Venerdì 8 maggio al Foro Italico: Elisabetta Cocciaretto stende Emma Navarro 6-3 6-3 e per la prima volta vola al terzo turno degli Internazionali, dove troverà Swiatek. Matteo Arnaldi firma l’impresa di giornata battendo in rimonta il numero 8 del mondo Alex De Minaur. In serata Lorenzo Musetti e Luciano Darderi vincono col medesimo punteggio, un doppio 6-4 in fotocopia, contro Mpetshi Perricard e Hanfmann. Si fermano invece Tyra Grant e Noemi Basiletti, ma con onore.
Ci sono giornate che si raccontano da sole. E quella di ieri al Foro Italico è una di quelle: quattro vittorie azzurre, due sconfitte a testa alta, e un Centrale che alla sera sembrava il salotto di casa.
Cocciaretto, una sera da incorniciare
La protagonista vera, ieri, è stata Elisabetta Cocciaretto.
Sul Centrale, contro Emma Navarro (l’americana è al rientro nel circuito, ma pur sempre una giocatrice da Top 30) la marchigiana ha messo in piedi una di quelle prestazioni che non si dimenticano: 6-3 6-3 in un’ora e mezza, con un settantanove per cento di prime palle in campo, sessantacinque per cento di punti vinti con la prima, e quel dritto incrociato che ha fatto male a Navarro per tutta la sera.
Il momento del match è stato il settimo gioco del secondo set: avanti di un break, Elisabetta è scivolata sotto 0-40, due chance del controbreak per l’americana. Cinque punti di fila, una rincorsa pulita e silenziosa, game tenuto, 5-2. Tre giochi e mezzo dopo, prima volta in carriera al terzo turno degli Internazionali.
“Io penso che ogni tennista sogni qualcosa del genere”, ha detto a fine match. “Non avrei potuto mai desiderare serata migliore”.
Ora la attende Iga Swiatek, sì, la stessa Swiatek che l’ha eliminata un anno fa proprio qui. Si chiama, in italiano, una rivincita. E Roma queste cose le ama.
Matteo Arnaldi, l’impresa sotto la pioggia
E poi, nel pomeriggio, è arrivata l’impresa di Matteo Arnaldi, numero 106 del mondo, che battuto Alex De Minaur, numero 8 ATP e sesta testa di serie del torneo, in rimonta in tre ore di tennis sulla BNP Paribas Arena: 4-6 7-6(5) 6-4. Sotto di un set, aggrappato al servizio nel secondo, capace di tirare fuori il tie-break dal cilindro proprio quando l’australiano sembrava in controllo. E poi un terzo set diventato spettacolo: break, controbreak, un altro break a zero costruito da Arnaldi sotto il diluvio in arrivo, e De Minaur che sul 4-4 perde la testa, scaglia la racchetta a terra, si becca un warning. Matteo non ha tremato e ha chiuso al servizio, sotto la pioggia che ormai cadeva forte, mentre il pubblico romano restava lì con gli ombrelli aperti per non perdere nulla.
Per Arnaldi è la sesta vittoria in carriera contro un Top 10, la prima dopo quella su Djokovic a Madrid 2025; la settima vittoria consecutiva tra Cagliari (dove ha vinto il Challenger 175) e Roma; e soprattutto il rientro virtuale in Top 100, cosa che fino a quindici giorni fa sembrava un sogno.
“Sono contento. Se due mesi fa mi avessero detto che avrei vinto una partita simile, non ci avrei creduto”, ha detto a fine match. Al terzo turno troverà il giovane spagnolo Rafael Jodar, ed è tutto da scoprire.
Lorenzo e Luciano, un doppio 6-4 in fotocopia
Poi sono arrivati i due della sera. E qui il copione si è fatto curioso, perché Lorenzo Musetti e Luciano Darderi, uno sul Centrale, l’altro sulla BNP Paribas Arena, in contemporanea, hanno costruito due partite quasi identiche. Stesso punteggio, stesso ritmo, stesso esito: 6-4 6-4. Una fotocopia in azzurro.
Musetti, numero 8 del seeding, ha disinnescato il temibile Mpetshi Perricard (il francese mancino col servizio da bombardiere) con un tennis di rara intelligenza: due break decisivi piazzati al momento giusto (uno per parziale, sempre nel finale), il secondo nato addirittura da due doppi falli consecutivi del francese e da una risposta da applauso del carrarino. Lorenzo annulla due palle del controbreak ai vantaggi, gestisce, chiude.
Al terzo turno troverà Francisco Cerundolo, e si potrà cominciare davvero a sognare il bis della semifinale di un anno fa.
Darderi, numero 18, ha fatto rispettare il pronostico contro Hanfmann (sempre temibile, fresco vincitore su Hurkacz al primo turno) chiudendo in un’ora e trentuno minuti senza farsi mai prendere il servizio nei momenti decisivi. Il bilancio nei precedenti era già 3-0 per Luciano, e adesso è 4-0.
Al terzo turno c’è Tommy Paul, una sfida dura. Ma intanto Luli si è preso il suo terzo turno.
Basiletti e Grant, fuori con onore
Basiletti è il capitolo più nuovo della settimana. Il giorno prima, mercoledì 7, la ventenne toscana — entrata in tabellone partendo addirittura dalle pre-qualificazioni, numero 427 del mondo — aveva firmato l’impresa che ha fatto il giro dei social: Ajla Tomljanovic battuta 7-5 6-4, sei vittorie consecutive per arrivare al secondo turno di un WTA 1000 al debutto assoluto in un main draw. Una di quelle storie che vale il prezzo del biglietto.
Poi ieri è arrivata Elina Svitolina, numero 10 del mondo, due volte vincitrice qui a Roma, una vita a quel livello. Un muro. Noemi ha perso 6-1 6-3 in un’ora e diciassette minuti, senza inventarsi miracoli, ma giocando con la testa alta dall’inizio alla fine: controbreak immediato in apertura, recupero del break nel secondo set per agganciare sul 3-3, e perfino due match point annullati nel decimo gioco prima di alzare bandiera bianca.
“La differenza è nell’interpretazione della partita”, ha detto a fine match. “Bilancio positivo. Domani torniamo a lavorare”. Esce così, da grande, una ragazza del 2006. Tornerà, e tornerà attrezzata.
Stessa parola, “onore”, anche per Tyra Grant. La diciannovenne romana, in tabellone con una wild card, è uscita ieri al secondo turno contro la ceca Bartunkova: 4-6 6-3 6-4 in due ore e sedici minuti, dopo aver vinto il primo set e aver venduto carissima la pelle nel terzo. Il break decisivo è arrivato nel nono game con un doppio fallo. Resta un torneo di crescita per Tyra, ed è già qualcosa.
E intanto, dal venerdì sera al sabato, Roma si è tenuta stretti i suoi: Cocciaretto verso Swiatek, Arnaldi verso Jodar, Musetti verso Cerundolo, Darderi verso Paul. Quattro partite di livello altissimo davanti, tutte da giocare.
