- Cosa: Basso Napoletano, variazioni per contrabbasso e voce con Marco Sgrosso e Felice Del Gaudio.
- Dove e Quando: Argot Studio, Via Natale del Grande 27 (Trastevere), dal 9 al 12 aprile 2026.
- Perché: Un viaggio viscerale nella drammaturgia partenopea, dove la parola si fa carne e il suono diventa profondità tellurica.
Nel cuore di Trastevere, dove i vicoli conservano ancora l’eco di storie antiche, l’Argot Studio si prepara a ospitare un’esperienza teatrale che promette di scuotere le fondamenta della percezione spettatoriale. Basso Napoletano, la nuova produzione firmata Le belle bandiere, non è semplicemente una messa in scena, ma un dispositivo performativo essenziale costruito sull’attrito fertile tra materia sonora e parola incarnata. In scena dal 9 al 12 aprile 2026, lo spettacolo vede l’incontro artistico tra Marco Sgrosso, che ne cura l’elaborazione drammaturgica, la mise en espace e l’interpretazione, e il contrabbassista Felice Del Gaudio.
Napoli non emerge qui come un semplice sfondo folcloristico, ma come un organismo vivo, stratificato e febbrile. Attraverso una ricerca che affonda le radici in una città arcaica e sotterranea, lo spettacolo esplora tensioni primarie dove il canto si trasforma in corpo. La citazione che apre il lavoro, “…vulesse cammenà pe’sottoterra, struscianno cumm’o vverme int’o turrèno…”, sintetizza perfettamente questa spinta verso il basso, verso l’origine, verso una verità che non ha bisogno di orpelli per essere comunicata.
Un dialogo tra carne e note: l’estetica del “Basso”
Il cuore pulsante di questa rappresentazione risiede nel dialogo costante e serrato tra la voce di Sgrosso e lo strumento di Del Gaudio. Il contrabbasso non funge da semplice accompagnamento musicale; è un co-protagonista che propone melodie struggenti, accenna note dalle atmosfere cupe e, quando percosso, riproduce il ritmo sincopato delle diverse pulsioni del cuore umano. Questa interazione crea un habitat sonoro unico, capace di evocare immagini di una Napoli che pulsa sotto la superficie, lontano dalle icone cartolinesche.
Marco Sgrosso, con l’abilità di un “comico dell’arte” moderno, offre voce e corpo a questo habitat, muovendosi tra registri diversi che spaziano dal tragico al grottesco. La cura delle luci e la direzione tecnica di Loredana Oddone, unite alla cura del suono di Roberto Passuti, contribuiscono a definire uno spazio scenico dove l’essenzialità diventa potenza espressiva. Lo spettatore è invitato a immergersi in un flusso di coscienza collettiva, dove le variazioni per contrabbasso e voce diventano lo strumento per decifrare l’anima di un popolo.
La drammaturgia del sottosuolo e la tradizione rinnovata
L’elaborazione drammaturgica proposta da Sgrosso si muove lungo un asse che collega la tradizione letteraria partenopea alla sensibilità contemporanea. Il progetto nasce da un desiderio di collaborazione che si è concretizzato in un allestimento capace di sospendere per un momento i drammi quotidiani per concentrarsi sull’universale. La “napoletanità” viene qui intesa come condizione esistenziale, come un modo di stare al mondo che oscilla costantemente tra la luce accecante del golfo e l’oscurità dei suoi “bassi”.
La produzione de Le belle bandiere, sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Russi, conferma la vocazione della compagnia per un teatro che non teme di confrontarsi con la complessità. In soli 55 minuti, Basso Napoletano riesce a condensare un’intera cosmogonia di suoni e parole, lasciando al pubblico di Roma la sensazione di aver toccato, per un istante, la materia vibrante di cui è fatta la vita. All’Argot Studio, la parola si spoglia di ogni finzione per tornare a essere, come suggerisce il titolo, un richiamo profondo e tellurico.
Info utili
- Date: Dal 9 al 12 aprile 2026.
- Luogo: Argot Studio, Via Natale del Grande 27, Roma (Trastevere).
- Durata: 55 minuti.
- Contatti: Tel. 06.5898111.
- Note: Necessaria tessera associativa (5 €).
(in foto: Marco Sgrosso “Basso Napoletano”, Foto di scena Archivio Vivo)
