come sconosciuto. La sua esistenza si muove su un binario di chiusura difensiva, una trincea emotiva eretta per proteggersi dalle continue delusioni della vita quotidiana e dalla complessità della contemporaneità.
Dall’altra parte della barricata emotiva troviamo un uomo solo, un disperso assoluto, un individuo lasciato senza radici né memoria, proveniente da un paese lontano e indefinito. Questo personaggio maschile incarna con forza viscerale la tragica realtà del Terzo Mondo in fuga, portando con sé un bagaglio pesante fatto di fragilità, di sordo rancore e di incolmabile dolore. Il palcoscenico diventa così lo spazio elettivo dove queste due solitudini disperate sono costrette a guardarsi negli occhi, spogliandosi delle rispettive difese per mostrare l’umanità vulnerabile che si cela dietro le maschere imposte dalle rispettive appartenenze geografiche e sociali.
L’amore e il coraggio nell’epoca delle migrazioni
Il testo di Gianfranco Vergoni si sviluppa in un intenso e variopinto monologo, che si snoda attraverso il racconto intimo di Pia, esplorando la sua scelta cruciale, la sua inevitabile caduta e il tenace sogno di una possibile risurrezione. L’opera si configura come un’urgente e necessaria narrazione che rivela le complesse dinamiche dell’amore al tempo delle grandi migrazioni, un tema di stringente attualità che permea la nostra società globale. L’ipotesi di un incontro autentico tra questi due mondi diametralmente opposti rimane sospesa, descritta come un traguardo forse ancora possibile, ma raggiungibile unicamente a patto di non fermarsi a metà strada, superando i propri pregiudizi.
La risposta ai dilemmi esistenziali sollevati dalla drammaturgia, qualunque essa sia, non si trova certo nella rassicurante superficie delle convenzioni sociali o nel quieto vivere borghese. Al contrario, il testo suggerisce in modo inequivocabile che tale verità si trovi oltre ogni ragionevole limite razionale, nascondendosi in fondo all’abisso del desiderio. Questa discesa nelle profondità dell’animo umano richiede un coraggio straordinario, invitando sia la protagonista sulla scena sia il pubblico in platea a confrontarsi con le proprie zone d’ombra. Il desiderio diventa la chiave di volta per scardinare le barriere dell’isolamento, trasformando la paura atavica dell’altro nell’unica, autentica speranza di salvezza.
Una messinscena tra rigorosi frammenti e nitidezza
Per sostenere il peso di una narrazione così stratificata e complessa, la messinscena si avvale di una struttura drammaturgica finemente cesellata. Lo spettacolo si arricchisce in continuazione di figure parallele, di piccoli plot narrativi secondari, di incisi e parentesi che nascono e si sviluppano come essenziali link della storia portante. È proprio grazie a una regia nitida, precisa e mirata, curata nei minimi dettagli da Nicola Pistoia, che queste molteplici deviazioni narrative non si confondono mai con la linea principale, ma contribuiscono piuttosto a donarle una notevole tridimensionalità. Ad affiancare questa visione registica interviene l’imprescindibile apporto tecnico e visivo: le atmosfere sono modellate dal disegno luci di David Barittoni e impreziosite dai costumi di Isabella Rizza e dalle scene ideate da Francesco Montanaro.
Il talento interpretativo di Loredana Piedimonte trova in questo allestimento il terreno ideale per potersi esprimere in tutta la sua dirompente forza espressiva. L’attrice, forte della solida formazione maturata nel Laboratorio di Arti sceniche diretto dal grande Gigi Proietti – collaborazione che l’ha vista brillare in celeberrimi sketch come La signora delle Camelie e nello spettacolo Cavalli di Battaglia – domina la scena con un’assoluta e magnetica padronanza. Inoltre, l’universo sonoro dello spettacolo vanta i preziosi contributi di Alice Robber per il brano musicale You are e la voce registrata di Moustapha Mbengue, elementi che arricchiscono il quadro emotivo della rappresentazione. Al termine di questo intenso viaggio teatrale, Teatrosophia avrà il piacere di offrire ai presenti il consueto aperitivo, creando un conviviale momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico.
Info utili
- Date: Dal 7 al 10 maggio 2026.
- Orari: Giovedì e venerdì alle ore 21:00; sabato e domenica alle ore 19:00.
- Prezzi: Biglietto a 15,00 € (più tessera associativa).
- Tesseramento: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa (valida per la stagione 2025/2026).
- Contatti per il pubblico: Telefono 0668801089, email info@teatrosophia.com.
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