- Cosa: Ultimo appuntamento della rassegna Organizzando 2026, concerto d’organo dedicato al repertorio sinfonico e impressionista.
- Dove e Quando: Basilica dei Santi XII Apostoli, Piazza dei Santi Apostoli 51, Roma. Mercoledì 20 maggio 2026, ore 20.00.
- Perché: Per scoprire le infinite sfumature timbriche del monumentale organo Mascioni attraverso l’interpretazione di un giovane talento della musica classica.
La primavera romana si arricchisce di un appuntamento musicale di rara suggestione, capace di coniugare la maestosità dell’architettura sacra con le vette più alte dell’espressione strumentale. Mercoledì 20 maggio, la capitale si prepara a salutare la conclusione di uno dei cicli musicali più affascinanti della stagione. La musica d’organo, spesso relegata esclusivamente alla dimensione liturgica, si riappropria del suo ruolo da protagonista assoluta in una serata che promette di esplorare le potenzialità di quello che Wolfgang Amadeus Mozart definiva “il re degli strumenti”, offrendo al pubblico un’esperienza acustica e spirituale immersiva.
La grande chiusura della rassegna della IUC
Giunta alla sua ottava edizione, la rassegna Organizzando 2026 si è ormai consolidata come un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti della musica classica e per i curiosi desiderosi di avvicinarsi a sonorità maestose. Promossa dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, questa iniziativa ha il merito di valorizzare il patrimonio organario della città, trasformando le navate delle chiese romane in vere e proprie sale da concerto. Il successo della manifestazione risiede nella sua capacità di proporre programmi ricercati ma accessibili, affidati a interpreti di caratura internazionale e a giovani promesse del panorama musicale, mantenendo sempre un forte legame con il tessuto culturale e accademico del territorio.
Per il gran finale, la scelta della location non poteva essere più scenografica. Il concerto si terrà nei solenni spazi della Basilica dei Santi XII Apostoli, un gioiello incastonato nel cuore di Roma. L’edificio, che accoglie i visitatori con la sua grandiosa facciata in stile neoclassico firmata da Giuseppe Valadier, custodisce al suo interno tesori d’arte inestimabili, tra cui spiccano i meravigliosi affreschi di Antoniazzo Romano e del Baciccia. Ma il vero protagonista della serata, visivamente e acusticamente, sarà il monumentale organo Mascioni opus 369. Costruito originariamente nel 1925 e successivamente ampliato nel 1955, questo strumento rappresenta un capolavoro di ingegneria organaria, le cui canne sono pronte a riempire ogni angolo della vasta navata con un suono ricco, potente e incredibilmente versatile.
L’organo sinfonico e il virtuosismo di Antonio Pantalone
A domare le complesse tastiere e pedaliere dell’organo Mascioni sarà Antonio Pantalone, un nome che si sta rapidamente affermando nel panorama organistico europeo. Classe 1997, Pantalone incarna perfettamente la figura del musicista moderno: solida preparazione accademica unita a una sensibilità interpretativa matura. Diplomatosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Pescara, ha poi affinato la sua arte a Roma, frequentando i prestigiosi corsi specialistici post-magistrali del Pontificio Istituto di Musica Sacra, dove ha brillato sia nell’esecuzione che nell’improvvisazione organistica. Il suo palmarès, che vanta la vittoria al Concorso Organistico Internazionale “Fiorella Benetti Brazzale”, è garanzia di una performance di altissimo livello tecnico ed emotivo.
Il tema scelto per questa serata conclusiva è L’organo sinfonico, un titolo che è già una dichiarazione d’intenti. L’organo moderno, in particolare quello di estetica sinfonico-romantica e novecentesca, viene concepito dai compositori come un’orchestra a sé stante, capace di emulare i colori dei fiati, la dolcezza degli archi e la potenza delle percussioni. Il giovane musicista accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso queste infinite possibilità timbriche e coloristiche, fondendo eleganza e virtuosismo in un affresco sonoro affascinante. Sarà un’occasione per ascoltare come uno strumento così imponente possa passare da pianissimi eterei a fortissimi travolgenti nel volgere di poche battute, richiedendo all’esecutore non solo abilità manuale, ma anche una profonda sapienza nella gestione dei registri.
Un programma tra impressionismo francese e sacralità
Il programma musicale ideato per la serata si snoda attraverso un repertorio di rara esecuzione e grande fascino, puntando i riflettori sulla scuola francese tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Il concerto si aprirà e si chiuderà incorniciato dalle suggestioni di Le Tombeau de Couperin di Maurice Ravel, opera che rappresenta un ponte ideale tra il rigore del barocco francese e le armonie audaci del ventesimo secolo. A queste si aggiungono due perle assolute dell’impressionismo musicale di Claude Debussy: il celeberrimo Clair de lune e il vivace Passepied, tratti dalla celebre Suite bergamasque. Grazie alle magistrali trascrizioni curate da Cellier e dallo stesso Pantalone, queste opere – originariamente concepite per pianoforte – acquistano sulla tastiera dell’organo una dimensione nuova, rivelando sfumature inedite e avvolgenti.
Il cuore pulsante del programma esplorerà invece una dimensione più marcatamente spirituale con il Prélude, Adagio et Choral varié sur le thème du Veni Creator di Maurice Duruflé. Questa composizione, considerata una pietra miliare della letteratura organistica, trae la sua forza vitale dall’antica melodia del canto gregoriano, sviluppandola attraverso l’inconfondibile e raffinato linguaggio armonico del compositore francese. L’intreccio tra la ieraticità del tema originale e la complessa architettura contrappuntistica del Novecento creerà un momento di profonda riflessione musicale, esaltando in modo sublime l’acustica riverberante e maestosa della Basilica romana.
Info utili
- Indirizzo: Basilica dei Santi XII Apostoli, Piazza dei Santi Apostoli 51, Roma
- Data: Mercoledì 20 maggio 2026
- Orario: ore 20.00
- Ingresso: Gratuito
