Cosa: Lo spettacolo teatrale Il Principe delle tenebre, una produzione firmata Ruotalibera Teatro che mescola fiaba popolare e suggestioni cinematografiche.
Dove e Quando: Presso Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano 58, Roma; domenica 29 marzo 2026 alle ore 16.30.
Perché: Un’esperienza visiva unica che unisce il mito di Nosferatu alla commedia dell’arte, affrontando il tema dell’emancipazione femminile con un linguaggio adatto anche ai più piccoli.
L’appuntamento con la rassegna Infanzie in gioco 2025/2026 si rinnova portando sul palcoscenico del Centrale Preneste Teatro una proposta di alto profilo artistico e intellettuale. Domenica 29 marzo, la compagnia Ruotalibera Teatro presenta Il Principe delle tenebre, un’opera che promette di incantare il pubblico delle famiglie romane attraverso una commistione di generi e linguaggi. Lo spettacolo, scritto da Fabio Traversa e diretto da Tiziana Lucattini, si inserisce in un percorso di ricerca teatrale che non teme di affrontare tematiche profonde attraverso la lente della fantasia e del registro “visual”.
In scena, un trio di interpreti affiatati composto da Valentina Greco, Tiziana Lucattini e lo stesso Fabio Traversa darà vita a un racconto sospeso tra il sogno e l’incubo, dove il bianco e nero del cinema muto incontra la vivacità del teatro d’attore. La scelta di Centrale Preneste come cornice non è casuale: situato nel cuore del quartiere Pigneto/Malatesta, lo spazio si conferma ancora una volta come un presidio culturale fondamentale per la periferia est della Capitale, capace di offrire produzioni che stimolano lo spirito critico delle nuove generazioni.
Tra fiaba popolare e suggestioni espressioniste
Il nucleo narrativo de Il Principe delle tenebre affonda le sue radici nella tradizione orale italiana, ispirandosi liberamente alla fiaba popolare Naso d’Argento. Tuttavia, la riscrittura di Traversa opera una trasformazione estetica radicale, attingendo a piene mani dalle atmosfere misteriose di Nosferatu il vampiro, il capolavoro cinematografico firmato da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922. Questa scelta stilistica si traduce in un impianto scenico rigoroso, dove dominano il bianco e il nero, richiamando l’estetica dell’espressionismo tedesco. Le linee distorte delle scene di Francesco Persico e i costumi di Antonia Dilorenzo contribuiscono a creare un universo visivo distorto e affascinante, tipico del cinema muto degli anni Venti.
L’uso sapiente del disegno luci e del visual design, curato da Chiara Saiella, enfatizza i contrasti netti e le ombre lunghe, trasformando il palco in una pellicola vivente. L’inserimento di didascalie proiettate, tipiche della cinematografia d’inizio secolo, non è solo un vezzo stilistico, ma un dispositivo narrativo che guida lo spettatore nel dipanarsi della vicenda. Questo connubio tra teatro e cinema d’epoca permette ai bambini dai 6 anni in su di familiarizzare con un linguaggio estetico colto e ricercato, mediato però da una narrazione che mantiene intatta la sua forza archetipica.
Una riflessione sull’emancipazione femminile
Al di là della ricercatezza formale, lo spettacolo nasconde un sottotesto sociale di grande attualità. La trama segue le vicende di un distinto e ricco signore, caratterizzato da un misterioso naso d’argento e da una solitudine cronica, che attira nel suo castello le tre giovani figlie di una povera lavandaia. Il miraggio di una vita agiata e la promessa di un cambiamento radicale spingono le ragazze a seguire l’enigmatico sconosciuto. Tuttavia, dietro l’apparenza della generosità si cela un esercizio di potere e di controllo. È qui che emerge il tema centrale dell’affrancamento femminile: la figura di Lucia, la minore delle sorelle, incarna l’intelligenza e l’avvedutezza necessarie per rompere gli schemi imposti dall’autorità maschile.
Lucia non è una vittima passiva, ma una protagonista attiva che, con astuzia e determinazione, devia il corso previsto della storia. Questo messaggio di autodeterminazione è veicolato con una leggerezza che richiama la Commedia dell’Arte e omaggia la comicità intelligente di opere come Frankenstein Junior di Mel Brooks. Il risultato è un equilibrio perfetto tra il brivido del mistero e il sorriso della satira, rendendo il tema del potere e dell’emancipazione accessibile e comprensibile senza risultare didascalico.
La forza del teatro visual a Roma
La produzione di Ruotalibera Teatro si distingue per la capacità di integrare il “teatro d’attore” con elementi visuali d’avanguardia. La fisicità dei performer si fonde con le proiezioni e le luci, creando un’esperienza immersiva che supera i confini del teatro tradizionale per ragazzi. In un’epoca dominata dal digitale e dalla velocità delle immagini, Il Principe delle tenebre propone una lentezza ragionata e una cura del dettaglio che invita alla contemplazione e alla riflessione. La regia di Tiziana Lucattini coordina con mano sicura un team creativo d’eccellenza, garantendo coerenza tra la performance attoriale e l’apparato tecnico.
Per il pubblico romano, si tratta di un’occasione preziosa per riscoprire il valore del teatro come luogo di formazione e di incontro. La rassegna Infanzie in gioco continua a dimostrare come sia possibile fare cultura di qualità per i più giovani, partendo da testi classici o popolari per arrivare a riflessioni universali sull’essere umano. Assistere a questo spettacolo significa immergersi in un’opera totale, dove ogni elemento, dalle foto di scena di Federica Di Benedetto alla promozione curata da Serena Amidani e Paola Meda, concorre alla riuscita di un progetto artistico che onora la grande tradizione teatrale italiana.
Info utili
- Data: Domenica 29 marzo 2026, ore 16.30
- Luogo: Centrale Preneste Teatro, Via Alberto da Giussano, 58 – Roma (zona Pigneto/Malatesta)
- Costo: Biglietto unico 7,00 €
- Età consigliata: Dai 6 anni in su
- Acquisto: Online sul sito ufficiale di Centrale Preneste Teatro o in biglietteria dalle ore 16.00 del giorno stesso (previa disponibilità)
- Informazioni: Attivo il numero 0627801063 (dal lunedì al venerdì, ore 10.00–17.00)
(Credit ph Federica Di Benedetto)
