Cosa: Lo spettacolo teatrale Una famiglia quasi perfetta, scritto da Valeria Cavalli con la regia di Alberto Oliva e prodotto dal Teatro de gli Incamminati.
Dove e Quando: In scena a Roma, presso il Teatro de’ Servi, dal 19 al 31 maggio. Perché: Una pungente e acuta commedia all’italiana che smaschera le ipocrisie e i falsi miti familiari, prendendo spunto dal ritorno a casa di una figlia dopo un lungo anno sabbatico.
Il ritorno a casa e le aspettative disattese
Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, il viaggio di formazione intrapreso dai giovani nobili e borghesi anglosassoni era universalmente conosciuto come “Grand Tour”, rappresentando un’esperienza essenziale per esplorare l’Europa continentale e maturare. Ai giorni nostri, questa antica consuetudine si è trasformata in quello che comunemente chiamiamo “anno sabbatico”, o the gap year per tutti coloro che non riescono a fare a meno di utilizzare terminologie o parole straniere. Si tratta di un lasso di tempo estremamente prezioso, concepito per permettere ai giovani di accrescere la propria autonomia e autostima, oltre che per esplorare il mondo acquisendo la sicurezza e gli strumenti necessari per affrontarlo. Ed è esattamente questa la solida premessa narrativa da cui prende le mosse la pièce teatrale, la quale porta sotto la lente d’ingrandimento le dinamiche relazionali di un nucleo familiare in trepidante attesa.
La protagonista assoluta di questo delicato passaggio di crescita è Elisa, una giovane studentessa il cui anno sabbatico post maturità si è protratto per ben quindici mesi. Al suo imminente rientro, la ragazza è attesa al varco da due genitori divorati dall’impazienza di conoscere non solo le entusiasmanti esperienze vissute in viaggio, ma anche e soprattutto le decisioni definitive in merito al suo prossimo futuro. Da un lato del fronte troviamo il padre Carlo, un rinomato chirurgo di chiara fama, il quale vorrebbe finalmente ottenere risposte pragmatiche e concrete: il suo unico desiderio è vederla iscritta alla facoltà di medicina, pronta a iniziare la pianificazione di una rigida carriera costellata di successi economici e traguardi personali. Sul fronte opposto si posiziona la madre Laura, una donna laureata in psicologia senza aver mai esercitato la professione, la quale nutre aspettative diametralmente opposte e si aspetta dalla figlia una profonda crescita interiore unita a una maggiore consapevolezza spirituale.
La cena delle verità scomode e dei rancori
L’atmosfera che precede il rientro di Elisa è carica di un’elettricità tangibile: all’interno delle mura domestiche i preparativi fervono ininterrottamente e l’emozione sale in maniera vertiginosa. Quando finalmente la giovane suona il campanello di casa, è enorme la gioia di rivederla, così come è altrettanto grande lo smisurato desiderio dei coniugi di conoscere i minimi particolari di questa complessa avventura durata più di un anno. I primi e frenetici istanti sono interamente dominati da abbracci calorosi, baci affettuosi e una profonda commozione, ma ben presto questa cornice apparentemente idilliaca lascia il posto a una fitta rete di curiosità. Le domande si concentrano non solo sul lungo tempo trascorso lontano da casa, ma indagano specificamente su ciò che questa straordinaria e rara opportunità ha potuto concretamente regalare al bagaglio di esperienze di Elisa.
Tuttavia, quello che sulla carta era stato meticolosamente organizzato come un gioioso e allegro ricongiungimento familiare da celebrare con una sontuosa cena di benvenuto, si trasforma in maniera repentina in un campo di battaglia. Le domande di Carlo e Laura, infatti, si fanno minuto dopo minuto sempre più pressanti e invadenti. Questa insistenza funge da innesco perfetto, diventando la scintilla letale che farà scattare irrimediabilmente sentimenti mai esplicitati, risvegliando antichi rancori sopiti e portando a galla una lunga serie di sottili e taglienti ipocrisie. Il clima festoso degenera rapidamente in una seduta di analisi collettiva, spingendo l’intero nucleo familiare verso l’inevitabile svelamento di scomode e dolorose verità tenute nascoste per troppo tempo.
Una moderna commedia all’italiana tra risate e cinismo
I veri mattatori di questo ring dei sentimenti si rivelano essere proprio i due genitori. Agli occhi del mondo esterno e della società civile, essi sembrano da sempre incarnare il modello ideale di una coppia perfettamente collaudata e ben assortita. Eppure, schiacciati dal peso della situazione, calano bruscamente la spessa maschera indossata per anni, mostrandosi finalmente per quello che sono nella loro più intima debolezza. Si innesca così un continuo e spietato rimbalzare di colpe, meschinità, silenzi e responsabilità non assunte, che ricorda in modo vivido le estenuanti dinamiche di un lunghissimo set di tennis, dal quale, però, nessuno dei due avversari riesce a uscire con in mano la coppa del vincitore. In scena, il cast composto da Monica Faggiani, Arturo Di Tullio e Flavia Marchionni padroneggia questo scontro con assoluta maestria scenica.
L’opera si inserisce a pieno titolo nella struttura drammaturgica e nella migliore tradizione della commedia all’italiana. Lo fa alternando in modo sapiente momenti decisamente allegri e comici a passaggi taglienti in cui il velenoso sarcasmo e le battute ciniche la fanno da padrone indiscusso. Con toni spiccatamente ironici, pungenti e perfino dissacranti, lo spettacolo riesce nel difficile intento di mettere in piena luce la falsità e la strutturale ipocrisia che spesso, e volentieri, si nascondono strategicamente all’interno delle cosiddette “famiglie perfette”. Questi nuclei corrispondono a canoni rigidi dettati da un imperante perbenismo che, ormai, pare faccia stabilmente parte dell’arredamento di molte abitazioni. Al pubblico restano in dote tante risate amare e una riflessione profonda su quelli che comunemente vengono etichettati come “valori”, ma che in realtà si rivelano essere nient’altro che ingombranti retaggi ancestrali dei quali risulta ancora estremamente difficile liberarsi.
Info utili
- Luogo: Teatro de’ Servi, Via del Mortaro, 22 | 00187 Roma
- Date: Dal 19 al 31 maggio
- Orari: Da martedì a venerdì ore 21:00; sabato ore 17:30 e 21:00; domenica ore 17:30
- Biglietti: 25 euro
- Informazioni e Contatti: Tel. 06.6795130
