Cosa: Il Museo Casa di Goethe ospita la mostra personale dell’artista concettuale tedesco Mischa Kuball.
Dove e Quando: Roma, via del Corso 18 (Piazza del Popolo), dal 30 aprile al 4 ottobre 2026.
Perché: Per esplorare un dialogo affascinante tra arte e storia della scienza, attraverso installazioni luminose che rileggono le teorie di grandi pensatori storici.
Nel cuore pulsante della capitale italiana, un nuovo e stimolante progetto espositivo si prepara a sfidare le convenzioni visive e intellettuali del pubblico contemporaneo. Dal 30 aprile al 4 ottobre 2026, il Museo Casa di Goethe di Roma presenta la mostra personale di Mischa Kuball, figura di grandissimo rilievo nel panorama artistico internazionale. Curata con attenzione da Gregor H. Lersch, attuale direttore dell’istituzione romana, l’esposizione intitolata NEWTON | GOETHE | GALILEO. Riflessioni di Mischa Kuball propone un dialogo aperto e profondamente contemporaneo con alcuni dei capitoli più affascinanti e complessi della storia della scienza.
L’indagine creativa si avvale della luce come medium privilegiato, elemento che da oltre trent’anni caratterizza in modo inconfondibile la poetica di questo autore. Attraverso le opere esposte, l’autore affronta episodi cardine dell’evoluzione del pensiero umano, mettendo in scena le divergenze teoriche di Isaac Newton e Johann Wolfgang von Goethe sulla natura dei colori e sulla rifrazione luminosa. Parallelamente, la mostra getta luce sulle dirompenti osservazioni astronomiche di Galileo Galilei, creando un ponte concettuale che unisce la ricerca estetica alle indagini scientifiche, sociali e politiche che hanno plasmato la nostra comprensione dell’universo.
Dialoghi Luminosi tra Newton e Goethe
Al centro del percorso espositivo, ad accogliere i visitatori in due ampie sale del museo, si erge la grande installazione intitolata luce nera. Questa imponente opera site-specific costituisce lo spunto iniziale della mostra e traduce in un’esperienza visibile e tangibile lo storico e acceso dibattito sulla teoria dei colori. Da un lato troviamo l’approccio fisico-matematico di Newton, il quale sosteneva fermamente che il colore derivasse in modo oggettivo dalla scomposizione della luce bianca nei diversi cromatismi dello spettro visibile. Dall’altro, si staglia la visione fenomenologica e qualitativa di Goethe, per il quale i colori scaturiscono intrinsecamente nel delicato passaggio dalla luce all’oscurità, risultando indissolubilmente legati al soggetto umano che osserva.
Il profondo interesse del celebre scrittore tedesco per questi fenomeni visivi trovò la sua massima espressione nel trattato Zur Farbenlehre del 1810, un testo in cui l’approccio olistico contraddiceva apertamente il modello puramente fisico e oggettivo dello scienziato inglese. Kuball riprende questa dicotomia filosofica e scientifica, intrecciando le due concezioni attraverso una complessa proiezione su un corpo rotante. Grazie al movimento incessante e alla sovrapposizione continua di elementi, l’artista genera costellazioni cromatiche instabili che sfuggono a qualsiasi comprensione univoca o statica. In questo spazio in mutamento, il colore cessa di essere un dato di fatto e si trasforma in un processo percettivo fluido, dipendente dal tempo, dallo spazio e dalla prospettiva, rendendo lo spettatore parte attiva di un evento sospeso tra l’analisi rigorosa e la pura esperienza soggettiva.
Galileo Galilei e la Nuova Visione
Proseguendo nel viaggio all’interno degli spazi museali, le riflessioni si spostano verso l’immensità del cosmo e le rivoluzioni astronomiche. In altre due sale dedicate, l’artista interpreta le fondamentali osservazioni di Galileo Galilei attraverso l’installazione intitolata five suns / after Galileo. Quest’opera suggestiva si basa sulla proiezione di fasci luminosi attraverso cinque vetri rotanti caratterizzati da cromatismi differenti, richiamando direttamente il momento storico in cui lo scienziato italiano osservò, per primo, il movimento e il mutamento incessante delle macchie solari. Pur non comprendendone appieno il significato scientifico definitivo, Galilei intravide in quei segni celesti una clamorosa conferma della visione copernicana del mondo, opponendosi frontalmente ai dogmi della Chiesa cattolica del XVII secolo.
L’intuizione galileiana certificò un cambio di paradigma epocale: la Terra non era più considerata il centro immobile dell’universo, ma soltanto uno dei numerosi pianeti orbitanti attorno al Sole. In linea con questa rottura epistemologica, la creazione di Kuball esplora la genesi della conoscenza e del pensiero visivo, celebrando l’avvento di una “visione strumentalmente ampliata, individuale e verificabile” che si contrapponeva a quella unicamente autorizzata dal potere costituito. L’installazione rende evidente al pubblico come la visibilità stessa non sia mai un fatto neutro, ma risulti costantemente inserita in complesse reti di relazioni e rapporti di potere. Il progetto è arricchito dalla prestigiosa collaborazione con la KAI 10 I ARTHENA FOUNDATION e presenta l’opera grazie al prestito della Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf, rendendo omaggio anche al mecenatismo culturale contemporaneo.
L’Arte Concettuale di Mischa Kuball
Nato a Düsseldorf nel 1959, Mischa Kuball è un autore la cui ricerca scavalca costantemente i confini tradizionali per posizionarsi all’intersezione feconda tra arte, architettura e pratica sociale. Fin dagli anni Ottanta, la sua indagine si è focalizzata sullo sviluppo di interventi site-specific mirati a sviscerare in modo critico le relazioni intime tra l’uso della luce, la conformazione dello spazio e la costruzione sociale della nostra percezione collettiva. Nelle sue mani, la luce cessa di essere un mero artificio estetico o decorativo, ed evolve in un potente dispositivo politico e comunicativo, uno strumento capace di riattivare e interrogare contesti urbani, istituzionali e storici di grande rilevanza.
Oltre alla prolifica produzione visiva, che mette costantemente in discussione le dinamiche di inclusione ed esclusione e i sistemi di codificazione spaziale, Kuball vanta un prestigioso background accademico. Dal 2007 al 2026 ha ricoperto il ruolo di professore presso la rinomata Kunsthochschule für Medien (KHM) di Colonia, fondandovi l’Experimental Lab MinusEins, ed è attualmente Associated Member dell’Excellence Cluster “Matters of Activity” presso l’Università Humboldt di Berlino. Gli spazi espositivi, siano essi pubblici o privati, si convertono sotto la sua guida in vere e proprie piattaforme di scambio intellettuale, dove il pubblico e l’artista condividono un’indagine ininterrotta sulle sfumature della conoscenza, tra neuroscienze, iconografia e analisi antropologica.
Info utili
- Dove: Museo Casa di Goethe, via del Corso 18, Roma.
- Quando: Dal 30 aprile al 4 ottobre 2026. Inaugurazione mercoledì 29 aprile dalle 17.00 alle 21.00.
- Orari: Da martedì a domenica, ore 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30); lunedì chiuso.
- Biglietti: Intero 6 €; Ridotto 5 €. Carta famiglia (2 adulti con max 3 bambini) 17 €. Gratuito per persone con disabilità e accompagnatore, under 10, membri ICOM e guide.
- Contatti: Tel. +39 06 326 504 12 | info@casadigoethe.it | www.casadigoethe.it.
Foto: courtesy Adele Della Sala e Tanja Lelgemann – Ufficio Stampa
