Un pomeriggio da incorniciare per il tennis italiano agli Internazionali BNL d’Italia. Il Foro Italico ha consegnato due storie diversissime ma ugualmente cariche di emozione: la marcia regolare del numero uno del mondo Jannik Sinner, che approda ai quarti di finale battendo Andrea Pellegrino 6-2, 6-3, e la straordinaria rimonta di Luciano Darderi, capace di piegare Alexander Zverev al terzo set con un punteggio quasi irreale: 1-6, 7-6, 6-0.
Sinner gestisce, ma Pellegrino strappa applausi nel secondo set
Sul Centrale, davanti a un pubblico coinvolto e festante, Sinner ha controllato il derby azzurro con la consueta solidità. Il primo set è stato a senso unico: 6-2 in poco più di mezz’ora, con l’altoatesino aggressivo in risposta e Pellegrino visibilmente bloccato dalla tensione dell’occasione. Tutto sembrava indirizzato verso una di quelle vittorie senza storia che Jannik colleziona da mesi nei Masters 1000.
Poi, nel secondo set, qualcosa è cambiato. Tolta la pressione di dosso, Andrea Pellegrino ha iniziato a giocare il tennis che evidentemente conserva da sempre nel suo bagaglio: dritti pieni e profondi, scelte coraggiose lungolinea, qualche tocco di volo sorprendente, persino un ace ben piazzato a cancellare una palla break decisiva. Ha tenuto Sinner sotto pressione per diversi game, costringendo il numero uno del mondo a difendersi negli scambi prolungati e a tirare fuori il meglio per non veder pareggiare i conti.
Il pugliese, a 29 anni e con un percorso fatto più di Challenger che di palcoscenici importanti, ha mostrato in quei trenta minuti il giocatore che forse avrebbe potuto essere, e che in fondo è sempre stato dentro di lui: mano educata, tempi di palla puliti, un repertorio tecnico che non sfigura affatto contro la top 10.
Il pensiero, guardandolo, è inevitabile: come può un tennista con queste qualità essere arrivato così tardi e così defilato all’attenzione del grande pubblico? È una di quelle domande che il tennis professionistico, spietato e selettivo, lascia spesso senza risposta. Quel che è certo è che la cavalcata romana, dalle qualificazioni alla vittoria su Tiafoe e al primo ottavo Masters 1000 in carriera, gli ha restituito visibilità e, soprattutto, la prova che il livello può reggerlo.
Sinner ha comunque chiuso 6-3, conservando la lucidità nei momenti chiave e prenotando un quarto di finale contro il vincente di Rublev-Basilashvili.
Darderi-Zverev, una rimonta da raccontare a lungo
Mentre Sinner avanzava con il suo passo da fuoriclasse, sulla BNP Paribas Arena andava in scena la partita più clamorosa della giornata. Luciano Darderi, numero 18 del seeding, sembrava destinato a uscire di scena rapidamente: Zverev gli aveva concesso un solo game nel primo set, chiuso 6-1 in 28 minuti, gestendo la pratica con la consueta autorità del numero tre del mondo.
Il secondo set è stato il punto di svolta più improbabile che si potesse immaginare. Zverev è arrivato a servire per il match sul 5-3, poi a un passo dalla vittoria con ben quattro match point. Darderi li ha annullati tutti, uno dopo l’altro, trascinando il set al tie-break. E nel tie-break ha vissuto un’altra battaglia infinita, vinta 12-10 al termine di 22 punti che hanno tenuto in piedi il pubblico romano.
Quando si è arrivati al terzo set, qualcosa nel tedesco si era già spezzato. Darderi, al contrario, era cresciuto in fiducia game dopo game. Il parziale conclusivo è stato un monologo: 6-0 senza appello, con l’italoargentino sempre più aggressivo da fondo campo e Zverev schiacciato dal peso delle occasioni mancate. Alla fine, le lacrime di Darderi hanno raccontato meglio di qualsiasi statistica cosa significhi questo successo: la più grande vittoria della sua carriera, l’eliminazione di una testa di serie n. 2 in un torneo 1000, e un quarto di finale nel torneo di casa.
Un pomeriggio da ricordare
Roma 2026 entra così nella sua fase calda con due italiani ai quarti di finale e con la consapevolezza che, in mezzo, c’è anche il tennis silenzioso di chi, come Pellegrino, oggi ha ricordato a tutti che il talento non sempre incontra le luci giuste al momento giusto.
