- Cosa: Il mio cuore a Villa Strohl-fern, mostra personale di pittura di Duccio Trombadori.
- Dove e Quando: Fondazione Marco Besso (Largo di Torre Argentina 11, Roma), dall’8 al 30 aprile 2026.
- Perché: Un omaggio intimo e pittorico a uno dei luoghi simbolo della Scuola Romana, intrecciando memoria familiare e paesaggio artistico.
Il legame tra un artista e i luoghi della sua formazione non è mai un semplice dato biografico, ma una trama invisibile che ne orienta la mano e lo sguardo. Per Duccio Trombadori, l’esposizione Il mio cuore a Villa Strohl-fern, che inaugura l’8 aprile presso la prestigiosa cornice della Fondazione Marco Besso, rappresenta il coronamento di un lungo viaggio sentimentale e creativo. Al centro della ricerca c’è lo storico parco romano adiacente a Villa Borghese, un tempo cuore pulsante di una colonia d’arte internazionale e oggi custode di un silenzio colmo di storie.
Villa Strohl-fern non è un luogo qualunque per la pittura italiana del Novecento. Fu un centro di vita culturale straordinario, abitato e vissuto da molti protagonisti della cosiddetta Scuola Romana. Tra questi figurava Francesco Trombadori, nonno di Duccio, il cui studio è oggi parte integrante della casa-museo del Parco. Esporre queste opere oggi significa dunque riaprire un dialogo interrotto con il passato, riportando alla luce l’anima di un luogo che ha saputo resistere al tempo, mutando forma ma mai identità.
Un’eredità sentimentale tra le quinte della natura
La pittura di Duccio Trombadori in questa rassegna si fa specchio di una “memoria e fantasia” che affondano le radici nell’infanzia. L’artista non si limita a ritrarre un paesaggio, ma mette in scena uno scenario quasi dipinto dalla natura stessa, dove le quinte vegetali diventano il teatro di stagioni sentimentali cruciali. Il ricordo delle visite ai nonni paterni si mescola alla maturità più tarda, quando Villa Strohl-fern è diventata il punto di attesa per le nuove generazioni della famiglia, all’uscita della scuola primaria francese che ha preso il posto degli antichi studi d’arte.
Questa stratificazione di ricordi conferisce alle tele un rilievo intimo, quasi confessionale. Trombadori prova a rendere omaggio al volto del parco non come un osservatore esterno, ma come un abitante privilegiato di quegli spazi. Le sue opere diventano così una testimonianza visiva di come un luogo possa trasformarsi senza perdere la sua carica evocativa, passando dalla straordinaria “colonia d’arte” d’inizio secolo a uno spazio di vita quotidiana che conserva, tra le sue fronde, il seme della creatività.
La Fondazione Marco Besso: crocevia di arti visive
L’ospitalità della Fondazione Marco Besso, situata nel cuore archeologico di Roma in Largo di Torre Argentina, aggiunge un ulteriore livello di significato all’esposizione. La Fondazione, da sempre impegnata nella promozione delle attività culturali e delle arti visive, si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione di percorsi artistici che sanno coniugare la qualità tecnica con la profondità storica. Inserire il lavoro di Trombadori in questo contesto significa sottolineare la continuità della tradizione pittorica romana in un dialogo costante con il presente.
La mostra offre al visitatore la possibilità di immergersi in un’atmosfera sospesa, dove il colore e la forma cercano di catturare l’inafferrabile: il genio del luogo. Attraverso lo sguardo di Duccio Trombadori, Villa Strohl-fern smette di essere solo un parco per diventare un simbolo della resistenza della bellezza e dell’arte nel tessuto urbano di una Capitale in perenne mutamento. È un invito a riscoprire la “scuola della pittura” non come un concetto astratto, ma come un’esperienza vissuta tra le mura di uno studio e i sentieri di un giardino storico.
Villa Strohl-fern e il richiamo della Scuola Romana
Ripercorrere le tele di Trombadori significa anche rendere giustizia a un’epoca d’oro dell’arte capitolina. La Villa, fondata dal mecenate alsaziano Alfred Strohl-fern alla fine dell’Ottocento, è stata per decenni un rifugio per artisti che cercavano luce, isolamento e ispirazione. Ritrarre oggi quel parco significa fare i conti con l’eredità della Scuola Romana, fatta di toni brumosi, di realtà quotidiana elevata a mito e di un legame viscerale con la topografia della città.
Il lavoro di Duccio Trombadori si inserisce in questo solco con originalità, portando una sensibilità contemporanea che non teme il confronto con il passato. La sua pittura è un atto di devozione verso una tradizione familiare e cittadina che vede nel “fare arte” un modo per abitare il mondo con consapevolezza. La mostra alla Fondazione Besso non è quindi solo una personale di pittura, ma un tassello fondamentale per comprendere come il cuore di Roma continui a battere attraverso i suoi parchi e i suoi artisti.
Info utili
- Luogo: Fondazione Marco Besso, Largo di Torre Argentina 11, Roma.
- Date: Dall’8 al 30 aprile 2026.
- Inaugurazione: Mercoledì 8 aprile 2026, ore 17:00 – 19:30.
- Orari: Dal lunedì al venerdì, 10:30-12:30 e 14:30-16:30.
- Prenotazione: Obbligatoria per l’inaugurazione e per tutte le visite.
(in foto: Duccio Trombadori, Villa Strohl-fern – particolare)
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
