- Cosa: Lo spettacolo teatrale La Papessa, interpretato da Beatrice Schiaffino.
- Dove e Quando: All’Altrove Teatro Studio di Roma, l’11 e il 12 aprile.
- Perché: Un potente inno all’emancipazione femminile che intreccia storia, leggenda e la simbologia dei Tarocchi.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di una proposta di profondo spessore culturale e civile con il debutto di La Papessa, in scena l’11 e 12 aprile presso l’Altrove Teatro Studio. Lo spettacolo, scritto da Andrea Balzola e diretto da Carmen Di Marzo, vede come protagonista l’attrice Beatrice Schiaffino, chiamata a dare corpo e voce a una delle figure più enigmatiche e discusse della storia e del mito occidentale: Johanna, la donna che sfidò le leggi del Medioevo fino a sedere sul soglio pontificio.
La pièce rappresenta il primo capitolo del progetto Free Women Suite – Il coraggio delle donne in 7 carte teatrali, un’indagine artistica che utilizza gli Arcani Maggiori dei Tarocchi come lenti d’ingrandimento per esplorare la condizione femminile. In questo caso, il riferimento è alla carta numero II, simbolo di accumulo, gestazione e sapienza. Lo spettacolo non è solo una ricostruzione storica, ma un viaggio iniziatico che celebra il diritto universale alla conoscenza, indipendentemente dal genere.
La sfida di Johanna: tra storia e leggenda
Il cuore della narrazione batte attorno alla figura di Johanna, una donna definita “pericolosissima” proprio perché mossa da una sete inesausta di sapere. In un’epoca, il Medioevo, in cui l’accesso allo studio era precluso alle donne, Johanna sceglie la via della ribellione e della dissimulazione: viaggia, studia e si finge uomo per poter esercitare il proprio intelletto. Questa metamorfosi la conduce a un’ascesa incredibile, rendendo possibile l’impossibile e portandola a diventare l’unica donna Papa della storia.
Attraverso la regia di Carmen Di Marzo, il racconto epico si trasforma in una voce arcana che interroga il pubblico sulla natura della libertà e della disobbedienza. La vicenda della Papessa Giovanna è stata oggetto di secoli di dibattiti, citata da Giovanni Boccaccio e recentemente supportata da studi storici e ritrovamenti numismatici. Sul palco, questa complessità storica si fonde con la dimensione spirituale, rendendo Johanna un archetipo di resilienza e acume.
La simbologia dei Tarocchi e la messa in scena
L’interpretazione di Beatrice Schiaffino è supportata da un apparato estetico e sonoro studiato per evocare l’universo simbolico dei Tarocchi. Le musiche originali di Alessandro Panatteri e i costumi di Loredana Redivo contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra l’alchimia e la psicanalisi junghiana. La Papessa, nella visione di Balzola, è custode dell’alto sapere, rappresentata iconograficamente con un volume aperto sulle gambe, simbolo di una fede che non rinuncia all’intelligenza.
L’opera attinge anche al lavoro psico-creativo di Alejandro Jodorowsky, interpretando la figura della Papessa come un’anima rinchiusa in una rigida materia corporea che cerca la propria ascesa verso il divino. Lo spettacolo diventa così una riflessione sulla necessità di non tradire se stessi, trasformando la condanna storica in una leggenda di emancipazione. È un invito ad ascoltare quella “voce arcana” che parla di coraggio e di rottura degli schemi dogmatici.
Il coraggio di essere “pericolose”
“La donna che vuole sapere è pericolosa… La donna che sa, è ancora più pericolosa”. Questa frase racchiude il senso profondo della messa in scena all’Altrove Teatro Studio. Lo spettacolo pone l’accento sulla pericolosità sociale che, storicamente, è stata attribuita alle donne dotate di cultura e potere. Johanna diventa così il simbolo di tutte le donne che hanno dovuto nascondersi o lottare per vedere riconosciuto il proprio valore intellettuale e spirituale.
In questo racconto epico e senza tempo, il pubblico è invitato a seguire un percorso solitario di ascesa, dove la conoscenza diventa lo strumento principale per abbattere i confini imposti dalla società. La vicenda di Johanna, pur radicata nel passato, risuona con forza nel presente, ricordandoci che la ricerca della verità e della libertà personale è un cammino che richiede audacia, sacrificio e, soprattutto, una profonda fedeltà alla propria natura interiore.
Info utili
- Luogo: Altrove Teatro Studio, Via Giorgio Scalia 53, Roma (zona Prati/Cipro).
- Date: Sabato 11 aprile ore 20:00; domenica 12 aprile ore 17:00.
- Biglietti: Intero 15€; Ridotto 10€.
- Prenotazioni: Telefono 351.8700413 | Email: altroveteatrostudio@gmail.com.
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