- Cosa: Un ricco e variegato cartellone teatrale che spazia dalla commedia partenopea al teatro dell’assurdo, fino a riflessioni su tematiche sociali e salute mentale.
- Dove e Quando: Arena Teatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino, Roma. Dal 21 al 31 maggio.
- Perché: Per godere dello spettacolo dal vivo affrontando storie divertenti, surreali e profondamente umane in uno spazio culturale vitale per la periferia romana.
Tra classici partenopei e commedie dell’assurdo
Il palcoscenico romano si prepara ad accogliere una rassegna di eventi imperdibili che animeranno la capitale con una grande varietà di generi e registri narrativi. Dal 21 al 24 maggio, il sipario si alzerà sulla grande tradizione comica con Tre pecore viziose, un celebre e storico testo scritto da Eduardo Scarpetta e diretto in questa occasione da Giuseppe Sorvillo. L’opera trasporta immediatamente gli spettatori nelle esilaranti e caotiche dinamiche di una famiglia dominata dall’autoritaria Beatrice, una donna benestante che mantiene tre uomini nullafacenti: il marito Fortunato, il fratello vedovo Camillo e Felice, marito della figlia di Camillo. Questi tre uomini, all’insaputa l’uno dell’altro, intrattengono relazioni clandestine con tre sartine le quali, convinte di essere prossime alle nozze, decidono di organizzare una cena fatale. La scoperta improvvisa della tresca da parte di Beatrice scatena una serie di reazioni a catena, in un turbinio di equivoci esilaranti che rappresentano il marchio di fabbrica del miglior teatro partenopeo.
Parallelamente, dal 22 al 24 maggio, la scena teatrale sarà invasa dall’incontenibile energia surreale di Panda Activity, una brillante commedia scritta e diretta da Enrico Maria Falconi. In questo spettacolo, la sopravvivenza domestica si trasforma in un’avventura al limite del grottesco. All’interno di un appartamento estremamente caotico, sepolto tra decine di scatoloni e cibo sparso, quattro coinquilini affrontano le tensioni quotidiane in un’atmosfera carica di inaspettata comicità e mistero. Un pacco enigmatico e strani rumori provenienti dalla cucina fungono da innesco per una serie inarrestabile di decisioni avventate, trascinando tutti i protagonisti in un vortice di paure immotivate e pura follia. Le strategie improbabili e le discussioni surreali si susseguono sul palco senza sosta, mentre un inquietante rumore di fondo accompagna i loro disperati tentativi di mantenere il controllo della situazione domestica. Il ciclo comico si chiude poi il 30 e 31 maggio con Dica Duca, commedia diretta da Simone Luciani ambientata in una Roma del 1918, dove i decaduti Duchi degli Ulivi cercano di salvare le apparenze in un crescendo di scambi d’identità.
L’impegno sociale e la riflessione educativa
Dal 26 al 28 maggio, l’offerta teatrale si trasformerà in uno spazio di profonda riflessione educativa e sociale grazie allo spettacolo I Care, lettere a una professoressa, portato in scena da Claudio Ascoli per celebrare l’importante centenario della nascita di Don Lorenzo Milani. La storica compagnia dei Chille de la balanza propone al pubblico una messa in scena fortemente innovativa, frutto di una stretta collaborazione con gli ex allievi della Scuola di Barbiana e con figure intellettuali di spicco, che negli anni ne hanno studiato l’opera. Lo spettacolo non si limita a proporre una semplice e lineare narrazione biografica, ma invita attivamente il pubblico a partecipare alla rappresentazione attraverso tre momenti distinti di creazione collettiva. Mentre Ascoli ripercorre con passione la vita e le parole rivoluzionarie del Priore, Sissi Abbondanza coinvolge direttamente gli spettatori nella costruzione di una suggestiva scultura collettiva, assemblando materiali tipici dei luoghi milaniani, e Monica Fabbri li guida nel disegnare quanto accade sul palco.
