- Cosa: Lo spettacolo teatrale Il Vangelo di Cassandra di e con Gemma Hansson Carbone.
- Dove e Quando: Spazio Rossellini, Roma; sabato 21 marzo 2026 alle ore 21:00.
- Perché: Una rilettura radicale del mito che trasforma la maledizione dell’inaudita in un annuncio di un presente nuovo e dirompente.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di una proposta di profonda indagine intellettuale e performativa con l’arrivo allo Spazio Rossellini de Il Vangelo di Cassandra. Sabato 21 marzo, la scena ospiterà Gemma Hansson Carbone, artista poliedrica che firma anche la regia di questo lavoro, basato sulla scrittura densa e visionaria di Dimitris Dimitriadis. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna Spazio Solo, un progetto curato con attenzione per valorizzare la forma del monologo come dispositivo privilegiato di relazione tra artista e spettatore.
In questa versione, la figura mitologica di Cassandra subisce una metamorfosi concettuale necessaria. Non più soltanto la profetessa di sventure condannata a restare inascoltata, ma una voce che si fa corpo per annunciare un presente radicalmente nuovo. La ricerca di Hansson Carbone, durata oltre quattro anni e sviluppatasi in nove paesi tra Europa e Asia, trova qui il suo compimento, esplorando la parola non come semplice veicolo di informazioni, ma come strumento di invocazione ed evocazione. La profezia smette di essere uno sguardo rivolto al futuro per diventare una riflessione bruciante sulla nostra identità storica e politica attuale.
La ricerca antropologica dietro il mito
Il lavoro su Il Vangelo di Cassandra nasce da un lungo percorso di indagine sull’opera di Dimitriadis, uno degli autori più significativi della drammaturgia contemporanea greca. Gemma Hansson Carbone ha costruito una performance che si interroga sulla forza della voce, intesa come vibrazione capace di scuotere le fondamenta del senso comune. La collaborazione con la movement director Gloria Dorliguzzo è stata fondamentale per tradurre questa spinta verbale in una partitura fisica altrettanto rigorosa.
Lo spettacolo non si limita alla narrazione, ma punta a creare un’esperienza immersiva. Attraverso il ribaltamento del ruolo classico di Cassandra, l’attrice invita il pubblico a partecipare a un rito laico di consapevolezza. La scena diventa il luogo in cui il tempo mitico e quello presente si sovrappongono, annullando la distanza tra la caduta di Troia e le crisi della modernità. È un teatro che richiede attenzione e abbandono, dove ogni gesto è calibrato per sostenere il peso di una parola che vuole, finalmente, essere accolta.
Spazio Solo: la concentrazione dell’energia scenica
L’evento è parte integrante di Spazio Solo, una sezione della programmazione dello Spazio Rossellini che punta i riflettori sulla “solitudine” dell’artista come momento di massima espansione energetica. L’assunto alla base di questa rassegna è che il monologo non rappresenti una sottrazione di elementi, ma una concentrazione assoluta di presenza. In un’epoca di sovraesposizione e rumore mediatico, il “solo” teatrale restituisce centralità al rapporto intimo e radicale tra chi agisce e chi ascolta.
In questo contesto, Il Vangelo di Cassandra trova la sua collocazione ideale. La nudità del monologo permette alla scrittura di Dimitriadis di emergere in tutta la sua potenza, senza le mediazioni di apparati scenici sovrabbondanti. È un teatro essenziale, dove la scenografia e le luci, curate da Alessandro Panzavolta, e i costumi di Johanna Invrea e Damiano Bagli, sono al servizio di un’estetica della necessità. La coproduzione internazionale che sostiene il progetto testimonia l’ampio respiro di una ricerca che valica i confini nazionali per farsi linguaggio universale.
Una nuova geografia del sacro e del politico
Assistere a questo spettacolo significa confrontarsi con una Cassandra che non è più vittima di Apollo, ma padrona di una verità che si fa vangelo, ovvero “buona novella”. Questo passaggio dal tragico al trasformativo è il cuore pulsante dell’interpretazione della Hansson Carbone. L’opera suggerisce che la salvezza non risieda nella previsione di ciò che accadrà, ma nella capacità di abitare pienamente il presente, accettandone le sfide e le contraddizioni.
Lo Spazio Rossellini, con la sua vocazione multidisciplinare, si conferma un polo culturale d’eccellenza per la Capitale, capace di ospitare produzioni che non temono di affrontare i grandi temi dell’esistenza umana. Il supporto di realtà come Fondazione Fabbrica Europa e il PARC – Performing Arts Research Center sottolinea l’alto valore artistico di un’operazione che unisce la sapienza artigianale del teatro alla visione avanguardistica di una nuova generazione di performer.
Info utili
- Dove: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Quando: Sabato 21 marzo 2026, ore 21:00.
- Prezzi: Intero online €14,50 + d.p.; intero botteghino €15,00; ridotto (under 18 e over 65) €12,00.
- Servizi: Parcheggio gratuito e custodito fino a esaurimento posti (ingresso da Via della Vasca Navale 70). Bar interno aperto un’ora prima dello spettacolo.
(Credi ph Emma Graziani)
