Cosa: Mostra personale HEAD. Sognogrammi d’Inchiostro fossile di Luigi Bellinzoni.
Dove e Quando: AMIGDALAB Art Space, Via Tirso 76, Roma; dal 27 marzo al 3 maggio 2026.
Perché: Il ritorno sulla scena artistica di un autore poliedrico con un’indagine ossessiva e visionaria sulla testa umana, accompagnata da una performance gastronomica del Codice OBIC.
Il ritorno di Luigi Bellinzoni tra archetipi e modernità
Roma tiene a battesimo un nuovo polo della sperimentazione culturale: apre in Via Tirso AMIGDALAB Art Space, una “capsula performativa” concepita come laboratorio di idee, mostre e talk. Per l’inaugurazione di questo spazio, il curatore Gianluca Marziani presenta HEAD. Sognogrammi d’Inchiostro fossile, la mostra personale che segna il ritorno espositivo di Luigi Bellinzoni. Romano, classe 1965, Bellinzoni riemerge dopo una lunga e fortunata parentesi professionale nel mondo dell’audiovisivo internazionale (FremantleMedia), dimostrando come la sua ricerca interiore non si sia mai interrotta, ma sia anzi maturata nel silenzio dello studio.
Il percorso espositivo si concentra su una serie di opere su carta di grande intensità, dove la testa umana diventa l’unico, assoluto protagonista. Non si tratta di ritratti nel senso tradizionale del termine, ma di vere e proprie geografie dell’anima. Bellinzoni sviscera il concetto di “capo” come nucleo irradiante del pensiero, trasformandolo in un soggetto geologico prima ancora che biologico. Le sue teste sono “sognogrammi”: tracce liquide di inchiostro che evocano memorie arcaiche, echi di civiltà native e, allo stesso tempo, suggestioni cyborg e androidi, in un cortocircuito temporale che unisce il fossile al futuribile.
La pelle come archivio: tra segno e materia
La tecnica di Bellinzoni è un esercizio di compressione e catarsi. Utilizzando fogli di spessa cellulosa e inchiostri profondi, l’artista opera in una dimensione grafica quasi meditativa, tra “respiro e apnea”. Ogni segno impresso sulla carta precede l’anatomia per farsi veggenza: le sue figure non somigliano a nessuno, ma contengono le reazioni e le emozioni di tutti. È un’arte che parla un linguaggio primordiale, richiamando idealmente la forza dei feticci tribali o le intuizioni di maestri come Picasso e Modigliani, ma depurandole da ogni intento didascalico.
Un elemento centrale della rassegna è l’indagine sulla “pelle” delle opere. La superficie epidermica delle teste di Bellinzoni è instabile, elettrica, magmatica; traduce il dolore e l’esperienza reale in una fisionomia che muta costantemente sotto l’occhio dell’osservatore. Questa tensione tra il concetto (maturato negli anni di formazione al Chelsea College di Londra) e il gesto manuale (affinato come assistente di Enzo Cucchi e Silvia Morera) rende il lavoro di Bellinzoni unico nel panorama contemporaneo, capace di unire il rigore dell’astrazione materica alla potenza evocativa del simbolo.
Il gusto dell’arte: la performance del Codice OBIC
L’evento di apertura del 27 marzo non sarà solo un’occasione visiva, ma coinvolgerà tutti i sensi grazie alla partecipazione di Anna Paola Lo Presti. Maestra dell’interpretazione dell’arte in chiave gustativa, la Lo Presti presenterà una performance dal Codice OBIC (curata insieme a Marziani) dedicata specificamente all’opera di Bellinzoni. La traduzione gastronomica della mostra prenderà la forma di una Mille Feuille verticale alla fragola, una creazione che riflette la fragilità e la stratificazione delle opere in mostra.
La ricetta gioca sul contrasto necessario tra il dolce dello zucchero (la memoria, l’infanzia, la consolazione) e la sapidità del sale (il dolore che incide e conserva). Come nei sognogrammi d’inchiostro di Bellinzoni, dove la bellezza emerge da crepe e sospensioni, così nel piatto della Lo Presti la precarietà diventa forza. Questo dialogo tra discipline diverse — pittura, performance e gusto — incarna perfettamente lo spirito di AMIGDALAB, che si propone come punto di riferimento per chi cerca a Roma una cultura viva, dinamica e capace di superare i confini tra le arti.
Info utili
- Luogo: AMIGDALAB Art Space, Via Tirso 76, Roma.
- Date: 27 marzo – 3 maggio 2026.
- Opening: 27 marzo 2026, dalle ore 18:00 (con performance gastronomica).
- Orari: Dal martedì al sabato, ore 11:00 – 19:00.
- Ingresso: Gratuito.
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