- Cosa: Proseguimento della rassegna multidisciplinare Le ali della libertà – quando il teatro libera e include.
- Dove e Quando: Spazio Rossellini (Roma), appuntamenti il 26 e 27 marzo 2026 alle ore 20.00.
- Perché: Un progetto che utilizza l’arte scenica, la musica e la danza per dare voce a chi vive ai margini, dai migranti ai giovani delle periferie.
L’arte, nella sua accezione più nobile, non è mai soltanto intrattenimento o puro esercizio estetico; essa si configura spesso come uno strumento di indagine sociale e di riscatto umano. Questo è il cuore pulsante della rassegna Le ali della libertà – quando il teatro libera e include, un’iniziativa che sta animando il palcoscenico dello Spazio Rossellini a Roma. Ideata da Giovanni Anversa, Presidente ATCL, e Isabella Di Cola, Direttrice Artistica della medesima associazione, la manifestazione si pone l’obiettivo ambizioso di abbattere le barriere dell’isolamento attraverso il linguaggio universale della scena.
In un’epoca segnata da profonde divisioni e dalla tendenza a rendere invisibili le fragilità, questa rassegna multidisciplinare promossa da ATCL (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio) sceglie di puntare i riflettori su chi solitamente resta nell’ombra. Attraverso cinque serate di programmazione, il progetto mira a restituire dignità artistica a persone con disabilità, detenuti e individui che vivono la condizione sospesa della migrazione. La forza dell’iniziativa risiede anche nella sua capacità di fare rete, coinvolgendo istituzioni prestigiose come l’Università Roma Tre, la Sapienza Università di Roma, il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli e la Fondazione Teatro di Roma, creando un ponte concreto tra il mondo della cultura e il tessuto sociale del territorio.
Il dramma dei migranti: La porta della vita
Il 26 marzo alle ore 20.00, l’attenzione si sposta su uno dei temi più urgenti e dolorosi del nostro tempo con lo spettacolo La porta della vita – La tragedia delle morti in mare e della deprivazione dei diritti sul lungo cammino per Lampedusa. L’opera nasce dalla penna di Francesco Viviano, giornalista di lungo corso che ha dedicato gran parte della sua carriera a testimoniare i flussi migratori dall’Africa verso le coste italiane. L’adattamento teatrale, curato e interpretato da Alessandro Ienzi, trasforma l’inchiesta giornalistica in un’esperienza viscerale, portando sul palco la sofferenza e la speranza di chi affronta il Mediterraneo.
La narrazione si snoda attraverso quattro racconti, offrendo altrettanti punti di vista che si intrecciano in un unico grido di umanità. Incontreremo Austin, un giovane nigeriano in fuga dopo l’omicidio del padre; Asik, il comandante di un mercantile turco che vive il paradosso di salvare oltre cento vite ma di portarsi dentro il peso di una giovane donna annegata; Florent, madre che ha conosciuto l’orrore delle carceri libiche; e infine un militare della Guardia di Finanza, lacerato dal conflitto morale di dover eseguire ordini di respingimento che percepisce come disumani. È una riflessione potente che pone allo spettatore l’interrogativo fondamentale sulla scelta tra la vita e la morte, mettendo a nudo la crudeltà delle frontiere.
Romeo e Giulietta secondo MaTeMù: L’amore come resistenza
La rassegna si avvia alla conclusione il 27 marzo con un appuntamento dedicato alle nuove generazioni e al potere trasformativo dell’arte partecipata. Lo spettacolo G+R – Di muri abbattuti e cuori aperti, firmato da Bartolini/Baronio, rappresenta il culmine di un anno di intenso lavoro svolto presso MaTeMù, il Centro Giovani e Scuola d’Arte del Municipio Roma I Centro. In questo viaggio scenico, i laboratori di teatro, musica, canto, rap e breakdance convergono per reinterpretare il mito di Romeo e Giulietta di Shakespeare, trasponendolo nella realtà contemporanea dei giovani che abitano le periferie esistenziali della città.
La ricerca artistica si è mossa attorno alla domanda “Cos’è l’amore per te?”, trovando ispirazione non solo nei versi del Bardo ma anche nelle riflessioni dell’attivista bell hooks. Il risultato è un’opera in cui l’amore non è inteso come tragico destino di morte, ma come atto di resistenza politica e sociale. In un mondo che, come la Verona shakespeariana, appare dominato dall’odio e dal potere, i ragazzi di MaTeMù rivendicano il diritto alla bellezza e alla libertà. Lo spazio della paura di non essere accettati diventa così lo spazio del possibile, dove l’arte diventa la lingua comune per abbattere i muri e immaginare un futuro in cui nessuno debba temere di mostrare la propria “follia” o i propri colori.
L’impatto culturale del teatro integrato
L’iniziativa allo Spazio Rossellini dimostra come il teatro possa fungere da catalizzatore per un cambiamento reale. Non si tratta solo di mettere in scena delle performance, ma di creare un ecosistema dove la diversità è valore aggiunto. La partecipazione di realtà accademiche e istituzionali garantisce una profondità di analisi che va oltre la serata dello spettacolo, stimolando un dibattito necessario sulla funzione pubblica della cultura. Quando le istituzioni collaborano con le associazioni di base, il risultato è un’offerta culturale che non esclude nessuno e che, anzi, trae la sua forza proprio dalla pluralità delle voci coinvolte.
Concludere questo percorso nel giorno della Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo) aggiunge un valore simbolico significativo. Celebrare la scena attraverso le storie di chi lotta per i propri diritti o per la propria identità è il modo migliore per onorare una forma d’arte che, fin dalle sue origini greche, è stata il luogo della cittadinanza e del confronto democratico. Le ali della libertà non è quindi solo il titolo di una rassegna, ma un manifesto programmatico per un teatro che vuole continuare a essere, citando il testo shakespeariano rivisitato dai ragazzi, “un faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai”.
Info utili
- Sede: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Orari: Spettacoli ore 20.00.
- Biglietteria: Intero online 10,00€ (+ 2,00€ d.p.); Intero botteghino 12,00€; Ridotto botteghino 5,00€.
- Servizi: Bar interno e biglietteria aperti un’ora prima dell’inizio.
- Parcheggio: Gratuito e custodito con ingresso da Via della Vasca Navale 70 (fino a esaurimento posti).
- Contatti: Telefono 345 2978091.
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