La straordinaria e vibrante attualità del messaggio di Don Milani emerge con forza durante l’intera rappresentazione, stimolando nel pubblico interrogativi cruciali e sempre validi sulla scuola e sulla società contemporanea. Riaffiorano vividamente le penetranti riflessioni tratte dalla celebre Lettera ai giudici, in cui si sottolineava la delicatissima arte di educare i ragazzi muovendosi su un difficile “filo di rasoio”, cercando di bilanciare il forte senso della legalità con l’altrettanto vitale necessità politica di battersi coraggiosamente per leggi migliori quando queste si rivelano palesemente ingiuste a danno dei più deboli. Il palinsesto prosegue il 28 maggio con Le Beatrici, un intenso adattamento teatrale curato da Sara Zappalà basato sul brillante testo di Stefano Benni. In questo vivace caleidoscopio al femminile, la scena si popola di monologhi intensi, interpretati da donne dalle personalità apparentemente banali ma cariche di una disarmante emotività. L’autore dissacra in modo netto lo stereotipo della donna idealizzata, dolce e gentile, restituendo agli spettatori ritratti autentici, capaci di svelare tutte le brutture e le ipocrisie della nostra società con spietata lucidità.
L’esplorazione dell’animo e la salute mentale
Il 29 maggio, il ricco cartellone romano si arricchisce ulteriormente con Il valore affettivo del pesce, un’opera profondamente intima scritta e interpretata da Ketty Di Porto, per l’attenta regia di Daniele Aureli. Questo spettacolo affronta con estrema delicatezza e grande rispetto un tema di assoluta rilevanza sociale: la salute mentale. Lo spettacolo si configura sul palcoscenico come un viaggio emotivo e sottilmente ironico, intessuto di dialoghi vividi, sogni straordinariamente eloquenti e ricordi disordinati della protagonista. Al centro della complessa narrazione troviamo una donna, circondata costantemente da quattro presenze fondamentali – un amico, un padre e una psichiatra – che rappresentano sia dimensioni reali sia elementi simbolici del suo tortuoso ma necessario percorso di cura e di accettazione personale. L’approccio adottato dalla drammaturgia è del tutto privo di facile retorica, preferendo piuttosto una narrazione autentica che restituisce dignità e profonda umanità a una tematica troppo spesso confinata o relegata ai margini dell’odierno dibattito pubblico.
Attraverso questa originale pièce teatrale, il pubblico è invitato a esplorare le complesse dinamiche legate al cambiamento personale e la fondamentale importanza delle relazioni interpersonali, imparando a distinguere tra i legami che infliggono dolorose ferite e quelli che, al contrario, offrono un’ancora di salvezza e di conforto. Il titolo stesso dello spettacolo, volutamente eccentrico, suggerisce una riflessione profonda e inaspettata: il vero valore affettivo si nasconde spesso nelle piccole cose, in quei dettagli quotidiani apparentemente insignificanti, come per l’appunto un pesce, che racchiudono però significati nascosti di vitale importanza. Si tratta in definitiva di un’opera teatrale capace di bilanciare sapientemente lacrime di commozione e sincere risate, parlando simultaneamente al cuore e alla mente degli spettatori presenti in sala. Il valore affettivo del pesce ci ricorda con forza quanto sia ancora rivoluzionario, e soprattutto umanamente necessario all’interno di una società sempre più distratta e frenetica, il semplice e puro atto del “prendersi cura” di se stessi e del prossimo.
Info utili
- Dove: Teatro Tor Bella Monaca – Arena Teatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti, Roma.
- Come arrivare: Raggiungibile comodamente con Metro C o Linea Bus 20. È inoltre disponibile un ampio parcheggio per chi arriva in auto.
- Orari spettacoli: Tutti gli spettacoli serali iniziano alle ore 21:00. La domenica gli spettacoli si tengono alle ore 17:30.
- Botteghino e Biglietti: Aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 10:30 alle 21:30. Biglietto intero a 12,00 Euro, ridotto a 10,00 Euro, giovani a 8,00 Euro. Disponibile GIFT CARD a 78,00 Euro valida per 10 ingressi. Acquisto online possibile tramite circuito Vivaticket.
