- Cosa: Lo spettacolo teatrale Ivan e i cani, scritto da Hattie Naylor e interpretato da Federica Rosellini.
- Dove e Quando: Al TeatroBasilica di Roma, dal 16 al 19 aprile 2026.
- Perché: Una potente riflessione poetica e politica sull’abbandono e la resistenza, ispirata a una incredibile storia vera della Russia post-sovietica.
Nel cuore di Roma, il perimetro del TeatroBasilica si conferma uno spazio necessario per interrogare le forme della memoria e della sopravvivenza contemporanea. Dal 16 al 19 aprile 2026, la scena accoglie per la prima volta nella Capitale Ivan e i cani, una partitura scenica di rara intensità tratta dal testo della drammaturga britannica Hattie Naylor. Non si tratta solo di una rappresentazione teatrale, ma di un dispositivo poetico capace di attraversare i temi dell’infanzia e dell’abbandono senza mai cedere al ricatto sentimentale, preferendo una lingua asciutta e necessaria che scava nel profondo dello spettatore.
Il racconto affonda le radici in una vicenda reale accaduta nella Russia degli anni Novanta, un periodo segnato dalla povertà estrema dell’era di Boris Eltsin. In quel contesto di disperazione sociale, la narrazione si fa universale, trasformandosi in una sorta di fiaba nera moderna che ricorda le atmosfere dei fratelli Grimm o le suggestioni de Il libro della giungla, ma con la durezza di una cronaca quotidiana. Lo spettacolo rappresenta un’immersione totale in un paesaggio acustico e performativo dove il corpo e la voce diventano la materia primaria della narrazione.
La Russia di Eltsin e l’odissea urbana di un bambino
Al centro della vicenda c’è Ivan, un bambino di soli quattro anni che si ritrova a vivere un’esperienza estrema nelle strade gelide di Mosca. La Russia descritta dalla Naylor è un luogo dove la miseria ha eroso i legami di pietà; una terra così povera che le famiglie iniziano a sbarazzarsi di chiunque rappresenti un peso economico. I primi a essere sacrificati sono gli animali domestici, seguiti purtroppo dai membri più fragili della società. Ivan diventa un “incomodo” in una casa segnata dalla violenza e dall’alcolismo, decidendo un giorno di varcare la soglia di casa con indosso solo un cappotto pesante, dei guanti di lana e due pacchetti di patatine in tasca.
L’odissea di Ivan si consuma tra l’indifferenza dei passanti e il freddo pungente di una metropoli che sembra voler sbranare chiunque non abbia la forza di reagire. In questo scenario di desolazione, dove nessuno fa più l’elemosina e lo spazio per la solidarietà umana appare azzerato, il protagonista incontra delle creature inaspettate: una muta di cani randagi. Saranno proprio questi animali, anime affini nella marginalità, ad accoglierlo e a permettergli di sopravvivere, trasformando un destino di morte certa in una storia di incredibile resistenza e fratellanza interspecie.
La prova di Federica Rosellini tra suono e performance
La messa in scena vede come protagonista assoluta Federica Rosellini, che firma anche la regia e il sound design. La Rosellini, musicista e performer di straordinario talento, costruisce sul palco un “a solo” dolce e disperato, agendo contemporaneamente come attrice e compositrice. Circondata dalla sua strumentazione elettronica, l’artista mescola la propria voce con quella della madre registrata in russo, creando un tessuto sonoro fatto di nenie, melodie e pulsazioni ritmiche. È una partitura fisica e vocale in cui il corpo si perde e si ritrova costantemente, restituendo la fragilità e la forza del piccolo Ivan.
La traduzione di Monica Capuani gioca un ruolo fondamentale nel mantenere intatto il ritmo e la tensione dell’originale inglese, che è valso alla Naylor una candidatura all’Olivier Award. Lo spettacolo si configura come un’esperienza sporca, solitaria eppure tenerissima, capace di toccare corde intime legate all’infanzia di ognuno di noi. Grazie al lavoro di un team tecnico d’eccellenza, tra cui il light design di Simona Gallo e la scenografia di Paola Villani, il TeatroBasilica si trasforma in uno spazio essenziale di ascolto e resistenza, dove il teatro torna alla sua funzione primaria di testimonianza umana.
Un successo internazionale approda finalmente a Roma
Ivan e i cani arriva a Roma dopo un lungo percorso internazionale che lo ha visto protagonista sui palchi di Inghilterra, Stati Uniti, Belgio, Olanda e molti altri paesi. La produzione, curata da Cardellino srl, porta nella Capitale un lavoro che sfida le convenzioni del teatro di narrazione tradizionale. Non è solo la cronaca di un fatto di cronaca, ma una riflessione filosofica su cosa significhi restare umani quando l’umanità stessa sembra essere venuta meno. Il ringraziamento a realtà come Trac centro di residenza teatrale e Factory compagnia sottolinea la rete di supporto che permette a opere di tale spessore di viaggiare e incontrare il pubblico.
La direzione artistica del TeatroBasilica, guidata da Daniela Giovanetti e Alessandro Di Murro con la supervisione di Antonio Calenda, conferma con questa scelta la volontà di proporre una stagione (“Mania”) che indaga l’ossessione, la memoria e il limite. Assistere a questo spettacolo significa accettare una sfida: quella di guardare negli occhi la disperazione per trovarvi, inaspettatamente, un barlume di bellezza e speranza. Un appuntamento imperdibile per chi crede nel teatro come strumento di indagine sociale e spirituale.
Info utili
- Indirizzo: Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma.
- Date e Orari: Dal 16 al 18 aprile 2026 alle ore 21:00; domenica 19 aprile 2026 alle ore 16:30.
- Prezzi: Intero 18€; Online 15€; Ridotto 12€.
- Contatti: Telefono +39 392 9768519; Sito web teatrobasilica.com.
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