- Cosa: Un progetto innovativo di screening andrologico e prevenzione della fertilità maschile.
- Dove e Quando: Presso l’IIS Tommaso Salvini (progetto pilota) e le Case della Comunità della ASL Roma 1, a partire da aprile 2026.
- Perché: Intercettare precocemente patologie come il varicocele e promuovere la cultura della prevenzione riproduttiva tra i giovanissimi.
La prevenzione sanitaria compie un passo decisivo verso le giovani generazioni romane, abbattendo tabù storici legati alla salute riproduttiva maschile. La ASL Roma 1 ha dato ufficialmente il via a un programma sperimentale dedicato ai ragazzi che compiono diciotto anni, un’iniziativa nata dalla sinergia tra istituzioni sanitarie, il mondo della scuola e il supporto del Rotary Club di Roma. L’obiettivo è colmare un vuoto informativo e clinico che spesso vede i ragazzi meno attenti alla propria salute rispetto alle coetanee, portando la medicina specialistica direttamente nei luoghi di aggregazione giovanile e sul territorio.
L’iniziativa è stata presentata presso il suggestivo Salone del Commendatore della Azienda Sanitaria Capitolina, alla presenza di figure chiave della sanità laziale e del mondo accademico. Il progetto non si limita alla semplice sensibilizzazione, ma propone un vero e proprio percorso clinico strutturato, gratuito e accessibile, volto a intercettare patologie silenziose che, se trascurate in età adolescenziale, possono compromettere seriamente la capacità riproduttiva in età adulta. In un momento storico in cui l’infertilità colpisce una persona su sei a livello globale, intervenire alla soglia della maturità diventa un investimento sociale imprescindibile.
Una rete territoriale per la prevenzione precoce
Il cuore del progetto risiede nella sua capacità di fare rete. La collaborazione tra la ASL Roma 1 e il Rotary Club di Roma permette di unire risorse professionali e visione strategica. Durante l’evento di lancio, il Prof. Giovanni Spera e la Presidente Maddalena De Gregorio hanno sottolineato come il supporto del Rotary sia fondamentale per attivare processi di prevenzione andrologica e ginecologica che il Distretto 2080 promuove da tempo. Questa visione è stata ribadita da Daniela Tranquilli, già promotrice di progetti simili, che ha evidenziato come la prevenzione nelle scuole rappresenti la frontiera più avanzata della medicina di prossimità.
L’integrazione con il sistema scolastico è garantita dal coinvolgimento dell’IIS Tommaso Salvini. La scuola, rappresentata dalla Prof.ssa Natalia Barbato, ospiterà la fase pilota del progetto che coinvolgerà i primi 100 studenti. Questo approccio permette di normalizzare il controllo medico, trasformandolo in un momento di formazione e consapevolezza. Come sottolineato da Civita Di Russo, vicecapo di Gabinetto Vicario della Regione Lazio, trasformare le Case della Comunità in centri di prossimità reale è la chiave per garantire che i ragazzi trovino percorsi di cura chiari e senza costi, riducendo il carico futuro di patologie croniche sul sistema sanitario regionale.
Il percorso clinico e la lotta al varicocele
Dal punto di vista operativo, il programma è coordinato dal Dott. Marco Martini, Direttore della UOC Urologia, e dal Dott. Mattia Marte. Il percorso si articola in due fasi: una prima parte dedicata alla formazione e all’informazione sui corretti stili di vita e una seconda fase clinica. I ragazzi potranno accedere a uno screening clinico gratuito presso le Case della Comunità della ASL Roma 1. Qualora durante la visita venissero riscontrate anomalie, i giovani saranno immediatamente presi in carico dalle strutture specialistiche per accertamenti strumentali approfonditi, garantendo una continuità assistenziale senza soluzione di continuità.
L’attenzione è rivolta in particolare al varicocele, una patologia che interessa tra il 10% e il 20% dei giovani maschi e che rappresenta una delle principali cause di infertilità trattabile. Tuttavia, lo screening mira a individuare anche casi di criptorchidismo, fimosi e altre anomalie anatomiche. Intervenire in età peri-puberale significa agire sul meccanismo della spermatogenesi prima che i danni diventino irreversibili, offrendo ai neo-diciottenni gli strumenti per tutelare il proprio benessere futuro in un’età in cui spesso si perde il contatto con il pediatra e non si è ancora stabilito un rapporto con il medico di base per queste specifiche tematiche.
Perché intervenire a diciotto anni
La scelta dei diciotto anni come “giro di boa” per questo screening non è casuale. Rappresenta il passaggio legale all’età adulta e coincide spesso con l’ultimo anno di scuola superiore, l’ultima occasione per intercettare una platea vasta e omogenea di giovani prima che si disperdano nel mondo universitario o lavorativo. Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1, ha ribadito che abbattere le barriere tra ospedale e cittadino è la missione principale della nuova sanità territoriale. La salute andrologica è stata a lungo trascurata rispetto a quella femminile, creando una disparità di consapevolezza che questo progetto mira a sanare.
L’iniziativa si pone anche l’obiettivo di educare i ragazzi alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e alla protezione del sistema riproduttivo dai danni ambientali. In un’epoca caratterizzata da cambiamenti negli stili di vita e da un aumento dei fattori di rischio esterni, fornire ai giovani un punto di riferimento sanitario certo e gratuito è fondamentale. La ASL Roma 1, attraverso questa iniziativa, non solo monitora la salute attuale dei suoi giovani cittadini, ma si impegna a garantire loro una migliore qualità della vita riproduttiva futura, promuovendo una cultura della responsabilità verso il proprio corpo.
Info utili
- Destinatari: Ragazzi residenti nel territorio della ASL Roma 1 che frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori.
- Dove: Case della Comunità della ASL Roma 1 e IIS Tommaso Salvini (progetto pilota).
- Costo: Il servizio di screening è completamente gratuito.
- Tipologia visite: Esame clinico andrologico e orientamento agli stili di vita.
(Crediti Ufficio Stampa ASL Roma 1)
