- Cosa: La mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, un percorso che fonde decorazione monumentale, sculture, grafica e una preziosa collezione tessile inedita.
- Dove e Quando: A Roma, presso le suggestive Sale Cambellotti all’interno di Castel Sant’Angelo. Esposizione visitabile dal 20 maggio al 6 settembre 2026.
- Perché: Per riscoprire l’opera di un grande maestro in occasione di un doppio anniversario (150 anni dalla nascita e cento dalla decorazione delle sale), ammirando per la prima volta i tessili che hanno ispirato il suo immaginario, in un allestimento reso unico da paesaggi sonori e progetti di accessibilità.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un evento di straordinario rilievo storico e artistico. A partire dal 20 maggio 2026, Castel Sant’Angelo restituisce al pubblico ambienti di inestimabile valore: la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria. Questi spazi monumentali, magistralmente decorati da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926, furono originariamente concepiti per custodire e onorare le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della tragica epopea della Prima Guerra Mondiale. La loro riapertura non è soltanto un importante intervento di valorizzazione architettonica, ma coincide felicemente con un duplice e significativo anniversario: si celebrano infatti i centocinquant’anni dalla nascita del celebre artista, nato nel 1876, e il centenario esatto della realizzazione di questi affascinanti cicli decorativi.
Il Ritorno delle Sale Storiche e la Nuova Esposizione
La mostra attuale, sapientemente curata da Luca Mercuri e realizzata con l’imprescindibile collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti, offre ai visitatori una chiave di lettura del tutto rinnovata. L’esposizione mira a creare un dialogo serrato e affascinante tra le imponenti volte dipinte e una ricca selezione di opere dell’artista, che spazia dalle sculture alle tempere, fino ai disegni e ai celebri manifesti. Questa riapertura segna un momento fondamentale nel vasto e progressivo processo di restituzione al pubblico degli spazi più intimi e storici della mole adrianea, ponendosi in diretta continuità con le recenti aperture dell’Appartamento del Castellano e del pittoresco Passetto di Borgo.
A rendere questo progetto ancora più eccezionale è la proficua sinergia instaurata tra le istituzioni pubbliche e i collezionisti privati. Come sottolineato dai vertici dei Musei italiani, l’iniziativa dimostra quanto la collaborazione possa ampliare concretamente la fruizione del nostro vasto patrimonio culturale. Il vero fulcro innovativo di questa esposizione è rappresentato dalla presenza di una straordinaria collezione di tessili appartenuti allo stesso Cambellotti, generosamente donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro. Queste stoffe, esposte per la primissima volta dopo un meticoloso e accurato intervento di restauro, consentono di esplorare il laboratorio visivo e mentale dell’autore, svelando le matrici materiali che hanno dato vita al suo inconfondibile stile.
L’Autodidatta e l’Estetica della Materia
Duilio Cambellotti amava definire se stesso, con estrema e lucida sobrietà, “un autodidatta”. Nonostante l’assenza di dogmi accademici formalizzati, o forse proprio in virtù di questa libertà, egli si affermò come una figura centrale e imprescindibile nell’ambito delle arti decorative del primo Novecento in Italia. Il suo linguaggio artistico fu costruito attraverso un processo di inesauribile e continuo assorbimento: spaziando agilmente dalle raffinate ceramiche raccolte durante i suoi viaggi a Costantinopoli ai delicati ricami delle sete cinesi, fino a giungere alle rigorose geometrie che dominavano la moda parigina dei ruggenti anni Venti. Cambellotti decodificò la storia e la natura traducendole in forme pure ed essenziali.
Nelle maestose sale di Castel Sant’Angelo, la poetica visiva dell’artista trova la sua espressione più alta e sintetica. Motivi naturali e simboli bellici convivono senza alcuna gerarchia formale o concettuale: alberi, scudi, cavalli rampanti e vessilli militari appartengono a un unico e armonioso ordine estetico, in cui ogni elemento si trasforma in puro ornamento. La Sala delle Colonne offre il palcoscenico ideale per questo incontro visivo. Qui, sotto l’imponente corona d’alloro sapientemente dipinta a trompe-l’œil, i tessili originali e le antiche stoffe anatoliche acquistate nel lontano 1898 si intrecciano in un dialogo silenzioso ma eloquente con le opere scultoree e le visioni pittoriche, testimoniando un apprendimento libero e costantemente proiettato verso l’innovazione della forma.
Un Percorso Immersivo tra Suoni e Inclusività
L’allestimento pensato per Castel Sant’Angelo supera la concezione tradizionale di mostra monografica, puntando su una stimolazione multisensoriale del pubblico. Il percorso visivo, infatti, non si esaurisce nell’osservazione delle opere, ma è costantemente avvolto e accompagnato da sofisticati paesaggi sonori, suddivisi su piani percettivi distinti. Il primo ambiente acustico mescola sapientemente le vibrazioni di un violoncello, suonato con tecniche particolari d’archetto, a raffinate tessiture elettroniche e armoniche. Il secondo scenario sonoro è invece ancorato alla natura e alla storia, riecheggiando i suoni del vento tra le bandiere, l’impeto dei cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi riverberati nello spazio, immergendo così il visitatore in un’atmosfera dilatata e sospesa nel tempo.
Oltre all’eccellenza estetica e sensoriale, il progetto si distingue per una forte e lodevole vocazione all’accessibilità universale. Consapevoli delle complesse barriere architettoniche insite in un monumento antico e stratificato come Castel Sant’Angelo, gli organizzatori hanno predisposto strumenti all’avanguardia per garantire la fruizione a ogni tipologia di visitatore. Grazie alla preziosa collaborazione con Handy Systems Onlus, sono state introdotte riproduzioni tridimensionali per l’esplorazione tattile dei dettagli decorativi, accompagnate da puntuali traslitterazioni dei contenuti in codice Braille. Inoltre, per agevolare le persone con difficoltà motorie, l’intera esposizione sarà godibile anche attraverso un dettagliato virtual tour immersivo navigabile dai propri dispositivi, confermando l’impegno verso un’accoglienza museale aperta, inclusiva e profondamente moderna.
Info utili
- Indirizzo: Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50, Roma.
- Orari: Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30). Chiuso il lunedì.
- Biglietti e tariffe: Intero € 16,00 – Ridotto € 2,00 (18-25 anni) – Gratuità di legge. Il biglietto include l’ingresso a Castel Sant’Angelo e alla mostra.
