- Cosa: Tredicesima tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, torneo giovanile di calcio a 7.
- Dove e Quando: Presso il Lazio Training Center di Formello (Roma), mercoledì 25 marzo 2026.
- Perché: Unire il calcio professionistico a quello oratoriale per promuovere i valori del rispetto e contrastare ogni forma di discriminazione.
L’erba verde del Lazio Training Center di Formello non è stata, per un pomeriggio, solo il teatro degli schemi tattici della prima squadra biancoceleste. Mercoledì 25 marzo 2026, i cancelli del centro sportivo si sono aperti per accogliere una sfida che trascende il risultato agonistico, spostando l’attenzione su un terreno di gioco ben più ampio e complesso: quello dei diritti umani e dell’integrazione sociale. La S.S. Lazio ha infatti ospitato la tredicesima tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, un’iniziativa che vede collaborare colossi del calibro di Lega Calcio Serie A, Philadelphia (Gruppo Mondelēz International) e il Centro Sportivo Italiano (CSI).
L’evento ha visto come protagonisti assoluti i giovanissimi atleti della Parrocchia Santissimo Crocifisso, ragazzi tra i 12 e i 14 anni che hanno avuto l’opportunità unica di confrontarsi con i coetanei del settore giovanile laziale e con un ospite d’eccezione, l’attaccante Daniel Maldini. La giornata non è stata una semplice esibizione sportiva, ma un vero e proprio laboratorio educativo a cielo aperto, dove il pallone è diventato lo strumento per veicolare messaggi di fratellanza e per ribadire un “no” collettivo e fragoroso a ogni forma di razzismo, in linea con la campagna nazionale Keep Racism Out sostenuta anche dall’UNAR.
Un ponte tra sport di base e professionismo
Il cuore pulsante del progetto risiede nella capacità di accorciare le distanze, spesso percepite come incolmabili, tra il calcio di periferia e l’Olimpo della Serie A Enilive. La Philadelphia Junior Cup nasce proprio con l’intento di portare i ragazzi degli oratori, provenienti dalle 17 città che ospitano il massimo campionato, all’interno delle strutture d’eccellenza dei grandi club. Questo “walk about” emozionale permette ai giovani calciatori di respirare l’aria del professionismo, non come spettatori passivi, ma come attori principali di un percorso formativo che culminerà con una finalissima d’eccezione sul prestigioso prato dello Stadio Olimpico di Roma, poco prima della Finale di Coppa Italia Frecciarossa.
L’incontro a Formello rappresenta una delle tappe fondamentali di questo viaggio iniziato a gennaio e che si concluderà a maggio. Attraverso le fasi territoriali e regionali, il torneo seleziona le otto squadre che si contenderanno il titolo nazionale, ma il vero premio è l’esperienza di condivisione vissuta durante gli appuntamenti formativi. Entrare nei centri di allenamento dove si preparano i campioni della domenica trasforma il sogno in realtà e carica di responsabilità educativa il gesto tecnico: ogni passaggio e ogni gol diventano simboli di un impegno civile che i ragazzi porteranno con sé ben oltre la fine della competizione.
Daniel Maldini: il volto dell’inclusione
La presenza di Daniel Maldini ha conferito all’evento un valore simbolico profondo. L’attaccante biancoceleste si è messo a disposizione dei ragazzi della Parrocchia Santissimo Crocifisso, non solo per firmare autografi, ma per intavolare un dialogo schietto sui valori cardine dello sport: amicizia, rispetto e inclusione. Maldini ha condiviso la propria esperienza professionale, ponendo l’accento su quanto la collaborazione e il gioco di squadra siano determinanti non solo per vincere una partita, ma per costruire una comunità sana e coesa. Il calcio, nelle parole del campione, emerge come un linguaggio universale capace di abbattere le barriere culturali e linguistiche.
Il momento più toccante della giornata è stato lo scambio dei doni, un rituale che ha sancito l’alleanza tra il club e il territorio. I giovani atleti hanno omaggiato Maldini con la maglia “Il calcio è amicizia”, mentre il calciatore ha autografato la divisa ufficiale della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, consegnata ai capitani della parrocchia. Questo scambio non è stato un semplice atto formale, ma la testimonianza tangibile di una volontà educativa condivisa, volta a formare una nuova generazione di atleti che sappiano vivere l’agonismo con etica e rispetto per l’avversario, indipendentemente dalla sua provenienza o dal colore della pelle.
L’impegno sociale della S.S. Lazio e delle istituzioni
La riuscita dell’evento è stata garantita da un coro di voci istituzionali e professionali che hanno arricchito il dibattito sui temi dell’integrazione. La dott.ssa Cristina Mezzaroma ha ribadito come la S.S. Lazio promuova quotidianamente il contrasto a ogni forma di discriminazione, vedendo nello sport uno strumento di crescita sociale imprescindibile. Al suo fianco, figure come Vincenzo Chiavetta, psicologo del club, e rappresentanti della CSR di Lega Serie A e del CSI Roma, hanno offerto spunti di riflessione tecnica e umana, sottolineando l’importanza di creare ambienti inclusivi sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco.
Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di sensibilizzazione che vede la Lega Calcio Serie A collaborare strettamente con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri). In un’epoca in cui gli episodi di intolleranza cronaca purtroppo ancora troppo spesso gli eventi sportivi, iniziative come la Philadelphia Junior Cup fungono da anticorpo sociale. Educare i giovani oggi significa garantire che lo stadio di domani sia un luogo di festa e civiltà, dove l’unica competizione ammessa sia quella sportiva, fondata sul merito e sulla lealtà.
Info utili
- Luogo: Lazio Training Center, Formello (RM).
- Progetto: Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out (13ª edizione).
- Partner: Lega Calcio Serie A, Philadelphia (Mondelēz International), CSI (Centro Sportivo Italiano).
- Finalissima: Stadio Olimpico di Roma (maggio 2026), in concomitanza con la Finale di Coppa Italia Frecciarossa.
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
